Non sai cosa è successo ieri. Appena sono arrivato a casa, Luca mi ha detto, tutto agitato:
Papà, ho da dirti una cosa. La vicina, Francesca è incinta. Ed è mio il bambino.
Giulio, suo padre, si è fermato un attimo, ha preso fiato e ha risposto calmo:
Allora sposala.
Ma dai, stai scherzando? Ho ancora ventanni, non è il momento per mettere su famiglia, tra laltro non abbiamo mai davvero avuto una vera relazione
Giulio lo ha guardato ridendo sotto i baffi:
Ah sì? Per inseguirla, eri abbastanza grande, ma ora che devi assumerti le responsabilità, torni ad essere un ragazzino. Perfetto. Poi ha chiamato sua moglie, a voce alta: Teresa! Vieni un attimo!
Teresa è arrivata dalla cucina, pulendosi le mani sul grembiule:
Che succede?
Vedi un po. Nostro figlio ha messo incinta Francesca, la figlia della vicina, e ora non vuole sposarla. Lui se la svigna proprio.
Teresa non si è nemmeno mostrata sorpresa, il viso era serio:
Ha ragione. Che senso avrebbe? Portare a casa la prima che capita Queste ragazze oggi sono furbe, si scelgono uno sistemato, rimangono incinte, poi chiedono di sposarsi. E spesso il figlio non è nemmeno suo. Che faccia il test del DNA. E poi, non possiamo costringere Luca, è giovane. È un uomo, non è semplice resistere. Ma non dobbiamo mantenere figli di altri.
Giulio ha sospirato piano e ha parlato a voce bassa:
E se il bambino fosse davvero suo?
E se lo è? Dobbiamo essere noi a prenderci la responsabilità? Fagli fare il test, poi si vedrà.
Ha girato i tacchi tornando in cucina, lasciando Giulio e Luca da soli.
Giulio si è seduto vicino al figlio e ha iniziato piano:
Sai, anchio ero giovane. Mi piaceva una, ma ho sposato unaltra. Non per amore, ma per responsabilità. Essere uomo non significa solo vivere passioni, ma anche accettare scelte e conseguenze. Tua madre era incinta. Non sapevo se sarei riuscito a costruire qualcosa con lei, ma sapevo una cosa: il bambino non aveva colpe. Era sangue mio, era coscienza mia. E credimi, non mi sono mai pentito di averlo fatto.
Sono passati tre mesi. Il risultato del test del DNA è arrivato: certezza al 99,9%, era figlio di Luca e Francesca.
E allora? sbuffa Teresa, quando Giulio le mostra la carta. Sì, è figlio suo. Ma non significa che Francesca verrà a vivere qui. Quella casa non la metterà mai piede, te l’ho detto!
Luca è rimasto seduto, evitando lo sguardo del padre. Si capiva che aveva scelto: stava dalla parte della madre. Silenzioso, mani strette, non ha detto niente.
Giulio si è alzato lentamente dal tavolo:
Già che avete preso la vostra decisione, ora ascoltate la mia.
Parlava a bassa voce, ma fermo:
Finché vivo, mio nipote non mancherà di nulla. Comprerò un terreno, costruirò una casa, e lui mio nipote avrà tutto ciò che ho costruito nella vita. Voi, potete scordarvi il mio aiuto. Io non partecipo a questa vergogna. Luca, da oggi non sei più mio figlio. Tutto quello che è mio andrà a quel bambino. Non vi darò neanche un centesimo.
Teresa esplode:
Ma sei impazzito? Vuoi davvero togliere tutto a tuo figlio?
Giulio non risponde. Prende e se ne va, ignorando le urla e gli insulti. Luca resta fermo tra il silenzio, incredulo. Ma una cosa la sapeva: se suo padre aveva detto così, lo avrebbe fatto davvero.






