“– Quanto è inopportuno questo loro anniversario, – disse lei. – Hanno trovato il tempo per festeggiare, e addirittura in un paesino”

Che tempismo sbagliato per il loro anniversario, commentò Lucia. Trova il tempo per festeggiare e lo fa proprio in un paesino. A Lucia arrivarono dei frammenti di parole di un uomo insoddisfatto. Capì subito che il fratello del marito le aveva invitato al venticinquesimo anniversario di vita insieme, il cosiddetto matrimonio dargento.

Il cellulare di Lorenzo suonò forte e insistente, finché lui non rispose. Era il cugino di campagna.

Ciao, Marco, ciao! esclamò Lorenzo. Tutto a posto, e voi? Come vanno le cose? Bene, allora? E sabato?

Perfetto, lo riferirò a Lucia! Naturalmente verremo, dove dobbiamo andare?!

La moglie di Lorenzo, Lucia, entrò nella stanza.

Che tempismo sbagliato per il loro anniversario, ripeté. Trova il tempo per festeggiare e lo fa proprio in un paesino.

A Lucia arrivarono dei frammenti di parole di un uomo insoddisfatto. Realizzò che il fratello del marito le stava invitando al venticinquesimo anniversario di vita comune, cioè al matrimonio dargento.

Lorenzo e Lucia, già da tempo, avevano deciso di separarsi. Ultimamente le loro divergenze erano aumentate, il distacco si era fatto più profondo. Due giorni prima avevano preso la decisione di divorziare. Lucia non voleva partecipare a quellanniversario dargento non era dellumore giusto

Forse potresti andare tu da solo, Lorenzo, sei il fratello del festeggiato. Io invece vorrei incontrare Teresa, disse Lucia, riferendosi alla moglie di Marco. Siamo sempre stati vicini e andavamo a trovarci a vicenda

E come faremo a presentare il divorzio quando arriveremo al festeggiamento?

Andare in autobus da qui al paesino ci vuole quattro ore, e la nostra vecchia auto è ferma nel garage da tre mesi. Prima guidavamo spesso verso il paesino di Marco, dove Lorenzo era nato e cresciuto.

Ora lauto non parte più, Lucia non sapeva se fosse il caso di ripararla spendendo soldi o comprarne una nuova. Il previsto divorzio aveva stravolto tutti i loro progetti.

Anche Lorenzo pensava a modo suo:

È poco probabile che Lucia venga, probabilmente rifiuterà. Andare da soli Dovremo allora dire a Marco e Teresa che ci stiamo separando. Sarà un brutto colpo in quel giorno di festa, il loro matrimonio dargento, e noi qui con il nostro divorzio. Non è il caso

Vedendo che la moglie era entrata, Lorenzo propose:

Marco ha chiamato, andiamo? Non parleremo dei nostri problemi. Andiamo e poi ci occuperemo del divorzio?

Lucia annuì.

Va bene, è una festa, andiamo comunque

Lautobus si fermò e il conducente annunciò:

Scendete tutti, il bus non continua!

Come non continua?! sbottò Lorenzo. Il paesino è a cinque chilometri!

La strada è in cattivo stato, e la pioggia appena finita rende il viaggio impossibile. Se rimango qui mi bloccherò, chi mi tira fuori? Cercate unauto con cui condividere il viaggio, o andate a piedi, rispose fermamente il conducente.

Lorenzo e Lucia scesero dallautobus; Lorenzo teneva una borsa in mano. Camminare cinque chilometri non era nei loro piani.

Che facciamo, aspettiamo unauto o andiamo a piedi? chiese a sua moglie.

Possiamo aspettare fino al mattino, ma alla fine dovremo andare a piedi, rispose Lucia.

Mormorando contro il conducente, Lorenzo si mise davanti, Lucia lo seguì lungo il lato della strada. La via era davvero dissestata, con grandi pozzanghere, ma era percorribile sul marciapiede.

Strano, Lucia è in silenzio e non si lamenta, pensava Lorenzo. A casa mi avrebbe già urlato. Qui tace, raccoglie il suo negativo, e forse lo sfogherà più tardi, forse sul punto di svolta

Già a metà strada comparve un boschetto di querce; oltre cerano ancora pochi chilometri al villaggio. Lorenzo attendeva unesplosione di parole, ma Lucia proseguiva tranquilla.

Si fermarono, Lorenzo depose la borsa a terra e chiese:

Sei stanca? sentiva un po di colpa per averla trascinata così.

Un po, potremmo riposare su quel ceppo, indicò un tronco caduto.

Si sedettero, guardarono intorno. Il tramonto si avvicinava, gli uccelli cantavano ancora, le farfalle svolazzavano, gli alberi frusciavano, i grilli cantavano. Lucia ricordò il viaggio di quasi ventanni prima, quando andavano al paesino di Lorenzo, con tavoli già apparecchiati e gli invitati in attesa degli sposi.

Quanto è cambiato tutto in ventanni, il bosco è cresciuto, le querce sono diventate torri, disse Lucia.

Il tempo vola, tutto muta, rispose Lorenzo. Ti ricordi quando quel giorno la ruota quasi si staccò dalla macchina? Tu in abito da sposa con i tacchi, io in giacca e scarpe lucide, camminavamo sul marciapiede verso il villaggio mentre Marco cambiava la ruota. Decidemmo di andare a piedi, non fu tanto lungo, ma ti è rimasta una vescica.

Sì, la mia gamba era dolorante, rise Lucia. Per fortuna Marco ha riparato in fretta lauto, era tutta unaltra storia. Oggi avremmo aspettato.

Dopo un altro breve riposo ripresero il cammino in silenzio, ciascuno con i propri pensieri. Lorenzo ricordava le escursioni scolastiche con i ragazzi, mentre Lucia, più cittadina, non aveva mai dormito nei boschi.

Lucia, stanca, pensava:

Quando il figlio sarà in servizio, divorzieremo. A lui non piacerà, ma cosa possiamo fare? È già deciso…

La strada li portò fuori dal bosco e videro il villaggio in fondo alla valle.

Che bellezza! Lestate è sempre così colorata, calda e luminosa, commentò Lucia.

Sì, qui è sempre bello in ogni stagione. Quando siamo arrivati lauto si era rotta, peccato, avremmo già potuto essere al punto, rispose Lorenzo.

Aprirono il cancello, entrarono nel cortile e videro Marco che già disponeva i tavoli. Si precipitò verso di loro, li abbracciò.

Siete a piedi?! esclamò. Dovè lauto? Perché non mi avete chiamato? Avrei potuto venirvi a prendere. La strada è davvero scorretta, ma avrei fatto la deviazione.

Non sapevamo che lautobus non sarebbe andato oltre, così ci siamo messi a piedi. Almeno laria fresca ci ha rinvigoriti, e la bellezza ci ha incantati.

Lucia! Teresa, la moglie di Marco, le abbracciò con gioia sincera. Che bello vedervi, è passato tanto tempo. Domani è il nostro anniversario, il matrimonio dargento. Il tempo è volato così in fretta, senza che ce ne accorgessimo.

Marco e Lorenzo chiacchierarono un po, poi tutti si mudarono e si sedettero a tavola. Dopo una lunga serata di risate, si ritirarono nelle rispettive camere. A Lorenzo e Lucia fu assegnata una piccola stanza con un divano nuovo.

Guarda, lhanno appena acquistato, mostrò Teresa il divano scoprendo la freschezza del suo tessuto. Buona notte a voi.

Lucia si spogliò e si sistemò vicino al muro, lasciando gran parte del divano a Lorenzo. Non avevano più dormito insieme, e Lorenzo, vedendo il divano, si sdraiò in un angolo.

Lucia, perché ti sei accoccolata al muro? Cè spazio per entrambi, le gambe forse ti fanno male dopo i cinque chilometri, gli disse.

Non è solo il dolore, rispose Lucia.

Lorenzo afferrò la coperta e iniziò a massaggiarle i piedi.

Va bene, lasciami, Lorenzo. Passerà, domani starà meglio, disse lei.

Taci un attimo, ti massaggio e starà meglio subito.

Il giorno seguente Lorenzo e Lucia aiutarono a apparecchiare i tavoli nel cortile, accolsero gli ospiti. La conversazione iniziò timida, poi divenne più vivace, la musica risuonò, tutti cantarono e ballarono, trasformando latmosfera in gioia sfrenata. In quel paesino tutti si conoscono e si divertono.

Immagina, Lorenzo, venticinque anni con Teresa, tutto è stato buono. A volte litighiamo, ci feriamo, ma poi ci riconciliamo. Non ci rimaniamo a lungo arrabbiati, è lei buona! disse Marco al fratello. Un quarto di secolo, che rumore! Amo Teresa, non la darò a nessuno, non ho bisogno di altro!

Marco, basta, sussurrò la moglie allorecchio. Ma sei serio…

Che dire, voglio che tutti sappiano quanto è buona la mia moglie, la migliore del mondo! gridò Marco, e tutti applaudirono.

Lorenzo osservava Lucia; entrambi guardavano la coppia felice. Come dire che hanno deciso di divorziare in un momento così? pensò. Laria era pervasa di felicità, un sentimento che avvolgeva gli ospiti e le loro anime.

Lorenzo guardò la moglie con occhi diversi e una luce gli attraversò la mente:

La mia Lucia non è affatto inferiore a Teresa! Ci sono incomprensioni, è la vita. E allora perché avremmo dovuto decidere di separarci? No, non voglio perdere la mia compagna!

Senza pensarci, la abbracciò; Lucia lo guardò sorpresa e, nei suoi occhi, trovò calore, amore e una dolcezza che parlava più forte di ogni parola. Sentiva lo stesso.

Quel giorno, entrambi sentirono che la gioia del matrimonio di Marco e Teresa li aveva avvolti.

Forse è la felicità che ci ha toccato, pensò Lucia sorridendo, e baciò Lorenzo sulla guancia.

Il giorno dopo tornarono a fare le grigliate, le conversazioni si allungarono, e Lorenzo non lasciava più il fianco di Lucia; ogni volta che si allontanava, la cercava con lo sguardo.

Marco li accompagnò in autobus verso casa.

Una sera, Lorenzo chiese:

Lucia, cosa facciamo con lauto? Se la ripariamo spendiamo molto, forse compriamo una nuova, la vendiamo? E non voglio più prendere lautobus per andare da Marco

Decidi tu, se serve comprarne una, compriamola, tu sai bene di meccanica, rispose Lucia.

Allora domani mattina andiamo al mercato dellusato, diamo unocchiata, così potremo viaggiare insieme!

Le discussioni sul divorzio svanirono, come se fossero scomparse da sole. Il loro figlio era tornato, sposato, e Lorenzo e Lucia restarono felici, uniti.

Alla fine, compresero che la vita non è fatta solo di piani perfetti, ma di scelte condivise e della capacità di trovare serenità nei piccoli momenti di comprensione reciproca. In ogni difficoltà, la presenza dellaltro è la luce che guida verso la felicità.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

ten − eight =

“– Quanto è inopportuno questo loro anniversario, – disse lei. – Hanno trovato il tempo per festeggiare, e addirittura in un paesino”
Una storia emozionante che affronta temi delicati: Il Drammatico Incontro sotto la Pioggia a Milano Pioveva forte quando una bambina dai vestiti sporchi, con voce tremante, chiese: “Per favore, una moneta?” Era Susanna. Riccardo, che di solito non passava di lì, attraversava la via solo per accorciare la strada, parlando al cellulare e indossando abiti eleganti. Non si fermò né guardò la bambina, semplicemente prese una moneta dalla tasca e la lanciò. La piccola Susanna provò ad afferrarla ma le scivolò via, cadendo in un tombino. La bambina rimase sconsolata, col pancino che brontolava per la fame, e scoppiò a piangere. Riccardo, impietosito, si chinò e le accarezzò la testa. “Non piangere, piccola. Vieni, ti porto a mangiare un panino da McDonald’s, va bene?” disse. Susanna sorrise, e la gioia tornò sul suo visetto. Mentre la bambina gustava la sua hamburger, Riccardo si incuriosì. “Vivi per strada da sola?” Susanna rispose dopo aver mandato giù un boccone: “Sì, vivo per strada, ma con mia mamma. Sa, lei è molto malata. Di solito raccoglie lattine per vivere, ma ora non può lavorare.” Riccardo si fece serio. “E tuo papà?” La bambina masticava, con la bocca sporca di ketchup. “Non l’ho mai conosciuto. La mamma mi ha raccontato che è rimasta incinta a 13 anni e sua madre l’ha cacciata di casa. Così da quando sono nata viviamo sotto il ponte in una tenda, ho già 10 anni.” Riccardo sorrise. “Capisco… È una situazione difficile. Sai che facciamo? Facciamo la spesa, compro qualcosa per te e tua mamma, e poi me la presenti.” Susanna gli fece vedere il suo sorriso sdentato. “Grazie, signor Riccardo, lei è tanto buono! Sicuro che Dio le darà il doppio!” Riccardo sentì il cuore riempirsi di gioia; per qualche motivo, la bambina gli pareva famigliare. Dopo la spesa, Susanna portò Riccardo sotto il ponte, in un posto maleodorante pieno di senzatetto. In una tenda gialla, entrarono. Quando Riccardo vide la madre, di nome Marcella, si bloccò. “Marcella?”, esclamò. Anche la donna si bloccò. “Riccardo?” Susanna sbalordita chiese: “Vi conoscete?” Riccardo, tra le lacrime, disse: “Sì, piccola Susanna, tua mamma era la mia fidanzata! Dieci anni fa. Poi è rimasta incinta e non l’ho più rivista. Ora capisco tutto… Tua nonna mi aveva detto che era morta, ma non le ho mai creduto! L’ho cercata ovunque qui a Milano, ma mai avrei pensato di trovarvi qui.” Susanna abbracciò Riccardo. “Allora lei… lei è il mio papà vero?” Riccardo la strinse forte. “Sì! Ora che vi ho trovate, non vi lascerò mai più. Dio mi ha fatto passare da questa via per ritrovare la mia famiglia. Grazie, Dio!” Anche Marcella lo abbracciò: “Signore, che miracolo!” Pare proprio che Dio fosse contento, perché smise di piovere e un arcobaleno brillò nel cielo milanese. Da quel giorno, Susanna e Marcella si trasferirono nell’appartamento di Riccardo, dove non mancava mai nulla, soprattutto ciò che contava di più: l’amore. E così vissero felici.