« Che orto? Di cosa bisbigli? Lidia allargò gli occhi in segno di farsa. Tu stessa hai detto che le mie mani crescono da dove crescono anche le gambe!»
E sarebbe meglio se non avessi né luno né laltro! Dopo di me dovrai arrotolare il giardino con lasfalto!
« Dai, non è il caso, sogghignò Serafina Petroni. Non serve a niente lamentarsi! Con una pala ti potrai cavare da sola!»
« Che complimenti! sbuffò Lidia scuotendo la testa. Mi hai fatto arrossire!»
« Lultima volta ti chiedo se mi aiuterai in giardino? alzò la voce Serafina.»
« Come lultima volta? ribatté Lidia. E poi cosa? Ti zitti?»
« Hai la lingua senza osso! Se avessi una pala, la brandiresti come una lingua! replicò la suocera. Andiamo in giardino! Ti mostro cosa si deve fare!»
« Come? Che cosa posso fare? si tirò indietro Lidia. Lultima volta mi hai detto di non farti vedere!»
E ora, per amore del figlio, mi sopporti con tutte le tue forze, ma sul tuo sacro orto non ho intenzione di farti gli occhi a fatica!
Devo pur curare la cara suocera!
« Eccoti, capriola! esclamò Serafina. Io cercherò di sopravvivere! Ti mostro il da farsi e non ti intralcerò! E i miei occhi staranno bene!»
« E così? Non ti manca lastuzia! Chiedi aiuto e poi ti crei un disastro! con un sorriso tagliente rispose Lidia. Volevate aiuto, ma è tutto un pandemonio!»
Quando le mie mani si uniscono alle tue, ti divento invisibile! Se fossimo vicini su una stessa zappa, avrei pensato, ma scavare la vostra fattoria da sola, senza supervisione, senza parole gentili, non lo accetterò!
Se sbaglio, mi divideranno! E a che serve, se non cè amore tra noi?
Meglio che mi siedo accanto al camino finché Gianni simmerge nella sauna!
« Che lingua hai, non ti fermi? sbottò Serafina. Faresti tutto già da giovane, sana e forte!»
« Grazie per il complimento! Lidia sorrise ampiamente. Così la suocera è ancora piena di energia!»
Rocce spostiamo, imprese compiamo! Solo un mese fa urlavi che il mio orecchio sinistro era ancora in tensione! Che voce potente! Linvidia prende il sopravvento! Sì, davvero bianca! Non preoccupatevi! Lo dico di cuore!
« Lidia, dirò a Gianni che hai rifiutato di venire in giardino! Che non mi hai voluta aiutare! minacciò Serafina. Pensi che lui rimarrà clemente?»
« Dove ho rifiutato? esplose Lidia. Sono pronta, basta che mi lasci fare! Sono un aiuto splendente! Mi confronto con la suocera!»
Se la suocera vuole aiutarmi, io pago con la stessa moneta! E poi aggiungo ancora, perché per la cara suocera non mi costa nulla! E a voi? Davvero vi costa?
« Cosa ti costa? non capì Serafina.»
« Lanno scorso, Gianni e io abbiamo faticato tutta lestate nella vostra fattoria, e voi ci avete premiati con un insulto!»
Grazie a voi siamo più magri, i muscoli più forti, ma avremmo voluto anche un po di cibo! E se la memoria è buona, vi è piaciuto vedere le nostre braccia e mani strainate, così non dovevamo trasportare barattoli sugli autobus!
Questa volta andiamo in macchina! Il bagagliaio è libero! Allora, scaricate il raccolto se ancora questanno dobbiamo arare e seminare!
Se sarà come lanno scorso, basta! È sparita la voglia!
« Sei rancorosa! rispose Serafina.»
« Non ne ho nemmeno una goccia di pensiero! Ho altro da fare senza il vostro orto!»
Mio marito sparisce senza carezze, il figlio piange senza mamma! E io dovrò ancora zappare lorto? Lidia fissò gli occhi della suocera. Rispondimi! Non so più cosa dire!
« Tu stessa sei madre! Dovresti capire! con tono rimproverante disse Serafina. Caterina ha bisogno daiuto! Le ho preparato il raccolto e inscatolato le conserve! Lei alleva due figlie! E tu con tuo marito!»
« Allora perché non mettere Caterina e le sue due bambine nel vostro orto? Vengono solo per il raccolto! Che vengano a lavorare!»
Non le ostacolerò! Nemmeno sotto i piedi mi intralcerò! È tutto per il vostro piacere!
« Oh, Gianni ha scelto! Oh, che scelta! scosse la testa Serafina. Maledizione o peggio ancora!»
« Ancora mi accarezzi con parole dolci! sorrise Lidia. Perché non mi chiami serpente? Mi è più familiare e tranquillo!»
O forse hai provato amore per me? Allora vado a confessarmi! Forse già mi stai accompagnando al ritiro!
« Sputaci! urlò Serafina.»
« Perché? Lidia mostrò una finta sorpresa. Non eri tu a predire a Gianni il destino di vedovo, perché si liberasse di me?»
***
Lidia sposò Marco, non tutti i suoi parenti. Lo amava, lo rispettava, voleva trascorrere con lui una vita fino a crogiolarsi sui nipoti al tramonto. La numerosa parentela di Marco non esisteva nei suoi sogni.
Nei sogni non cerano parenti, nella vita, invece, cerano!
Non troppi, però. La madre diventata suocera, la sorella maggiore sposata, la zia di cui non sai come chiamare, i cugini con le zie, le zie, i fratelli di secondo grado senza alcuna quiete.
E questa allegra folla accolse Lidia come una manna celeste.
I genitori di Lidia erano benestanti. Non vivevano di oro, ma le regalarono un appartamento per il matrimonio!
Gestivano una piccola attività di allevamento suino, con un reddito stabile. Però lavoravano tanto che i soldi sembravano non bastare mai.
Con le mani di altri si possono spostare montagne, ma i soldi guadagnati con il sudore proprio sembrano leggeri.
Ecco che quelle mani si sono allungate verso quei soldi!
Se Gianni avesse teso la mano, lui sarebbe diventato ex marito con tutte le conseguenze. Ma Gianni amava Lidia, non i suoi soldi. Scoprì il quesito dei soldi solo al matrimonio. E per il matrimonio Lidia e Gianni lavorarono insieme.
Il comportamento di Gianni non cambiò quando scoprì dei soldi. Lunica cosa che chiese fu:
«Lidia, se avremo davvero bisogno di denaro, cerchiamo prima di guadagnarlo da sole! E se non bastasse, allora chiediamo!»
Disse bene! E chi crede alle parole? Gianni lo dimostrò! I genitori di Lidia vennero tre anni dopo il matrimonio, quando il figlio aveva bisogno di tutto: lettino, passeggino, vasino
Gianni insistette per una ricevuta! I notai rifiutarono. Gianni restituì il debito onestamente!
E allora, come è cresciuto Gianni nellambiente di una famiglia così mercante? Forse da qualche vicino? Serafina Petroni lo fece fuori dal matrimonio, benché giurasse che il padre fosse lo stesso di sua sorella Caterina.
Rimane a discrezione di Serafina. Lunica cosa che riuscì a non rovinare fu il ragazzo. E non gli mancava il coraggio.
Quando si svelò la verità dei genitori, le mani avido si avvicinarono al gattino di Lidia. Gianni non sarebbe più andato da loro. E loro risposero subito:
«Prima del matrimonio ti darò una mano! Dopo il matrimonio, la mia famiglia è una, il budget è mio! Se la moglie è generosa, faccio una monetina. Altrimenti, niente!»
Lidia capì subito il gioco. Invece di mandare la gente in campi, prati, colline o paludi, li portò alla fattoria suina dei genitori.
«Signori, cè lavoro a bizzeffe! E vi pagheranno bene! Potete combinarlo con il vostro impiego! I maialini mangiano, ma la pulizia del loro processo è infinita!»
I cugini e la zia si ritirarono, benché avessero unopinione poco buona su Gianni.
Lidia intervenne:
«Scusate! Prendo io i soldi!»
Quando la cognata chiese dove sarebbero andati, la risposta fu che avrebbero curato i due angeli senza andarsene a caccia di maiali.
Serafina, ascoltata le avventure della sorella e dei nipoti, decise di essere più astuta.
«È giovane! Audace! Ha appena sposato! La vita la metterà alla prova! Poi avrà fame, problemi, e non rimarrà nulla per noi! Allora la spremiamo!»
Serafina non aveva pazienza. Aspettò che i giovani si placassero, nascessero figli, e finissero i cicli di affanni.
Nel frattempo restò neutrale e gentile.
Il nipotino Andrea compì cinque anni, quando Serafina decise di intervenire.
Sapeva che Lidia non aveva accesso ai soldi dei genitori. Sapeva anche che non si poteva tirare fuori la famiglia.
«Quando non trovi i soldi, usa la natura!»
Serafina abitava una casa di campagna in un piccolo borgo, destinato a essere inglobato dalla città. Ma il vero punto era il suo orto enorme! Decise di sfruttare la forza di Lidia.
Lidia era cresciuta in un borgo simile, dove i genitori gestivano una piccola fattoria suina. Lavorava come economista in città, ma sapeva anche impugnare la vanga e brandire la zappa.
Quando Serafina chiese aiuto, Lidia e Gianni risposero volentieri.
Presero due settimane di ferie per piantare, poi altre due per raccogliere. Nei weekend si dedicavano a trapiantare e rastrellare.
Si scoprì chi tirava più forte quando Serafina raccolse il frutto.
«Siete due! Siete una famiglia! Lavorate entrambi! Perché? Caterina, invece, è sola con i figli! Ha bisogno!»
Un conflitto aperto era più semplice. Ma non ci fu silenzio; le parole volarono come suoni nei recinti, tanto da far sospirare i vicini.
Allora Lidia decise di non alimentare lo scontro.
«Gianni, puoi capirla»
«No! sbottò Gianni.
«Non dico che la perdonerò, interruppe Lidia, ma la capisco! È un comportamento assurdo. Non si può trasformare tua madre. Ma restare nemici con una persona cara è peggio! Per evitare che si ripeta, non lasciamoci travolgere!»
«Lidia, continuerà a tormentarti! Io sono il figlio, lamato! Tu sei la nuora! La legge dice di proteggere la nuora! sospirò Gianni. Devo salvarti!»
«Gianni, anche io non sono una povera! rise Lidia. Troverò una risposta!»
Lidia rispose alla suocera con tale veemenza che le lacrime le scendevano sul volto. Non lanciava insulti, ma lacido delle parole la trafisse.
Serafina, però, non smise di rispondere con frasi pungenti. Lidia, non volendo più né pulire né cucinare né conservare né gestire la casa né lorto, cercò di allontanarsi.
Serafina pensò che Lidia non sarebbe più tornata, ma ella arrivò con il marito, come previsto. Serafina credette di aver piegato Lidia, ma fu solo un altro rifiuto, unaltra scusa.
«Basta, non parlare così! scoppiò Serafina. Che potrei desiderare al mio figlio? Io cerco di compiacerlo in ogni modo!»
«Abbiamo tagliato la lingua! brillò Lidia. E io do tutto me stesso per Gianni! Se mi stanco nel tuo orto? E se cado? Come farò allora a curarlo? Come lo nutrirò? Come lo farò dormire? Come lo lascerò senza attenzioni? Lui sarà infelice! Porterà il suo malcontento a te, dicendo che non lo ami, non lo nutri, non lo accudisci! E voi starete a bocca chiusa? No, certo! Vi arrabbierete! E perché rovinare ancora di più il rapporto con la suocera? La suocera non mi vuole bene! Quindi niente orto! Terrò le forze per Gianni!»
«Lidia disse sbalordita Serafina.
«E non cercate di convincermi! rispose ferma Lidia. Sono indispensabile a mio marito! Senza di me sarebbe perso! Non posso scambiare la mia vita per giardini e pulizie da voi! Solo a casa mia, solo per Gianni!»
Serafina capì di aver subito un colpo. Non poteva più criticare la nuora in tutti i modi, né andare contro il figlio
Quando la rabbia di Serafina si placò, osservò il liquore di casa e concluse con lucidità:
«Gianni è sveglio, ma con questa base sono tranquilla!»
Ma quella constatazione non fermò il desiderio di testare la nuora. Forse si piegherà.






