Natalia Petrova, ciao! Sono Gianna, la tua futura nuora: voglio incontrarci e chiacchierare. Quando e dove ti è più comodo?

Natalina Petrini, buongiorno. Sono Ginevra, la sua futura nuora. Vorrei incontrarmi con lei per parlare. Quando e dove le è più comodo?

Natalina si irrigidì non appena udì la parola nuora. Che notizia! Alessandro non le aveva mai detto che aveva intenzione di sposarsi.

Salve, Ginevra. Oggi alle diciotto, a casa mia, la aspetto.
Via Nazionale 12, Roma.

Pensai: Cosa vorrà dirci la ragazza? Forse sta per avere un bambino? O forse ha organizzato tutto per spingere Alessandro a sposarla, come è capitato già in passato.

Mi chiesi cosa pensasse davvero Alessandro. Non era la stessa di noi. Lui è un architetto di grande talento, con un futuro brillante, un appartamento di pregio, una macchina nuova, intelligente e affascinante. Un fidanzato invidiabile; qualsiasi donna sarebbe stata felice con lui, però ha scelto proprio questa ragazza

Natalina, dopo aver messo ordine in casa, passò al supermercato. Dalla tensione non riusciva a liberarsi.

Io avevo già visto Ginevra un paio di volte e, fin dal primo incontro, non mi era piaciuta. Alessandro la presentava a me per un caffè, per una chiacchierata, e ogni volta che tornava, io gli dicevo tutto quello che pensavo di lei.

Figlio mio, non trovi altre? Perché proprio lei? Che cosa ha di bello? È minuta, magra, quasi invisibile. Ai nostri tempi gli uomini cercano donne più imponenti! E poi non mi sembra una buona combinazione per te!

Mamma, la amo, è la più bella per me! E cucina benissimo! Il suo minestrone è una delizia!

Queste parole mi ferirono. Fino a poco tempo prima lodavo sempre la cucina di mia madre, e ora la giovane mi rubava i complimenti per il suo minestrone.

Ginevra arrivò puntuale, con un vassoio di biscotti ripieni di crema di ricotta. Erano i miei preferiti. Ah, è furba, ha pensato di avvicinarsi a me

Natalina Petrini, non girerei intorno ai fatti. Alessandro ha fatto la proposta e io lho accettata. Sta aspettando il momento giusto per comunicarvelo, temendo una vostra reazione negativa.

Certo, cara! Perché dovrei non gioire?

Desidero stipulare con lei un accordo. Ascolti, per favore.

So che ha cresciuto Alessandro da sola. Si è sposata, ha scoperto di volere un figlio, ma il matrimonio non è durato; il marito lha lasciata. Anchio sono cresciuta senza padre, morto giovane. So comè crescere in una famiglia monogenitoriale.

Ha investito anima e cuore in suo figlio. Grazie a lei Alessandro è educato, gentile, attento. È la sua ricompensa, è il motivo per cui può essere orgogliosa.

Natalina annuì, accettando. È chiaro: il risultato è dovuto al suo impegno.

Continuai.

Lei spera che il figlio si sposi con una donna bella, di successo, ricca. Ecco che arrivo io: piccola, dal profilo semplice, provengo da una famiglia modesta, il salario non è alto. Per lei è una coppia sfortunata. Ora è confusa, non sa come impedirgli il matrimonio con me, vero?

Natalina scrollò le spalle e confermò.

Vediamo che cosa può succedere. Alessandro non vi ascolterà, è determinato. Lei cercherà di convincerlo, ne verrà una lite. Alla fine non parteciperà al matrimonio. Sarà così, vero?

Sì, è così che andrà.

Racconterà a tutti quanto sia stato un figlio cattivo, quanti sacrifici ha fatto per lui, e che questa ragazza è la sua ricompensa. Alcuni la condanneranno, altri sorrideranno.

Intanto noi vivremo felici. Lei resterà ferita, ci ignorerà. Io partorirò il bambino, Alessandro le dirà la notizia, ma lei rifiuterà di vedere il nipote. Non riconoscerà il nostro matrimonio né il nostro figlio.

Mia madre, allora, si prenderà cura dellamato nipotino, lo porterà a passeggio, gli racconterà fiabe, lo vizierà. Sarà la nonna più amata al mondo.

Nel frattempo, lei resterà sola in casa, guardando la televisione, lamentandosi di una vita così triste, sentendosi inutile.

Le feste saranno particolarmente dolorose. Tutti con le loro famiglie celebreranno, mentre lei rimarrà isolata. Il dolore non le darà tregua; la salute peggiorerà, finirà per finire in ospedale.

Verranno a farle visita solo la vicina e unamica. Con il figlio e la sua cattiva moglie non vorrà più parlare.

Il risultato sarà una vita solitaria, senza mai sapere comè cresciuto il nipote, senza che nessuno la chiami nonna, senza compleanni festeggiati. Sarà una sua scelta.

Oppure, forse, le cose cambieranno. Dopo il mio addio, rifletterà con calma. Come madre saggia e amorevole, accetterà la decisione del figlio, perché se lui mi ama, cè una ragione.

Sa che non sono una brutta persona. Al lavoro mi apprezzano, la mia mamma mi ha fatto crescere con valori, sono una persona onesta. Sarò una buona moglie e madre. Prima di tutto, amo suo figlio, e lui mi ama.

Quando Alessandro annuncerà il matrimonio, la loderà, dirà che accetta la sua scelta. Capisco che laffetto di madre verso di me potrebbe non fiorire, ma almeno un comportamento civile e cortese sarà sufficiente.

Io non nutro sentimenti ostili verso di lei, e sono pronta a cambiare atteggiamento.

Al matrimonio la metteremo su un posto donore. Potrà ammirare il figlio e, in parte, me. Quando nascerà il bambino, sarà sempre la benvenuta. Il nostro piccolo avrà due nonne affettuose, e questo è meraviglioso.

Non pronuncerò mai parole cattive contro di lei, né lei le rivolgerà a me.

Abbiamo un unico obiettivo comune: rendere Alessandro felice. Perciò, collaboriamo. Pensi a tutto e chiamami così saprò a cosa prepararmi. Grazie per il tè, Natalina Petrini, e buona serata!

Dopo che Ginevra se ne andò, Natalina si sedette sulla poltrona vicino alla finestra, persa nei pensieri. Aveva ragione! Così è stato e così sarà!

E davvero, che cosa importa che non le piaccia la futura nuora? Che il figlio viva con lei? Certo, litigherà, cercherà di convincere il figlio e allora? Lui si rattristerà, ma si sposerà lo stesso. Ha visto gli occhi di Alessandro brillare quando guarda Ginevra. Anche il minestrone di sua madre non gli sembra più così buono

Che guadagnerà lei? Nulla. Rimarrà con il suo risentimento, mentre laltra nonna accudirà il nipote. Anche lei lo vuole, ma non potrà. Se no, non accadrà, se

Pronto, Ginevra Accetto il tuo accordo. Non voglio finire a piangere da sola, voglio stare in pace con mio figlio, e quindi anche con te. E mi darai il nipote nei finesettimana, daccordo? E dimmi, che segreto aggiungi al minestrone che fa così impazzire Alessandro?

Ginevra rise.

Natalina Petrini, il suo minestrone è ottimo, lo giuro. Il trucco sta nelle spezie. Sono felice che abbia accettato il mio patto: così starà meglio tutti. Alessandro aveva ragione a dire che è una madre intelligente e affettuosa!

Tre anni dopo

Alessandro, guarda Andreo, come strizza gli occhi, è una mini te! Che bel ragazzo, che gioia avere un nipote! E grazie, Ginevra, per quel patto. Hai avuto ragione

Che patto? È la prima volta che lo sento!

Eh sì, Alessandro, noi due abbiamo i nostri piccoli segreti

Natalina sorrise, strizzando locchio alla nuora, che ricambiò il gesto.

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Natalia Petrova, ciao! Sono Gianna, la tua futura nuora: voglio incontrarci e chiacchierare. Quando e dove ti è più comodo?
Abbiamo deciso di vendere l’appartamento di mio nonno, ma non avremmo mai immaginato che il suo spirito reagisse in questo modo!