— Maya, quanti anni hai? — chiese piano il papà.

Ciao, ti racconto cosa è successo laltro giorno, così ti metti al corrente.

Luna, quanti anni hai? chiese piano il papà. Ho limpressione che non sei neanche al primo anno di università, ma più simile a una bambina di prima elementare. Che sia amore o no, bisogna comunque vivere da qualche parte e mangiare tutti i giorni, no? Dovè che vi precipitate? Domani vi volete sposare, è così? Nessuno si oppone a Marco, lasciatelo venire, conosciamoci, facciamo due chiacchiere, incontriamo i suoi genitori Sto dicendo la cosa giusta?

Luca, torni presto? domandò Laura, chiamando il marito al lavoro.

Presto, quasi finito, rispose lui.

Allora sbrigati! La discussione è qui, non lasciarla sospesa, intervenne improvvisamente la moglie.

Che cè? si preoccupò Luca.

Non è ancora successo, ma dobbiamo parlarne, Laura era agitata, ma finché nulla è accaduto, niente panico.

Quindici minuti dopo il capo di casa entrò in appartamento.

Che è successo? chiese con cautela alla moglie.

Cambiate vestiti, lavatevi le mani, non serve lanciare il mondo in aria, le diede un bacio, spingendola verso il bagno.

Finì presto i preparativi, si cambiò e uscì verso il soggiorno.

Andiamo, la condusse alla stanza di Luna. La ragazza era sul divano, gli occhi rossi di lacrime.

Che succede? cercò di mantenere la calma Luca.

Chiedi a tua figlia, sbottò Laura, racconta al papà cosa ti è venuto in mente!

Luna si irrigidì, voltò lo sguardo verso la finestra, come se non volesse più parlare.

Bene, ragazze, picchiettò il papà il tavolo con decisione. Ociatevi, senza drammi, ditemi il problema o risolvetevelo da sole, che io vado a riposare dopo il lavoro!

Ci siamo pronti a sposarci, aggiunse Laura con sarcasmo pungente. Proprio oggi, senza rimandare!

Come? rimase un attimo perplesso Luca. Così, al volo? Per chi, in segreto?

Luna rimaneva muta, così fu la mamma di Laura a intervenire:

Marco Bianchi, ti ricordi?, è stato in giro ultimamente.

Sì, dimmi, figlia Luca cercò di tirare fuori qualcosa.

Luna continuò a tacere.

Allora, cara, smettila di giocare, esordì il papà seriamente. Che devo fare una danza per scoprire qualcosa?

Io e Marco ci amiamo! scoppiò improvvisamente la figlia. È il migliore, ci sposeremo!

Beh, almeno cè una chiarezza, sospirò il capo di famiglia. Studiate nella stessa classe?

Sì, nello stesso gruppo.

Primo anno, balbettò Luca, bambini

Non siamo più bambini! intervenne Luna. Abbiamo diciotto anni, siamo maggiorenni!

Va bene, se siete maggiorenni siete adulti, giusto? Allora parleremo da adulti.

Non voglio parlare! Stanno per arrivare i soliti siete ancora giovani, dovete aspettare, capire i vostri sentimenti e così via. Siete adulti, intelligenti, giusti, ma non capite una cosa semplice: ci amiamo, proviamo sentimenti! E voi volete distruggere tutto!

Figlia, non voglio distruggere niente, sbuffò stanco il papà. Voglio capire tutto. Quindi voi e Marco vi amate, vero? Luna annuì con sfida. E volete sposarvi? Entrambi o solo tu?

Papà, non insultare Marco. Anche lui vuole che ci sposiamo.

Bene, allora cè la volontà. E dove vivete, con che soldi? Avete pensato a queste cose?

Non importa! Se ci amiamo, il resto è superfluo! esclamo la ragazza.

Luna, quanti anni hai? chiese di nuovo il papà, più piano. Ho limpressione che tu non sia al primo anno di università ma a scuola elementare. Che sia amore o no, bisogna vivere e mangiare ogni giorno, giusto? Dove vi dirigete? Domani vi sposate, è così? Nessuno si oppone a Marco, lo aspettiamo, conosciamo le famiglie È corretto? rivolgendosi a Laura.

Perfettamente, caro, ma cè un dettaglio non possiamo correre così tanto.

Che succede a Marco? Lo prendono per il servizio?

No, non è per il servizio, né è Marco. Luna, perché taci? Devo dire tutto io?

Non taccio, sbuffò irritata la figlia. Marco ed io avremo un bambino.

Ah sì? rimase sorpreso Luca. E cosa intendete fare?

Smarriti! Partorire! E non provate a fermarmi! Il nostro bambino arriverà!

Calmati! Nessuno ti vuole imporre nulla, dobbiamo solo capire da soli. Dì, i genitori di Marco lo sanno?

Oggi Abbiamo deciso che ognuno parlerà con i propri genitori

E? Non ha ancora chiamato per dare notizie?

No

Bene, quando chiamerà, fammi sapere. Per ora fammi finire di cenare, altrimenti rimarrò affamato con tutte queste passioni.

Laura e il marito andarono in cucina, Laura riscaldò velocemente la cena e mise il piatto davanti a Luca.

E ora, cosa facciamo? chiese piano.

Non lo so ancora. Sinceramente, non lo so. Aspettiamo che i genitori di Marco diano il loro parere, magari decidiamo insieme.

Appena finita la cena arrivò una notizia sgradita: i genitori di Marco erano contrari, avevano avuto una discussione accesa.

Quindici minuti dopo Luna uscì in soggiorno con il telefono in mano e, chiudendo il microfono, disse:

La mamma di Marco vuole parlare con qualcuno di voi

Laura incrociò le braccia:

Caro, parla tu, per favore, non ce la faccio

Luca lanciò unocchiata critica a Laura, ma prese la chiamata, alzando il volume e coprendosi la bocca con il dito.

Pronto, buongiorno, sono il papà di Luna, Luca Bianchi.

Sono Lara, la madre di Marco. Il nostro figlio oggi ha detto che sta uscendo con vostra figlia. E, a quanto pare, avete già superato passi più grandi, con progetti grandiosi. Lo sapete?

Sì, ne abbiamo parlato con Luna.

Bene. Dovete sapere che siamo categoricamente contrari a questi grandiosi progetti, disse con sarcasmo mordace, piano! Il nostro figlio deve studiare, laurearsi, fare carriera. Matrimonio al primo anno e soprattutto un bambino non sono nei nostri piani.

Neanche il nostro, aggiunse Luca. Ma Luna avrà un bambino, di Marco, tra laltro. E voi cosa ne pensate?

Sono i vostri problemi, signor Luca, rispose Lara. Prima di tutto non sono sicura che sia davvero il bambino di Marco. E anche se lo fosse, questo ci sposiamo subito perché sono incinta non passerà. Credo che vostra figlia, come ogni ragazza, desideri il matrimonio, soprattutto perché Marco proviene da una buona famiglia, ha un appartamento, una posizione. Capisco tutto, ma come madre farò di tutto perché il nostro figlio rimanga sereno. È anche lopinione di suo padre. Abbiamo parlato con Marco e lui è daccordo, e gli chiediamo di far capire a Luna di non disturbarci più. Che faccia ciò che vuole, nasca o no, non è affar nostro. Buona serata, arrivederci.

Il telefono squillò brevemente. Luca guardò le due donne con unespressione grave e disse:

Avete sentito? In sintesi, nascerà un bambino il genitore non è colpevole, è il padre a essere irresponsabile. Niente di grave. Quando verrà il momento, prenderete laccademia, poi tornerete, non siete il primo né lultimo. Vi daremo un sostegno economico e ci occuperemo del piccolo. Per gli altri problemi vedremo dopo. Che ci siano dei cattivi non importa! Io non sono il cattivo, la casa non è mia. Calmatevi, piangete se volete, ma solo per poco. Ce la faremo!

Poi, più piano, disse a Laura:

Porta Luna a casa tua stasera, così non combina nulla di strano. Parlale piano, calmalola. Io resterò nella sua stanza.

Unora dopo suonò il campanello.

Chi è? brontolò Luca, aprendo la porta.

Apparve Marco, accompagnato da una borsa.

Marco! si lanciò Luna verso di lui. Sei venuto a prendermi?

Sì, a prenderti, signor Luca Bianchi, sono qui per portare Luna a casa.

Dove, come dicevo?

Non lo so ancora. Forse prenderemo un appartamento. Siamo adulti, quindi non ostacolatemi! Vieni con me? chiese Marco a Luna.

Certo! Ovunque!

Aspetta, alzò la mano il papà, qualche domanda per la stampa. Tua madre ha detto che tutta la famiglia è contro la decisione con Luna, compreso te.

Non è esatto, signor Luca, è stata la madre a decidere. Il papà è daccordo, rispose Marco, usando la parola apriori con naturalezza, e io ho finto che mi avessero convinto. Ho preso il portafoglio, il passaporto e la carta, ed ecco, eccomi qui.

Interessante! Luca rimase sorpreso. Vuoi prendere Luna, affittare un appartamento, ma con che soldi?

Ho messo da parte un po, lavoro di sera, ho un blog, un canale con follower, bastano per qualche mese di affitto e cibo, poi vedremo.

Capisco, capisco disse Laura. Che ne pensi, lasciamo andare la figlia? Non è una cosa semplice come sembrava.

Non ne sono sicura, scrollò le spalle Laura. Dove, a guardare la notte

Hai ragione, non si può lasciarla andare alla prima notte. Decidiamo: vi sposate?

Sì! risposero entrambi.

E avete un bambino?

Stessa risposta.

Allora vi diamo il nostro supporto, ma con qualche condizione. Prima di tutto cerca di riconciliarti con i genitori di Marco, e tu, Luna, sostienilo. Marco rimane qui per ora, niente uscite notturne. Ti metteremo un letto nel soggiorno, sei per noi solo unospite, amica della figlia. Dì loro che dormi da amici, poi preparali alla dura verità, senza litigi! Continua gli studi, non abbandonarli. Luna, in gravidanza potrai rientrare, poi recuperare il tempo perso. Ti aiuteremo come possiamo, ti daremo dei soldi e ci occuperemo del piccolo, ma non lavoreremo al posto vostro. Non fare rumore con le spese, risparmia. Dopo potrai goderti la vita. Siete daccordo?

Sì, rispose Marco senza esitazione.

Io volevo un matrimonio grande, con la torta, la limousine, gli invitati dissi Luna, un po delusa.

Non ora! ribatté il futuro sposo. Ci sposiamo in silenzio, poi tra un anno o due organizzeremo la festa.

Come vuoi, va bene

Bene, tutti i piani sono chiari, il compito è fissato. Prepariamoci per dormire, domani tutti si alzeranno presto.

Laura, però, afferrò Luca quando andò a prendere un bicchiere dacqua in cucina.

Ascolta, devo chiederti, perché hai cambiato così tanto rotta?

Così di colpo? Dopo la chiacchierata con quella sua mamma, mi è tremato tutto. E poi è arrivato questo ragazzo, quel figliolo di mamma. Si è rivelato un vero uomo, non è scappato, non ha abbandonato la donna. Per un uomo così puoi anche dare tua figlia in moglie!

Hai sempre ragione, amore mio! lo baciò e iniziò a distribuire le persone nelle camere.

Un abbraccio, un sorriso e via, la serata finì.

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La vita di campagna…