Sai, ho 65 anni e per la prima volta mi sto davvero chiedendo: i nostri figli, a cui io e mio marito abbiamo dedicato ogni cosa, ormai non hanno più bisogno di noi. I tre figli a cui abbiamo dato tutto tempo, energia, soldi hanno preso ciò che volevano e semplicemente ci hanno lasciati indietro. Mio figlio nemmeno risponde più al telefono quando lo chiamo. A volte mi passa persino per la testa: quando saremo vecchi, nessuno di loro ci offrirà nemmeno un bicchiere dacqua?
Mi sono sposata che avevo 25 anni. Giuseppe era mio compagno di università, mi ha corteggiata per mesi, figurati che si era persino iscritto alla mia stessa facoltà pur di starmi vicino. Un anno dopo il nostro matrimonio, semplice e intimo, sono rimasta incinta ed è nata la nostra primogenita. Giuseppe ha lasciato gli studi e si è messo subito a lavorare, mentre io mi sono presa una pausa dalluniversità.
Non sono stati anni facili, tuttaltro. Lui lavorava senza sosta per sbarcare il lunario, io cercavo di capire come si fa la mamma mentre tentavo di finire gli studi. Dopo due anni sono rimasta di nuovo incinta, così sono dovuta passare ai corsi part-time, e Giuseppe si è dato da fare ancora di più per mantenerci tutti.
Non so davvero come abbiamo fatto, ma tra mille sacrifici siamo riusciti a crescere due figli: la nostra maggiore, Lucia, e il piccolo Matteo. Quando Lucia ha iniziato la scuola, finalmente ho trovato un lavoro nel mio settore. Ce la stavamo facendo: Giuseppe aveva trovato un impiego fisso in una ditta bella solida, io lavoravo, e avevamo finalmente una nostra casa. Proprio quando ci siamo rilassati… unaltra gravidanza.
La nascita della nostra terza figlia, Claudia, ci ha rimesso alla prova. Giuseppe lavorava persino nei fine settimana, io mi occupavo della piccola e della casa. Sinceramente, ancora oggi non so come abbiamo fatto, ma piano piano siamo riusciti a trovare di nuovo un certo equilibrio. Quando Claudia ha iniziato la prima elementare, una sera mi sono detta: finalmente respiro.
Però le difficoltà non sono finite mica lì. Lucia, appena iscritta alluniversità, ci ha annunciato che si voleva sposare. Non labbiamo scoraggiata, anche noi ci eravamo sposati giovani, ma i preparativi per le nozze e laiuto per comprare casa ci hanno prosciugato il conto corrente.
Anche Matteo aveva il suo sogno: una casa tutta sua. Non ci siamo sentiti di dirgli di no, così abbiamo acceso un altro mutuo e gli abbiamo comprato un appartamento. Per fortuna poco dopo ha trovato un buon lavoro in una ditta importante.
Claudia, al suo ultimo anno di liceo, ci ha confessato che voleva studiare allestero. Non è stato per niente facile, ma abbiamo fatto carte false pur di racimolare i soldi e mandarla dove sognava lei. Claudia è partita… e noi ci siamo ritrovati soli.
Col tempo, i figli ci sono venuti a trovare sempre meno. Lucia, pur abitando ancora a Torino come noi, passava di rado. Matteo ha venduto la sua casa e si è trasferito a Roma, e ora viene ancora meno. Claudia, appena laureata, è rimasta allestero.
Abbiamo dato tutto ai nostri figli: tempo, gioventù, denaro. Alla fine sembra quasi che non contiamo più niente per loro. Non pretendiamo aiuto, né in euro né in altro. Chiediamo solo una parola gentile, una visita ogni tanto, una telefonata.
Ma, a quanto pare, ormai sono tutte cose passate. Ed ecco che mi viene il dubbio: forse dovremmo smettere di aspettare e cominciare finalmente a vivere per noi? Magari, arrivati a 65 anni, ce lo siamo davvero meritati questo po di felicità che abbiamo sempre messo in secondo piano.






