Vuoi vivere con la suocera e prenderti cura di lei?

«Che strano accordo avete fatto», ha commentato Fiorenza al marito, alzando le sopracciglia. «Non ti sembra che ti stai un po»

«E allora? Vuoi vivere con la suocera e badare a lei?» ha chiesto Paolo, sorpreso.

Fiorenza si è girata, ancora un po irritata.

«Prima di tutto, questo. Secondo, il nostro patrimonio non è affar tuo. E terzo, smettila di usare quei termini strambi»

Dopo la morte del papà, i due fratelli hanno diviso leredità in una riunione di famiglia, tutti daccordo.

Al primo figlio, Alessandro, è stato assegnato un trilocale in centro a Milano, dove già viveva con la moglie Fiorenza e il loro piccolo Daniele.

Il fratello più giovane, Matteo, è rimasto nella spaziosa casa dei genitori a Bologna, un appartamento triplocale di cui un terzo apparteneva alla madre, Eugenia.

Eugenia è una pensionata con ipertensione e diabete, classificata al terzo livello di invalidità, quindi ha bisogno di assistenza costante.

Lauto è andata a Matteo, perché la mamma doveva essere spostata spesso dal medico o dal negozio.

I risparmi dei genitori circa 35000euro sono stati destinati a Eugenia. Lei gestirà gli interessi del conto e la pensione, così non avrà problemi di soldi.

«Strano accordo», ha ripetuto Fiorenza al marito, più stanca. «Non trovi che ti sei un po»

«E allora? Vuoi vivere con la suocera e badare a lei?» ha ribattuto Paolo.

Fiorenza, stanca, si è allontanata di nuovo.

«Questo, prima di tutto. Secondo, il patrimonio non è affar tuo. Terzo, smettila con quei termini»

Lui adorava davvero sua moglie, nonostante fosse una parrucchiera e lui ingegnere elettronico, ma il suo modo di parlare lo faceva impazzire.

«Alla fine è una bella famiglia, non ci siamo beccati per leredità», ha sorriso Matteo, mentre ascoltava la discussione.

Dieci anni sono volati. Matteo ha portato nella casa dei genitori sua moglie Alessia e lì è nato il loro figlio Vittorio.

Alessia, dolce e paziente, ha subito trovato un buon rapporto con la suocera Eugenia; le due donne quasi non litigano mai.

Alessandro, Fiorenza e il cresciuto Daniele sono ospiti rari.

I due fratelli lavorano tanto, e Matteo ha le sue preoccupazioni, ma il suo tempo libero lo dedica alla nonna poco sana.

«Ci sono sempre problemi con lui», si lamentava Alessandro. «A scuola ha incendiato il bagno, gli hanno rubato la bici, ha combinato guai al parco È un miracolo che non lo abbiamo messo a regime.»

«Non è un miracolo, è il denaro: paghiamo sempre i suoi errori», ha sospirato Fiorenza.

«Gli manca solo un po di attenzione», ha provato a difendere Matteo.

«Facile per te dirlo! Tua moglie Alessia non lavora, è tutta lì per Vittorio, e noi che facciamo?», ha replicato furiosa la cognata.

Matteo non ha risposto; in realtà aveva già deciso da tempo che Alessia si sarebbe occupata del bambino scuola, scacchi, nuoto e lo portava lei al lago o al parco.

Vittorio è un vero talento: vince tornei di matematica e si diverte a studiare.

La vita di Matteo scorre bene: la carriera è stabile e guadagna bene, mentre Alessandro ha più difficoltà, specialmente con le spese di Daniele.

Un giorno Alessia ha notato che il frigo si svuotava più velocemente del solito. Lei cucinava sempre da sola, così sapeva esattamente cosa cera dentro.

«Mamma, sei sicura di stare bene con il diabete?», ha chiesto con tono gentile.

«Non è colpa mia», ha risposto Eugenia, arrossendo. «È Daniele che passa a trovarci non posso proprio negare un nipotino affamato.»

«Puoi, però non ci avevi mai detto che venisse così spesso», ha ribattuto Alessia.

«Vedi?», ha sorridito Eugenia. «Il caro Daniele non è più il ragazzino che non voleva più venire»

Alessia non era preoccupata per le polpette mangiate dal ragazzo, ma per le visite inaspettate di Daniele.

«Da quando ha 12 anni non ci voleva più, ora è grande e ha le sue cose», ha ricordato al marito. «Solo a Capodanno e al compleanno della nonna fa un salto, e per un quarto dora.»

«Stai esagerando», ha sbattuto Matteo. «Ha 17 anni, è quasi un adulto! Magari ha capito che forse è ora di dare una mano.»

Matteo cercava di convincere la moglie, ma anche lui non era convinto. È vero, la nonna è sola quasi tutto il giorno, e qualche visita in più non farebbe male.

Daniele, infatti, appare una volta a settimana, non abbastanza da riempire la tavola, ma Matteo ha voluto chiarire con il fratello.

Alessandro era in trasferta, e Fiorenza ha risposto bruscamente: «Se ti dispiace la salsiccia, dillo! Daniele viene solo perché gli manca la nonna!»

Alessandro non ha voluto litigare, ma ha deciso di tenere docchio il nipote. Daniele si presenta nei giorni feriali, di giorno, quando il resto della famiglia è al lavoro.

Secondo la nonna, resta unora e mezza, mangia, racconta novità e poi scappa.

Tre mesi dopo, una sera Fiorenza ha chiamato Matteo disperata.

«Paolo, non so che fare! Alessandro non risponde, e Daniele è stato portato in caserma!»

In caserma hanno scoperto che un gruppo di adolescenti aveva fatto festa in un appartamento, bevendo droga e poi sparpagliando vandalismo in un parco: hanno rotto panchine, rovesciato cestini, urlato slogan volgari e spaventato i passanti.

Fortunatamente nessuno si è ferito, ma lamministrazione del parco ha richiesto un risarcimento; i ragazzi hanno pagato con i soldi che avevano, dicendo che Daniele li ha messi da parte.

«Lui è sempre in giro con la nonna», ha detto uno di loro. «E non è mai a corto di soldi!»

Fiorenza, sconvolta, ha urlato: «Rubate anche?»

«No, signora! È la zia Che

(continua)»

«Ma è così che hai potuto venire spesso qui?», ha chiesto Matteo. «Non ti vergogni a chiedere soldi a una nonna pensionata? Dovresti già guadagnare da solo»

«Non insegnarmi come crescere mio figlio!», ha ribattuto la cognata. «Siete tutti a posto con la vostra casa, la macchina, i soldi!»

Ha concluso: «Grazie per laiuto, Daniele.»

Le parole di Fiorenza hanno colto Matteo alla sprovvista, ma non ha voluto rispondere. Quando Alessandro tornerà, parleranno tutti insieme.

La discussione è partita male.

«Chiedi a tua madre se nostro figlio le ha chiesto i soldi», ha sbottato Fiorenza. «Altrimenti possiamo aiutarla, o usiamo i soldi per nostro conto?»

«Non pretendiamo i soldi di tua madre», ha replicato Matteo. «Chiedi a lei, non prendiamo neanche un centesimo.»

«Ma voi ne avete già abbastanza!», ha insistito la cognata. «A qualcuno serve davvero aiuto!»

«Fiorenza, che stai dicendo?!», ha interrotto Alessandro. «Sei stata tu a convincere il figlio a venire?»

Lui ha sempre pensato che la nonna fosse bisognosa, così i figli la sostengono.

«E allora?», ha continuato Fiorenza, cercando di mettere in dubbio Matteo. «Le ho detto che se visitasse la nonna più spesso, forse le lascerebbe una parte del suo appartamento.»

«Sei impazzita?», ha esclamato Alessandro. Matteo e Alessia lo guardavano senza parole.

«Smettila con gli sguardi! È mia madre, le ho dato i soldi, non ho detto nulla a Daniele», ha difeso Eugenia. Il ragazzo ha annuito e ha ricevuto una leggera spinta sul capo.

Eugenia non ha voluto sapere nulla una crisi ipertensiva le sarebbe bastata.

Hanno detto a Daniele di venire solo a trovarla, ma di non chiedere mai soldi.

«Sai, guardando Daniele mi sembra proprio un suo fratello, ma non riesco a ricordare a chi», ha detto Matteo a sua moglie qualche giorno dopo.

«Che vuoi dire?», ha risposto Alessia, scrollando le spalle. «A volte succede.»

«Sì, ma mi ricorda qualcuno di quel periodo forse non è suo padre.»

«Forse», ha sospirato. «Prima del matrimonio con Fiorenza ho visto tua madre con un altro uomo. Lho tenuta segreta; non volevo rovinare la loro felicità.»

Matteo ha rimuginato per un mese, indeciso se intromettersi o no nella vita di Alessandro.

Alessia ha voluto indagare, ha chiesto i risultati di un test di DNA. I parenti cominciano a fare visita ogni settimana.

«Decidi tu se mostrargli o no», le ha passato il risultato.

Matteo lha guardata, e lei ha annuito: non, Alessandro non è il padre.

Matteo ha detto tutto al fratello. Alessandro ha chiesto il divorzio da Fiorenza. Hanno detto a Eugenia che Daniele è andato a studiare in unaltra città; lì vedremo cosa succede.

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