Mia madre, la suocera e io eravamo al limite.
Sei sicura che al bambino non farai male se continui a mangiare la barbabietola? chiese la suocera, mescolando il brodo di pomodoro.
Mamma, è il terzo giorno che prepara quel minestrone, sospirò Gabriele. Posso finire e andare al lavoro?
È un minestrone curativo! alzò il cucchiaio la suocera. E tua madre sale come una pistola. Un tale cibo è sicuramente nocivo per il piccolo!
Scusate, ho partorito tre figli, rispose tranquillamente Maria Bianchi, madre di Fiorella, tirando fuori una pentola dal frigorifero. E tutti vivono. E questo è un minestrone con fagioli. Proteine!
Suocera, i fagioli sono cibo pesante! Non siamo in campagna!
E noi non siamo in ospedale! ribatté Maria.
Fiorella era seduta sullo sgabello della cucina, stringendo il pancione e desiderando che qualcuno spegnesse il volume della realtà. La gravidanza era al settimo mese; prima pensava che limportante fosse non vomitare. Ora sapeva: limportante era mantenere la lucidità tra due donne, ognuna convinta di sapere il meglio.
La suocera si era trasferita non appena seppe della gravidanza. Nipote! Il primo! Non hai spazio, io ti aiuterò. La madre di Fiorella, una settimana dopo: Sei tutta per me, lascio tutto e vengo. Così, in un bilocale di Milano, si sistemarono tre padrone di casa.
Sono incinta, non malata, sussurrò Fiorella allorecchio di Gabriele quando lui rientrò la sera.
Lo so. Resisti. Presto finirà. Dopo il parto la nonna tornerà a casa sua.
E la mia?
Anche la tua forse. Forse diventeranno amiche.
Non diventarono amiche. Iniziarono a gareggiare.
Prima nella pulizia: al mattino Maria spazzava i pavimenti, a pranzo Rosa li lava di nuovo, perché cè corrente daria, polvere, infezioni. Poi negli acquisti: comparvero tre body per neonati, taglie 56, 62 e 74, tutti rosa, senza sapere chi sarebbe nato.
Il campo di battaglia più acceso fu la poltrona a dondolo.
Lho scelta io! dichiarò la suocera.
Lho comprata io! ribatté Maria.
Sono stata la prima a parlarne!
Sono stata la prima a portarla!
Starà nella mia stanza, concluse decisa Rosa.
Perché?! protestò Maria. Fiorella allatterà sulla sedia. Che rimanga lì.
Io avevo pensato di dormire sulla sedia dopo il parto, aggiunse Fiorella a bassa voce. Con il bambino.
Perché dovresti? Ti stancherai! Lascia che il bimbo sia con me! esclamò la suocera.
O con me! non cedette la madre.
E io, scusate, dove?! perse la pazienza Gabriele. Io sono il padre, tra laltro!
Puoi dormire in cucina. Cè un divanetto, dissero allunisono.
Il giorno dopo la sedia scomparve. Non cera né nella stanza di Fiorella, né in quella di Rosa, né nella cucina di Maria.
Dove è la sedia? chiese Fiorella.
Si è trasferita, rispose secca Rosa.
È nascosta, sussurrò Maria.
La guerra raggiunse lapice. In cucina si cucinava non più minestrone, ma freddo. Silenziosi, con sguardi taglienti. Gabriele rimaneva più a lungo al lavoro. Fiorella mangiava yogurt in bagno.
Non ce la faccio più, disse la sera. Questo è il mio bambino. Il mio corpo. La mia vita. Non ho chiesto questi eroi.
Beh vogliono aiutare, balbettò Gabriele.
Vogliono controllare. E tu taci, perché è abitudine. Io no.
Quella notte Fiorella dormì a malapena. Al mattino, senza fare colazione, andò a cercare annunci. A pranzo tornò con le chiavi.
Che cosa è? domandò Gabriele.
Affittiamo un appartamento. Due vani. Luminoso. Ho già firmato il contratto.
Fiorella
Non mi allontano da te. Mi trasferisco da me. Se vuoi, andiamo insieme. Se no, ci vediamo al dimissioni.
Lui rimase in silenzio.
Mezzora dopo uscirono con una valigia. Davanti al portone cera la sedia a dondolo, una coperta di lana, un cuscino con gattini. Fiorella sorrise. Poi chiamò il servizio benefico. Due ore dopo la sedia non cera più.
Il nuovo appartamento odorava di vernice e freschezza. Fiorella sistemò le cose, mise le creme, preparò un tè alla menta, accese la musica e, per la prima volta da tempo, si sdraiò sul divano.
Tre giorni dopo arrivò Gabriele con lo zaino.
Qui è impossibile. Non parlano. La cena è come un funerale.
E qui?
Qui si può respirare. Ho capito. Tu non sei solo madre. Sei una persona.
Nacque un maschietto ad agosto, la sera, senza sedia a dondolo, ma con amore. La suocera e Maria venivano a







