Non riuscì a trattenersi
Chiara Andrea guardò la moglie con uno sguardo così gelido che una fitta di freddo scese lungo la sua schiena. Dobbiamo parlare seriamente. Ora. Per favore, siediti al tavolo.
Nelle mani Chiara stringeva una pesante padella in ghisa, che stava per lavare e che
…quasi le cadde per terra.
Al sicuro da ogni impulso, la posò nel lavandino, si asciugò velocemente le mani, si voltò e fissò il marito stupita.
No, non era sorpresa tanto dal fatto che Andrea volesse parlarle seriamente. La colpì soprattutto che per la prima volta la chiamasse “Chiara”.
Non Chiaretta, né Chiarina, né Chicca, come faceva sempre lui.
Chiara. Meno male che non mi ha chiamata per nome e cognome Chiara Rossi, pensò.
E davvero: meno male.
Altrimenti avrebbe pensato di trovarsi in uno studio di un notaio o davanti a un pubblico ufficiale.
O magari da un avvocato.
Lintuito femminile però le suggeriva che un tono così distaccato non portava niente di buono. Un tono da mettere i puntini sulle i.
E se Andrea davvero voleva mettere un punto, quello sarebbe stato il loro ultimo dialogo.
Va bene, parliamo sospirò Chiara, sedendosi sullo sgabello. Ti ascolto.
*****
Il discorso serio voluto dal marito si rivelò una lagna pietosa. Andrea spiegava che il loro rapporto era finito, che avrebbero dovuto lasciarsi e che quel giorno stesso avrebbe raccolto le sue cose per trasferirsi da…
Da Elena, vero? ironizzò Chiara.
Sì, da Elena… rispose Andrea, stupito. Ma come lo sai? Te lo ha detto lei?
In realtà, Elena, la migliore amica del liceo di Chiara, non le aveva mai detto nulla. Non avrebbe mai trovato il coraggio di guardarla in faccia e confessarle tutto.
Eppure, i segnali cerano già da tempo. Alcuni colleghi di Chiara avevano raccontato più di una volta di aver visto suo marito in giro con una donna che corrispondeva perfettamente alla descrizione di Elena.
Chiara, però, non voleva pensare male, perché sapeva che loro due erano amici da anni. Andrea ed Elena erano compagni di scuola, molto prima che Chiara fosse arrivata in classe con loro.
Nessun motivo di preoccupazione, insomma. Che fosse al centro commerciale con Elena, che si fossero presi un caffè insieme nulla di strano.
Anche il fatto che Andrea ed Elena fossero stati visti al mercato insieme non parve sospetto a Chiara.
Quel giorno, tra laltro, era stata lei stessa a mandare Andrea a comprare verdura fresca, per cucinargli il suo minestrone preferito. Magari si erano trovati lì per caso.
Tuttavia, con il tempo, Chiara si era accorta che Andrea era cambiato. Si era fatto distante.
Non la abbracciava più come prima.
Non la baciava, quasi non parlava; alle sue domande rispondeva sempre solo con sì o mh.
Anche questo era strano.
E ancora più strano era che né Andrea né Elena le raccontavano mai delle loro uscite insieme: al centro commerciale, al bar, o al mercato.
Chiara però aveva preferito far finta di nulla.
In fondo, senza prove, a cosa sarebbe servito lamentarsi? E poi, non ci vedeva niente di male nellamicizia tra vecchi compagni di scuola.
Quel pomeriggio però Andrea aveva ammesso tutto. Anzi: le aveva messo i fatti davanti.
E a questo punto Chiara avrebbe dovuto fare una scenata. Cristina, la sua migliore amica, si era presa il marito. Ma lei decise di non dire nulla.
Che senso aveva litigare, se ormai lui o meglio, loro avevano già deciso?
Le lacrime avrebbe potuto versarle dopo. Ora…
…ora doveva solo restare dignitosa.
Sua madre le aveva insegnato ad essere forte. E così sarebbe stata. Avrebbe mostrato ad Andrea che non era poi così distrutta dalla sua partenza.
Per un attimo persino le venne da ridere. Sì, le sembrò una barzelletta quello che stava succedendo.
Dun tratto ricordò tutte le volte che aveva sofferto per la sua gelosia sciocca, i rimproveri assurdi anche solo per un ritardo, o una chiacchiera con il pensionato in autobus, o per aver camminato con il bambino del vicino fino allalimentari. Bambino che aveva solo dieci anni! Una serie di accuse prive di senso.
Le faceva male, la mancanza di fiducia di Andrea. E ancora più male il sapere che lui aveva iniziato una relazione con Elena alle sue spalle. Se scopro che mi tradisci le tornavano in mente le sue parole.
E tu, invece proprio tu, sospirò Chiara, fissando la schiena delluomo che ormai era il suo ex.
E la tentazione di prendere quella padella di ghisa e mollarla in testa ad Andrea era più che forte.
Si trattenne solo perché, accanto a loro, cera ancora Buddy, il cane che Andrea le aveva regalato per il suo compleanno. Non voleva spaventare Buddy.
Lui già li guardava inquieto, come a intuire che qualcosa di brutto stava succedendo.
Così Chiara rimase ferma, contro la parete, osservando il marito che si stava impacchettando la vita.
Non sembri nemmeno tanto sconvolta… disse Andrea, mentre chiudeva la valigia con una smorfia. Anche tu hai smesso di amare?
No, caro. Semplicemente ho assistito al tuo allontanamento e mi ero già preparata al peggio. Ma invece, sai cosè che mi interessa sapere?
Cosa? Sei curiosa di sapere perché ho scelto lei e non te? Ovvio: da cinque anni non riesci a darmi un figlio. Io invece voglio un maschio. E Elena, a differenza tua, credo possa darmelo.
Certo più che altro dato che ha già due figli da altri uomini. Non ti infastidisce?
No, anzi. I figli degli altri non sono mai estranei. E Nik e Ale sono bravissimi ragazzi. Mi hanno subito accettato.
Bene. Sono felice per te. Ma la domanda era unaltra: che effetto fa essere un traditore? Non ti senti in colpa?
Tradimento? Ma quando mai! Sono stato sincero. Non sto nascondendo nulla
Sincero, certo pensò Chiara, voltandosi per non fargli vedere le lacrime.
Insomma, Andrea se ne andò.
Si portò via le sue cose. Pure il ferro da stiro che aveva comprato per l8 marzo, laspirapolvere e i piatti del matrimonio donati da sua mamma.
Ma la cosa più dolorosa fu unaltra: Andrea si prese anche Buddy. Proprio lui, il suo adorato Buddy.
Quella, Chiara non se laspettava. Era sicura che il cane sarebbe rimasto con lei. Al diavolo il ferro da stiro: nemmeno le era mai piaciuto.
Ma il cane? Cosa ci faceva portando Buddy nella nuova famiglia? Soprattutto visto che Elena detestava cani e gatti.
Non aveva mai avuto feeling con gli animali, e Andrea lo sapeva benissimo.
I gatti per strada la soffiavano addosso, i cani le abbaiavano contro. Più li insultava, più il loro abbaiare si faceva forte.
Una volta, una prof di scienze aveva portato un criceto a scuola perché non aveva avuto tempo di lasciarlo a casa dopo il veterinario. Durante la ricreazione, Elena aprì la gabbia senza chiedere, prese il criceto e quello…
…le morse il dito. Insomma, Elena e animali domestici un binomio impossibile.
Quando Chiara vide Andrea agganciare il guinzaglio al collare e trascinare Buddy verso la porta, non ce la fece più. Stringendo i pugni, urlò:
Andrea! Lascia stare! Prendi tutto ciò che vuoi ma lascia qui il cane. È mio! Sei stato tu a regalarmelo!
Ma dai… sghignazzò lui. Lho pagato io con la mia tredicesima. E a differenza tua, tutti i documenti sono a mio nome. Quindi, lascia perdere la pietà.
Non si tratta di pietà. Lascia qui Buddy, ti dico. Tanto non ti prenderai mai cura di lui. Quando è stata lultima volta che siamo usciti insieme al parco?
Se lo farò o meno, non ti riguarda più, ribatté Andrea. È mio. Se continui a infastidirmi, mi prendo anche il letto e larmadio
Chiara rimase sulla soglia, con le lacrime agli occhi, a guardare il marito trascinare Buddy giù per le scale.
Trascinare, non portare come fanno i padroni veri.
E Buddy cercava disperatamente di liberarsi, abbaiando indignato perché non riusciva a fermare quella separazione.
Dai suoi occhi si vedeva che non voleva lasciare la sua padrona. Chiara nemmeno.
Eppure Andrea aveva ragione: i documenti del cane erano a suo nome. Non poteva farci nulla.
Bau! Bau! Bau!
Sentiva i suoi latrati per la tromba delle scale e non ce la fece scese giù, sperando che Andrea cambiasse idea allultimo momento. Ma
non cambiò idea.
Caricò bruscamente Buddy in macchina, salì al volante e in pochi secondi la sua auto sfrecciò via.
Chiara rimase fuori a lungo, a fissare il vuoto, piangendo.
E non era per Andrea, che laveva lasciata per la migliore amica, accusandola addirittura di non voler figli per la sua vita troppo indipendente (sapeva bene da chi veniva quellaccusa: tipico di Elena).
No, il suo vero dolore era sapere che forse non avrebbe mai più rivisto Buddy… mai più.
*****
Un mese dopo.
Amici, conoscenti, colleghi tutti cercavano di consolarla.
Perfino il capo ufficio, il burbero signor Bianchi, si prodigava a rincuorare la sua dipendente ogni volta che la incontrava in corridoio.
Tranquilla, Chiaretta, il tempo guarisce tutte le ferite. Dimenticherai tuo marito e rinascerai. Troverai un uomo perbene, avrai dei figli, e anche un nuovo cane. Se vuoi, posso organizzarti una vacanza al mare. Cosa dici? Ti farà bene staccare.
No, grazie, signor Bianchi, rispose lei. Preferisco lavorare. In fondo, mi aiuta tanto.
Va bene, non insisto. Però cerca di non farti consumare dai pensieri negativi. Anzi, secondo me, hai avuto fortuna. Meglio che sia successo adesso, senza figli di mezzo. Meglio anche che se ne sia andato lui: una volta traditore, sempre traditore. Fidati, la gente non cambia. Devi gioire che il destino ti abbia aperto gli occhi.
In realtà, Chiara ormai quasi non pensava più ad Andrea.
Se non fosse stato per la pratica in Comune per la separazione, probabilmente non ci avrebbe pensato più. Solo una cosa la tormentava: Buddy.
Come sta? chiese a Andrea quando uscirono insieme dagli uffici comunali. Posso almeno vederlo qualche volta? È anche un po mio.
Scusa, ma non vorrei che venissi da me ed Elena.
Potresti portarlo tu, a casa mia…
No, no. Non se ne parla. Elena non vuole. Preferisce non avere tentazioni, dice. Non si sa mai dovesse venirti qualche idea di riprendermi. Il cane sarebbe solo una scusa per tentare qualche piano. Perciò lascia perdere. Prenditi un altro cane e sii felice. Ah, e non aspettare troppo per vendere la casa. Sconta pure, se non trovi compratori. Ho bisogno dei soldi, lo sai, ora ho una famiglia.
Purtroppo, il bilocale dove abitava Chiara era stato acquistato insieme ai soldi dei genitori quindi dovevano dividerlo.
Per non andare per avvocati, avevano deciso che lei avrebbe venduto, poi dato la metà ad Andrea.
Dopo un altro mese finalmente riuscì a vendere, a dargli la sua parte e…
…a chiedersi cosa fare dopo.
Poteva comprare un monolocale, ma restare in quella città non le piaceva: troppo piccolo, troppo facile incontrare i traditori per strada.
Andare dalla madre in paese, impossibile: lì non cera lavoro.
E poi, la città le piaceva più della provincia. Così continuava a riflettere, chiedendosi quale fosse la cosa giusta da fare.
Calpestava ogni ricordo e tra i pensieri, sempre Buddy: come stava? Sarà felice?
Un mese dopo, di sera, torna dal lavoro, si sistema in cucina e scorre nervosamente i social. Ad un tratto, nota un post in un gruppo cittadino.
Lautore chiede se qualcuno riconosce un bulldog francese che sta vagabondando vicino al distributore alla periferia.
Chiara scorre le foto e sussulta: era Buddy! Il suo Buddy.
Lascia subito un commento: E il mio cane! Arrivo subito!, chiama un taxi e si precipita fuori. In mezzora è là, ma alla pompa di benzina Buddy non cè più: era stato mandato via dal personale. Ormai era sera, le ombre avanzavano, ma lei non si arrende: lo sentiva, Buddy non poteva essere lontano.
Lintuito non la tradì. Poco lontano dalla fermata, sullasfalto stava disteso Buddy. Gli occhi tristi, il corpo stanco; si vedeva che viveva in strada già da giorni.
Buddy! Buddy, amore mio! gridò correndo verso di lui.
Il cane alzò subito la testa. Guardò Chiara per un attimo, poi…
di colpo saltò su, e, muovendo quelle zampette tozze in modo buffo, corse fra le sue braccia.
Il tassista si rifiutò di riportarla a casa col cane (è sporco), ma lei non si disperò.
Lo prese in braccio e lo portò a casa come il più grande dei tesori.
Perché, in fondo, lo era davvero.
Arrivate a casa, lo lavò e sfamò; poi chiamò Andrea: Come mai il cane era da solo, in strada?
Tu come lo sai? fece lui sorpreso. Io lui è scappato lontano!
Scappato, o sei stato tu ad aiutarlo a scappare?
È scappato. Due settimane fa.
E non lo hai cercato?
Non ho avuto tempo! Ma perché mi importuni ancora? Ricordi che volevi che ti lasciassi Buddy. Ecco, tienitelo.
Chiara non rispose più. Chiuse la chiamata.
Aveva capito tutto.
Buddy non era fuggito. Era stato lasciato. Dal suo padrone, tradito.
Il capo aveva ragione: chi tradisce una volta, tradisce ancora.
Almeno la sorte aveva permesso a Chiara di riprendere Buddy prima che gli succedesse qualcosa. Quella zona è piena di traffico, era stato lasciato lì sperando sparisse.
Va bene, Buddy, va tutto bene, sorrise fra le lacrime, abbracciando il cane. Non ti lascerò mai più. Promesso.
Quella fu la sera in cui Chiara decise: avrebbe lasciato la città.
Quando il signor Bianchi lo seppe, le propose subito un impiego a Milano, nella società di un amico, con la stessa posizione e lo stesso stipendio. Se si fosse distinta, avrebbe potuto fare carriera.
Era la proposta che aspettava! Addio tempo sprecato sui portali di lavoro.
Ed eccola qui: biglietto comprato, valigie pronte, domani sarebbe partita. Per sempre.
Quella sera Chiara decise di passeggiare per lultima volta nel centro della città dove aveva trascorso gli ultimi cinque anni.
E chi le si presenta incontro sulla grande via alberata?
Proprio loro lex marito e lex amica del cuore. Camminavano uno accanto allaltra, e Chiara da sola.
Non si erano mai incrociati così: Andrea con Elena, e Chiara sola.
Gambe tremanti, mani fredde. Voglia di fare dietrofront. Ma andò dritta.
Nella testa mille pensieri confusi, ricordi sparsi e domande irrisolte.
Era difficile guardarli. Ma Chiara tenne lo sguardo fisso.
Loro…
camminavano vicini, non si prendevano neanche per mano. Solo uno accanto allaltra, evitando i suoi occhi.
In viso grigi, tirati, pieni di colpa. Soprattutto quando videro Buddy, felice a fianco della sua padrona.
E quando Chiara si trovò faccia a faccia con i due traditori, non si trattenne Sputò in faccia allex amica.
E dopo un attimo, sputò ancora.
Il primo sputo per sé stessa, il secondo per Buddy.
Andrea cercò distinto di proteggere Elena, ma ormai era tardi; fece un passo verso Chiara con una faccia da tempesta.
Ma Buddy, capito lintento, si piazzò davanti a lei ringhiando con una voce così profonda che avrebbe fatto paura anche a un mastino napoletano. Piccolo com’era, avrebbe difeso la sua padrona dallorso, altro che dall’ex padrone! Andrea indietreggiò subito, intuendo che Buddy non avrebbe scherzato.
Chiara tirò il guinzaglio e, senza salutare, si allontanò dal viale.
Continuava a guardare avanti, ma di lato vedeva Elena che si asciugava la faccia e Andrea…
…che restava a distanza, con laria di chi pensa scusa, non posso aiutarti. Sempre stato un tipo schifiltoso.
Quello fu davvero lultimo incontro.
Da allora Chiara non vide mai più né Andrea né Elena.
Aveva una nuova vita in unaltra città, lavorava in una grande azienda e la sera portava a spasso Buddy nel parco.
Proprio lì conobbe un uomo con cui la cosa prese una piega seria.
Qualche tempo dopo, seppe da compagni di scuola che Elena aveva partorito un terzo figlio maschio, e Andrea, stanco dei pianti notturni e dei problemi economici, era semplicemente sparito.
Sulla felicità degli altri non si costruisce la propria, pensò allora Chiara.
No, non provava soddisfazione per la loro sfortuna. Non era fatta così.
E a dire il vero, aveva già perdonato sia il suo ex marito sia lex amica.
Ma ricorda ancora oggi la faccia di Elena imbrattata sul marciapiede. E sapete? Ancora non si vergogna di quel gesto.
Perché, in fondo, se lera meritato.







