Attestato di Vita: Le Dolcezze di Pasticceria

Alessandro, come hai potuto? Ci stavamo sghignazzando su quella contadina sciatta! mi sono scagliata contro di lui, tutta infuriata per quello che aveva combinato.
Scusa, Ilaria, mi sono fatto prendere dal diavolo. Non capisco neanche io come ho finito a letto con la Brioche ha borbottato Alessandro, aggrottandosi le sopracciglia e fumando nervosamente.

Nellappartamento sopra il nostro è arrivata una nuova famiglia: Marco, Lucia e la loro figlia di cinque anni, Ginevra. Noi due abbiamo trentanni, il nostro ragazzino sei, i nuovi vicini venticinque. Abbiamo iniziato a frequentarci spesso, soprattutto perché abitavamo sullo stesso piano.

Lucia era una ragazza di campagna davvero da fare, sempre pronta a preparare qualcosa di buono. Torte, muffin, crostate erano il suo pane quotidiano, per cui spesso entrava in cucina con un sacco di farina sulle ginocchia.
Alessandro e io per scherzo lavevamo soprannominata Brioche per via delle sue forme rotonde. La cucina di Lucia era piena di barattoli di conserve, e io non potevo certo competere con lei in quel campo.

Io, invece, mi credevo una donna bella e curata. Lucia, invece, indossava sempre un accappatoio un po stracciato e una coda di cavallo rasata. Suo marito Marco, magro come un filo di spaghetti, e la sua bambina paffuta erano sempre ben nutriti. Questo era, in fondo, il punto forte di Lucia. Eppure eravamo amiche. Marco era camionista e passava molto tempo in giro. Laveva conosciuta in un paesino remoto, quando era entrato in un minimarket per comprare le sigarette. Lucia gli aveva subito rivolto lo sguardo e lui non poteva più farne a meno.

Dopo nove mesi Lucia gli ha regalato una bambina. Marco ha portato Lucia e la piccola in città. Quando ha presentato la nuova famiglia alla madre, questa non ha voluto riconoscere né la contadina né la nipotina appena nata. Marco ha dovuto prendere un appartamento da solo.

Alessandro non riusciva a capire il modo di fare di Lucia.
Come può non amarsi? Una donna così mi diceva, sottolineando il suo punto di vista.

Poi è stata la mamma di Alessandro a ammalarsi. All’inizio ci alternavamo noi due per badare a lei, ma alla fine abbiamo deciso di cercare una badante. Si è offerta Lucia.
Lo faccio per amicizia, e poi devo comprare un regalo al marito, una barchetta gonfiabile per pescare. Solo a Marco non dirlo, sarà una sorpresa si è mostrata entusiasta allidea di guadagnare qualcosa in più.

Lucia, non far ingozzare la mia suocera, è malata e non ha appetito le ho chiesto, chiamandola Brioche.

Il destino ha volato via: per lavoro mi hanno mandato in una lunga missione fuori città. Ho lasciato le istruzioni a Alessandro, al figlio, a Lucia, e sono partita.

Un mese dopo sono tornata. Alessandro mi guardava in basso, Lucia cercava di non incrociare i miei occhi.

Mamma, cucina le patate come quelle della zia Lucia, e il suo polpettone mi è piaciuto tanto mi ha detto il bambino appena entrato.

Zia Lucia ti ha invitato a casa? ho chiesto, un po sospettosa.

Sì, ha portato Ginevra da noi e ha preso papà ha risposto il figlio.

Ho cominciato a sospettare qualcosa. Marco era in viaggio, io ero ancora in missione…

Quella sera, dopo aver dato da mangiare al marito, ho deciso di parlare chiaro.
Alessandro, lo so tutto, non far finta di niente. Il figlio ci ha già detto tutto, anche se forse sto inventando storie.
Ilaria, non è successo nulla. Brioche mi ha chiesto solo di aggiustare il rubinetto lui non si è arrossato neanche un po.
Dai, rilassati. È solo una scappata. Non penso che ti metterai su con Lucia ho sospirato, cercando di alleggerire latmosfera.

Ma Alessandro è iniziato a correre più spesso dalla madre a letto e a fermarsi a lungo da lei. Quando sono andata a trovarla, era tranquilla, curata, ma sola. Ho cercato Alessandro e Brioche

Ho suonato il campanello di Lucia.
Ha aperto, stanca, con Alessandro sdraiato sul letto sullo sfondo.

Io, da donna decente, sono tornata a casa in silenzio. Non riuscivo a credere a quello che vedevo: Alessandro, che chiamava Lucia pasticciera e sfaticata, la stava accarezzando!

Onestamente, non mi è venuta la gelosia per quella cuoca. Quando Alessandro è arrivato di corsa, gli ho indicato il bagno con un gesto sgarbato.
Fatti una doccia, lavati bene! Ti sei divertito? Racconterò tutto a Marco. Ti farà domande! gli ho detto, ridendo dentro, immaginando Marco, esile, che sbatte le mani davanti al naso di Alessandro.

Lucia ha confessato a Marco di aver tradito. Non so come abbia reagito luomo, ma una settimana dopo quella famiglia è sparita. Prima di andarsene, Marco, vedendomi, ha detto con orgoglio:
Non è una sorpresa, chi può resistere alla mia Luna?

Passato un po di tempo, ho incrociato di nuovo Brioche.
Ciao amica! Ancora arrabbiata? Non serve. Qui al paese succedono sempre cose strane. Non ho perso nulla, il tuo marito è felice. Tu sei sempre in missione Non si può lasciare affamato il marito per troppo tempo mi ha ricordato Lucia, con il suo consiglio di sopravvivenza da campagna.

E così, mentre tenevo per mano una bambina che somigliava tantissimo al mio marito, ho capito che certe storie non finiscono mai davvero.

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