Un giorno, il marito di Paola uscì di casa per andare a lavorare e non tornò più. Lei lo cercò ovunque: chiamate al lavoro, amici, persino i parenti più lontani in Sicilia. Niente. Alla fine, si venne a sapere che il caro marito si era semplicemente stancato della vita familiare e aveva pensato bene di cambiare aria, senza troppe cerimonie.
Paola aveva conosciuto suo marito a un matrimonio di amici in una rinomata villa alle porte di Firenze. Fu un colpo di fulmine: tutta la sera a ridere, ballare il liscio e a mangiare pasticcini insieme. Dopo pochi mesi erano già sposati e si trasferirono in un piccolo appartamento nel centro di Bologna. Tempo un attimo e, come succede nelle migliori famiglie italiane, Paola rimase incinta. Caso volle che non riuscì mai a fare unecografia: un giorno aveva la febbre, un altro non poteva chiedere permesso dal lavoro, un altro ancora la macchina in panne Insomma, una tragedia greca.
La gravidanza fu tutto tranne che una passeggiata. Paola si stancava subito, aveva la nausea perenne, la schiena che le cedeva ogni mezzora. Col pancione sembrava un arancino di riso, e faceva fatica persino a scendere a prendere il pane. Lultimo mese nemmeno si vedeva più fuori di casa. Il marito, galantuomo, la amava e si preoccupava per lei, ma diciamo che passava più tempo in ufficio che sul divano di casa.
Quando arrivò il momento del parto, fu tutto anticipato rispetto al previsto. I medici non la lasciavano un secondo, e sorpresa! Tre gemelli: due femminucce e un maschietto, in fila come le olive ascolane. Paola non capiva più niente, e il marito quando vide la scena sbiancò come un tovagliolo di lino. In un istante era diventato papà di tre figli: non proprio quello che si era aspettato ordinando una pizza familiare.
Durante la degenza in ospedale, il marito cercò di preparare tutto: lettini, pannolini in quantità industriale ma lo spazio a casa era quello che era. Una stanza sola, si viaggiava tutti stretti. La quotidianità non aiutava certo: notti insonni, tosse, raffreddori, e lui che sognava ancora le prime serate romantiche con vino e Sangiovese, in cui si parlava di filosofia fino alle due. Di quella vita, ormai, restava solo la tazzina del caffè.
Paola, poveretta, era sempre più stanca, i bambini la occupavano completamente. Il marito alla fine crollò. Un bel giorno, mise la camicia, disse vado in ufficio e sparì. Sparito davvero.
Paola telefonò anche al sindaco, se serviva. Nulla. Nessuna traccia. Pochi giorni dopo, scoprì che se lera data a gambe da tutto e da tutti: figli, moglie, pappe e pannolini compresi.
In quel momento, capì che doveva farsi coraggio. Perché, chi altri avrebbe cresciuto quei tre terremoti? Sua madre, Maria, si trasferì da lei, indossò il grembiule e si mise al comando. Insieme tirarono avanti: risparmi ogni euro, piccoli aiuti dallo Stato e la pensione della nonna. Un tour de force che manco il Giro dItalia.
Un giorno, al supermercato nuovo sotto casa quello con le casse automatiche, una vera rivoluzione Paola trovò lavoro. Nonostante avesse tre figli piccoli, il direttore la prese subito, impressionato dal suo spirito di sacrificio e dal fatto che già sopravviveva a tre gemelli.
Da lì iniziò la rimonta. Con il tempo riuscì persino ad assumere una tata: la madre ringraziò il cielo e tornò a leggere la Settimana Enigmistica in pace. Qualche anno dopo, Paola fu promossa. Si era proprio trasformata: elegante, curata, quasi irriconoscibile. Tantè che, quando il suo ex marito venne da fuori città a trovare i genitori, ne rimase a bocca aperta.
Lui venne a trovare i bambini, e come nei peggiori film chiese a Paola perdono. Dammi unaltra occasione, le disse, con lo sguardo da cucciolo sperduto. Paola lo guardò dritto negli occhi e capì: col passato aveva chiuso. I suoi sentimenti si erano spenti da un pezzo. Glielo disse senza troppi giri di parole. Quando lui se ne andò, Paola tirò un sospiro di sollievo tanto forte che lavranno sentita fino in Emilia. Aveva finalmente lasciato andare il passato. E, finalmente, la vita si apriva tutta davanti a lei.







