Quando sono entrata in casa, mi sono fermata di colpo. Lì, allingresso, accanto alle mie scarpe e a quelle di Marco, cerano infilate con estrema cura un paio di décolleté eleganti, con il tacco alto. Le ho riconosciute subito: erano quelle di Allegra, sua sorella. E cosa ci faceva lei qui? Non mi sembrava che Marco mi avesse detto che Allegra sarebbe passata da casa.
Anna, il tuo Marco è di nuovo in trasferta? mi raggiunse il collega Matteo mentre camminavo verso la fermata dellautobus. Andiamo a prenderci un caffè? Offro io, il tuo solito cioccolato caldo, così chiacchieriamo un po. Sennò sempre di fretta: ciao, ciao.
Mi spiace, Matteo, oggi proprio non posso. Marco mi ha promesso che sarebbe tornato prima dal lavoro, dovevamo scegliere la cucina nuova, ancora non abbiamo finito di sistemare tutto dopo la ristrutturazione. E comunque, lui non è più in trasferta da un sacco.
E a casa è sempre puntuale? disse Matteo con un sorriso ironico, che cercava di nascondere.
Non sempre, ammiccai ridendo. Ultimamente abbiamo davvero bisogno di soldi, quindi Marco lavora più ore. Sistemeremo casa, poi magari potrà tornare sempre in orario.
Capisco, rispose lui sorridendo, salutandomi prima di voltare per la sua strada.
Quel giorno fui fortunata: lautobus arrivò subito. Di solito devo aspettare una vita, ma riuscendo ad uscire prima dallufficio, mi era andata bene. Presi posto vicino al finestrino, e mi persi nei pensieri.
Una volta, io e Matteo stavamo per sposarci. Poi ci siamo lasciati un po così, senza nemmeno ricordare il motivo esatto. Dopo è arrivato Marco lho sposato quasi per dimostrare a Matteo che ormai non ero più da sola, che aveva perso la sua occasione.
Però lui ha provato a tornare, mi chiedeva scusa, giurava che mi avrebbe resa felice, che non mi avrebbe mai fatto soffrire, che sarebbe stato fedele… Eppure io ormai pensavo solo a Marco, e mi convincevo che in fondo Matteo non lavevo mai davvero amato. Così, alla fine, smisi di pensarci e, solo recentemente, lhanno spostato nella nostra filiale, dal quartier generale.
Faceva finta di essere sorpreso da quella coincidenza, ma in cuor mio sentivo che probabilmente aveva chiesto lui di essere trasferito, dopo aver saputo che lavoravo lì. Comunque, era bello sapere che Matteo era ancora single, e che continuava a trattarmi con quella sua solita dolcezza.
Io, lo ammetto, gli auguro davvero di trovare la felicità, e un po in fondo, lo dico sottovoce, sono quasi invidiosa della donna che lo sposerà: sa come corteggiare, è proprio il tipo da colpo di scena romantico.
Con Marco non posso dire di essere sfortunata, solo che nellultimo periodo lavora sempre. Lo fa per noi, per darci una vita comoda, ma il tempo insieme si è ridotto allosso.
Viviamo nellappartamento di Allegra, la sorella di Marco. È stata gentilissima a offrirci la casa, visto che tanto lei e suo marito non hanno mai avuto problemi di soldi lei nemmeno lavora! Per loro è solo un investimento, così i figli saranno sistemati tra qualche anno.
Io e Marco abbiamo fatto la ristrutturazione a modo nostro, Allegra ci ha lasciato carta bianca; ora stavamo prendendo anche i mobili. Però spesso mi viene da pensare che forse sarebbe stato meglio affittare un appartamento già arredato.
Con tutti i soldi che ci stiamo mettendo, potevamo pagare anni daffitto o investirli nellanticipo per comprarci una casa nostra. Ma Marco era entusiasta quando Allegra ci propose di vivere lì.
Scesa dallautobus, attraversai la strada di corsa e mi incamminai verso casa. Cera nellaria quel profumo particolare che preannuncia la pioggia, ma stavolta non avevo la testa per godermi la freschezza.
Avevo mille pensieri, tutti di corsa, nessuno che durasse davvero; sfilavano nella testa, uno cacciava laltro. Da quanto tempo eravamo in quellappartamento? Un anno? Un anno e mezzo?
Non riuscivo a ricordare con precisione, ma di sicuro la sensazione che fosse una sistemazione provvisoria non mi lasciava in pace. Abbiamo ristrutturato, comprato cose, ma sembrava sempre che la vita vera dovesse cominciare dopo… solo che non si capiva mai quando.
Arrivando sotto, mi accorsi di camminare piano, come se stessi ritardando il momento di entrare. Il portone aprì con il solito click, lasciandomi nel corridoio buio, e salii le scale fino al quarto piano.
Man mano che salivo sentivo crescere una strana tensione.
Entrata in casa, mi fermai di nuovo di fronte alle scarpe eleganti della sorella di Marco.
Cosa ci faceva qui? Marco non mi aveva detto nulla di una visita di Allegra.
Avevo quasi deciso di annunciare che ero arrivata, ma qualcosa mi trattenne. Meglio fermarsi e ascoltare.
Volevo andare in vacanza con mio marito, sentii dire Allegra. Ma lui non riesce mai a prendersi le ferie, allora ho pensato di darti a te questi biglietti. Ma solo a una condizione la voce cambiò tono, diventando più decisa, ci vai con Bianca.
Mi bloccai: “Con Bianca?”. Ricordavo che Marco mi aveva accennato qualcosa, che Allegra aveva cercato di farlo uscire con Bianca, sua amica.
Allepoca non ci feci troppo caso, ma adesso sentire quel nome mi ghiacciò.
Ma io con Bianca no, rispose Marco, il tono seccato. Allegra, te lho già detto, ora sto con Anna. Ci sono io e Anna! Perché ricominci?
Mi sentii un po sollevata: era chiaro che Allegra stava provando a imporgli la sua volontà, però Marco non cedeva. Ero pronta ad entrare in salotto e far sapere a tutti che ero tornata, quando Allegra ribatté:
Ma chi vuoi prendere in giro? Lo so che con Bianca eri innamorato, volevate pure sposarvi, poi ti sei offeso per una stupidaggine. Non fare il testardo, si vede che Anna non è la ragazza giusta. Bianca è tutta unaltra cosa.
Rimasi lì immobile, cercando di realizzare quello che stavo sentendo. Innamorato? Dovevano sposarsi? E Marco mi aveva detto che Bianca non gli interessava.
Sì, va bene, rispose lui, ma era come se ci fosse un tremolio nella voce, una punta di insicurezza. Ma ormai è passato tutto. Io amo mia moglie.
Ah, sì? Allegra continuava decisa. Lo sappiamo bene che lhai sposata solo per fare ingelosire Bianca quando ti ha lasciato. Poi lei voleva tornare da te, ci stava male, ti chiedeva scusa. E tu? Ti sei vendicato, sposandoti con Anna.
Pensai: vendicarsi? Possibile che Marco abbia scelto me solo per ripicca? Mi sentivo soffocare. Mi tornò in mente la mia scelta di sposarmi di fretta dopo aver lasciato Matteo…
Ma ormai, anche se magari in principio avessimo entrambi motivazioni sbagliate, io ora lo amavo davvero, perciò contano solo i sentimenti, giusto? Così, trattenendo il respiro, attesi la risposta di Marco.
È passato, lo sentii dire piano. Ora sono sposato, ho una responsabilità verso Anna.
E quali responsabilità? Allegra quasi ridacchiava. Neanche figli avete fatto, meno male. Dovresti ricordarti che vivi qui per cortesia. Con Anna, finché andrai avanti così, ti ritroverai sempre sotto tetto daltri. Bianca invece, proprio pochi giorni fa ha ricevuto un trilocale nuovo dai genitori: spazioso, appena ristrutturato… E ti ama ancora, aspetta solo te.
Mi appoggiai al muro, il freddo mi scorreva addosso. Ma quello che mi turbava ancora di più era: cosa avrebbe risposto Marco.
Nei cambiamenti non ci credo, cominciò lui piano, ormai meno sicuro. Non è la casa che conta. Sì, ora siamo qui, ma troveremo il modo, prima o poi compreremo qualcosa di nostro.
Ma Allegra non mollava:
Non vuoi vedere la realtà. Bianca era e sarà sempre meglio per te, ti manca soltanto il coraggio di ammetterlo. E poi pensa: con lei la casa ce lhai già, la sicurezza, tutto quello che ti meriti. Con Anna non sarai mai davvero felice.
E aggiunse, decisa:
E tra laltro, disse Allegra, non potrò lasciarvi questa casa per molto ancora. Ora ho dei nuovi progetti, tra poco dovrete cercare un altro posto.
Ma Bianca lo sa? chiese Marco, stupito.
Ma certo! rispose Allegra quasi trionfante. È stata lei a chiedermelo. Ha avuto lidea dei biglietti, mi ha chiesto di aiutarla.
Calò il silenzio. Io sentivo il cuore battere forte. E se Marco davvero stava pensando di accettare?
E Anna che le dico? domandò lui infine, sottovoce.
Le dici che mi aiuti alla villa in campagna. Dico che stiamo facendo lavori… E tu parti con Bianca al mare. Semplice.
Non ce la facevo più. Uscì piano da casa e mi allontanai in fretta senza voltarmi indietro.
Finii per entrare in uno di quei caffè minuscoli, con la luce soffusa e solo un paio di tavolini occupati. Mentre fuori il crepuscolo calava con la pioggia, io ordinai automaticamente una cioccolata alla vaniglia. Ero sfinita, la testa un groviglio infinito di pensieri, la conversazione ascoltata a casa mi rimbombava nella testa.
Continuavo a ripetermi le parole di Allegra, cercando di capire come fosse possibile che Marco avesse nascosto tutto questo. Aveva tenuto nascosto che voleva sposare unaltra? E addirittura lamica di sua sorella! Mi sentivo tradita, sì, ma soprattutto ferita per come fosse stato il mio matrimonio: solo una rivalsa contro lex? Avevo creduto che Marco mi avesse scelto davvero Invece tutto era cominciato per ripicca. Anche se, a pensarci, io stessa con Matteo ero stata prudente, non ho mai voluto vedere neanche un film insieme, figuriamoci una vacanza! Ma Marco lho amato davvero, con tutto il cuore.
Fuori era buio, mentre restavo lì col dito sul bordo della tazza senza assaggiare nemmeno un sorso. Il tempo sembrava fermo.
E lui nemmeno mi ha chiamata, pensai amareggiata di sicuro sta già pensando a partire con Bianca e nemmeno gli interessa dove sono io.
Solo quando presi il telefono per vedere lora, mi accorsi che era scarico.
Sospirai forte, capendo che dovevo tornare a casa prima o poi. Mi misi il cappotto e affrontai il freddo dellimbrunire. Mentre camminavo, cercavo di prepararmi mentalmente allidea di mettere fine alla storia con Marco. Era inevitabile, e mi ripetevo che era meglio affrontarlo subito.
Entrata sul pianerottolo, sentivo il cuore battere più forte ancora. Aprii piano la porta Silenzio, nessuna TV, nessun rumore dalla cucina. Ma ecco, nella sala, cerano dei borsoni in mezzo: Marco stava già preparando le sue cose. Ecco, pensai, ci siamo.
Che stai facendo? chiesi quasi senza pensarci, anche se già immaginavo che avrebbe detto di andare da Allegra in campagna. Invece mi stupì:
Anna, stiamo andando via. Ho trovato una casa in affitto. Poi vediamo come fare, magari pensiamo a un mutuo. Si fermò un attimo, mi guardò come se notasse qualcosa nei miei occhi Ma come mai sei tornata così tardi? Ti ho cercato tutta la sera, il telefono non prendeva. Hai fatto una seconda giornata di lavoro?
Non ci credevo. Tutte le parole che avevo preparato mi sembravano inutili. Lo guardai, confusa, senza sapere cosa dire.
Ce ne andiamo davvero? bisbigliai, senza afferrare bene.
Lui capì la mia esitazione, mi si avvicinò, cercando di spiegare:
Ho litigato con Allegra, sospirò. E ho deciso: basta, mi sono stancato di dipendere da lei. Serve una casa nostra.
Mi rilassai un secondo, ma non era tutto. Lui si sedette sul bordo del divano, mi invitò a sedermi accanto. Mi raccontò tutta la conversazione con sua sorella.
Avrei dovuto dirtelo da tempo, disse piano, quasi vergognandosi. Sì, ho avuto una storia con Bianca. E ammetto che quando mi sono sposato con te era anche per ripicca. Ma Anna, devi sapere una cosa: tutto quello è passato. Tu sei la sola che amo, non voglio perderti.
Lo ascoltai, e piano piano sentivo sciogliersi il nodo dentro di me. Certo, fa male che ci siano state bugie ma almeno ora parlavamo finalmente senza filtri.
Scusa se non te lho raccontato subito, aggiunse abbassando la voce. Ma… Quando hai detto che volevi sposare Matteo, pensavo che fosse meglio non rovistare nel passato. Poi non ho più avuto il coraggio.
Sospirai, sentendo le lacrime salire agli occhi. Ma stavolta erano di sollievo.
Va bene, dissi, passato è passato. Hai detto che hai trovato casa?
Sì, mi sorrise Marco, è solo una soluzione temporanea, però almeno ce la caviamo da soli. Senza Allegra, senza le sue ingerenze. E più avanti pensiamo al mutuo, facciamo le cose per bene.
Annuii. Sentivo finalmente che era la scelta giusta. Era ora di vivere per noi, per quello che volevamo davvero, e non secondo piani pensati da altri.
Allora, si alzò Marco sorridendo, vuoi cominciare a fare le valigie insieme?
Annuii ancora, senza parole. Mi rimaneva solo da credere che stavamo finalmente girando pagina, lasciando il passato dove deve stare: dietro di noi.







