Rinuncia! Mi avevi promesso che ti saresti dimessa!

Rinuncia! Mi avevi promesso che avresti lasciato il lavoro!
Marco, sei impazzito? chiede Loredana, riprendendosi. Chi rinuncia a una posizione così? Sai quanto paga?
Ti sei fatta prendere dai soldi risponde Marco, scontroso. O è il potere a farti girare la testa?

Il lettore odia le scene in cui leroina piange davanti a una tazza di tè raffreddato. Ma cosa fare se la protagonista non beve caffè e la nostra prima inquadratura la mostra assorta in un profondo pensiero sopra quel tè sfortunato? Si potrebbe sostituire il tè con una spremuta o con del latte, ma il dramma delle sue riflessioni non si alleggerisce.

Loredana è seduta su una comoda poltrona, ma in modo decisamente scomodo: è sul bordo, la testa china su quella tazza di tè ormai fredda. I suoi pensieri sono pesanti e la situazione sembra senza via duscita. Un solo pensiero la rassicura: il figlio non vede nulla di tutto ciò. Un campo sportivo estivo lo ha tenuto lontano da casa per un mese, promettendo di restituirlo felice e soddisfatto. Il campo contribuisce solo indirettamente al suo sconforto.

Il vero motivo è Marco, suo marito. Il verbo era resta sospeso: è ancora suo marito o è solo un ricordo? Loredana si chiede se abbia ancora un marito o se sia già un marito di Schrödinger.

La frase finale di Marco, prima di sbattere la porta, suona così:
Basta! Non voglio più vederti! Mi hai rovinato la vita! Me ne vado!

È chiaro che è andato via, ma non sappiamo se sia stato un addio temporaneo o definitivo. Nessuna risposta arriva.

Se si inizia lo scandalo dal principio, forse la colpa ricade sul campo sportivo dove è andato Vittorio, il figlio. Loredana ha pagato il campamento con la sua provvigione, senza spendere tutto il bonus. Marco si è lamentato:
Svuotare quaranta mila euro dal bilancio familiare non è cosa da poco! Avremmo dovuto discuterne! Forse la famiglia ha esigenze più importanti!

Loredana, alzando le spalle, replica:
Abbiamo i soldi! Se serve qualcosa, lo compriamo!

Marco esce dalla porta, lasciandola sola con il suo silenzio. Loredana non capisce perché le parole di Marco siano così dure dopo quattordici anni di matrimonio. Secondo lui, lei è la peggiore delle mogli.

Se mi amassi davvero, non ti intrometteresti in cose che non ti riguardano! Ti metteresti a guardare la vita con calma! Invece vuoi sempre saltare più in alto!
Hai pensato a me? Ti importa solo di te! Se ti preoccupassi della nostra famiglia, saresti una casalinga modello! Lavoreresti tranquillamente e ti prenderesti cura di casa!

Loredana non riesce a capire dove abbia sbagliato. Lavora, si prende cura della casa, alleva il figlio, non nega a Marco affetto e tenerezza. Ma le sue domande Perché? Per cosa? rimangono senza risposta, mentre il tè continua a raffreddarsi.

Gli immobili commerciali trasformati in uffici sono un incubo per chi li visita: senza mappa o bussola è impossibile trovare lazienda giusta. Per i dipendenti, invece, è una scuola di geografia aziendale: col tempo imparano la topografia del palazzo e possono usare ogni risorsa a disposizione. È un vero formicaio duffici.

È proprio in questo formicaio che Loredana e Marco si incontrano. Entrambi sono agenti di strada: arrivano senza laurea, ricevono un telefono e una lista di contatti freddi, e chiamano per giorni offrendo prodotti o servizi. Al momento dellincontro hanno già dimostrato di valere, così sono stati inseriti nello staff. La pressione e lo stress li spingono, a pranzo, a scappare dallufficio e rifugiarsi in un piccolo parco. È lì che si conoscono.

Lavorano in aziende diverse, e se non fosse stato per quel parco, forse non si sarebbero mai incrociati. Quando due persone condividono gli stessi problemi, le frustrazioni si completano e i cuori si avvicinano. Tra loro nasce una simpatia che si trasforma in una relazione, un matrimonio rapido ma atteso.

Decidono di non avere figli subito. Loredana possiede un appartamento ereditato dalla nonna, ma vuole che la casa sia piena damore, e per farlo deve lavorare. È difficile rimandare la vita quando la giovinezza impone i suoi ritmi, e la giovane coppia vuole dedicarsi luno allaltro. Tra una serata di successi e errori lavorativi, il matrimonio raggiunge tre anni di esperienza e si presenta una scelta.

Mi hanno offerto una promozione dice Loredana. E sono incinta.
Wow, che bella notizia! esclama Marco.
Cosa ti ha fatto felice? chiede Loredana con un sorriso.
Il bambino, ovviamente! risponde Marco. La promozione non sparirà, ma il bambino bisogna farlo nascere!

Loredana capisce più tardi che Marco, al momento, non aveva ricevuto alcuna promozione; lui ha scelto di dare a lei la notizia del bambino invece di un avanzamento di carriera. Durante il congedo di maternità, tutta la responsabilità del sostentamento ricade su Marco, che deve dare il meglio al lavoro. Lo stipendio di un manager è un salario minimo, il resto è percentuale sulle vendite. Marco riesce a mantenere la famiglia, ma non ottiene aumenti. Quando Loredana ritorna dal congedo, le viene offerta la stessa promozione che aveva rifiutato per la gravidanza.

Da allora una lieve tensione si insinua nella coppia. Loredana la attribuisce alla gelosia per il figlio; Marco rimane più a lungo in ufficio. Entrambi ricevono contemporaneamente una promozione: Marco diventa senior manager, Loredana capeggia un dipartimento. Marco è poco propenso ai complimenti, ma generoso nei ringraziamenti. Inizia a spingere Loredana a dedicare più tempo alla casa e al bambino.

Presto sarò capo dipartimento dice. Perché dovresti stare in questi uffici polverosi? Sai che è meglio per te occuparsi di casa e del bambino, mentre io ti fornirò tutto!
Marco, non posso dimettermi appena promossa replica Loredana. Mi hanno affidato il reparto, non posso tradire chi conta su di me!
Quindi il lavoro è più importante della famiglia?

La domanda è scomoda. Per Loredana tutto è importante: riesce a gestire casa, figlio e lavoro. Propone:

Facciamo così, porto a termine le attività assegnate, poi chiudo la filiale e mi dimetto.

Marco accetta, ignaro dei piani del suo capo. Loredana riceve un ordine di trasferimento:

Non me lo hanno nemmeno chiesto! Il direttore è venuto da me, ha firmato il documento, mi ha regalato dei fiori e mi ha congratulato. Non ho avuto tempo di dire nulla!

Rinuncia! dichiara Marco, deciso. Lunedì vieni al lavoro e rifiuta! Mi avevi promesso che avresti lasciato il lavoro!
Marco, sei impazzito? chiede Loredana, sorpresa. Chi rinuncia a una posizione così? Conosci lo stipendio?

Possiamo fare una bella ristrutturazione, comprare una macchina, mandare Vittorio a una buona scuola!
Possiamo andare in vacanza! Niente più risparmi per tre anni, ma comprare subito i biglietti!

Ti sei fatta guidare dal denaro risponde Marco, sprezzante. O il potere ti ha stordito?

Io penso prima alla famiglia! ribatte Loredana. Riesco a gestire lavoro e casa, tutto è sempre pulito e pronto. Trovo sempre tempo per te!

Marco smette di brontolare quando Loredana compra una macchina, la consegna a lui e tutto torna alla normalità. Ristrutturiamo, il figlio entra in una buona scuola, le vacanze arrivano due volte lanno.

Ma arriva una nuova esigenza.

Dobbiamo comprare una seconda auto dice Loredana. E mi manca labitudine di guidarla.
Non ti basta più il mio ruolo di autista?

Fino a quel momento lavoravano nello stesso edificio.

Mi trasferiscono alla sede centrale, nel cuore di Milano risponde Loredana, alzando le spalle. Se mi porti lì, arriverò in ritardo a causa del traffico.

Capisco sospira Marco, rassegnato. Ma è davvero necessario? Vuoi davvero spostarti così?

Lultima volta ce labbiamo fatta osserva Loredana. E finché il tuo capo è interessato a te, devi sfruttare ogni opportunità che ti viene data!

Il campo sportivo ritorna in scena: quaranta mila euro. Loredana pensa che Vittorio troverà divertimento e beneficio per la salute, così trasferisce i soldi senza pensarci troppo. Non era nemmeno la metà del bonus!

Infine, davanti al tè ormai freddo, i pensieri si allineano.

Invidia! esclama. È solo invidia! Marco non è mai riuscito a superare il livello di senior manager! Quarantamila euro sono più della metà dello stipendio di Loredana, ma per Marco è solo un gradino in più dopo quindici anni di carriera.

Le memorie di Loredana riaffiorano: Marco insisteva perché lei lasciasse il lavoro e diventasse casalinga, per non superarlo. Quando la rottura sembra inevitabile, Marco crolla per un motivo ancora più grande.

Il rumore di una chiave che gira nella serratura interrompe il silenzio; solo Marco può averla fatto. Loredana si appoggia allo schienale della sedia, assumendo una postura rilassata.

Sono tornato annuncia Marco entrando nella stanza.
Per le tue cose? domanda Loredana.

Lui la fissa con sguardo sprezzante:

Sono tornato a casa! Casa!

No! ride Loredana. Sei tornato per le tue cose! Non voglio più vivere con te!

Scusa sbatte Marco, dirigendosi verso il divano.

Non ti perdono! risponde Loredana più ferma. Non ho bisogno di un marito che non riesce a guadagnare più di me! Non sono colpevole di ciò che mi hai accusato! Dopo il lavoro mi occupo di casa, del figlio e di te!

Tu, dopo il lavoro, sei solo stanco! Anche tu ti comporti così sul lavoro! Non importa più. Prendi le tue cose e vattene!

Ti senti la regina ora? urla Marco. Tutti sanno come hai ottenuto le tue promozioni! Ecco, caposquadra!

Il tè è ormai gelato, e leffetto sarebbe stato più grande se avesse potuto berlo caldo. Marco si asciuga il viso.

Davanti a una nuova tazza di tè, ancora tiepida, Loredana capisce che fin dal primo incontro Marco ha nutrito uno spirito di competizione. Voleva sempre superare sua moglie. Più il divario cresceva, più la sua capacità damore si frantumava. Se la loro storia fosse finita, lo scoprirà con un altro sorso.

Forse non dovremmo più attendere che il tè si raffreddi; è tradizione berlo caldo.

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Rinuncia! Mi avevi promesso che ti saresti dimessa!
Non è mai troppo tardi