L’ingrato Gricetto: la storia di un Grisha dal cuore duro

LINGRATO GREGORINO

Questa mattina, Paolo ha chiamato subito Daniela al suo ufficio per avvisarla che dopo il lavoro sarebbe passato da Marco e Laura a festeggiare la Giornata dellIngegnere con i colleghi.
Se vuoi, passa anche tu, ha aggiunto svogliato, convinto che Daniela avrebbe preferito restare in casa a leggere o a smanettare al computer, come sempre.
Daccordo, ha risposto lei con voce spenta, ma durante la pausa pranzo si è precipitata alla Rinascente in cerca di un regalo per Paolo. Il reparto profumeria era pieno di donne che armeggiavano con campioncini.
Immediatamente le è saltato allocchio un flacone di raffinato dopobarba: sulla scatola nera, un uomo elegante con la giacca appoggiata sulla spalla e uno sguardo sfrontato e beffardo. Proprio come il suo Gregorio.
La commessa impacchettava i regali con carta luccicante e fiocchi colorati. Di colpo una vecchietta si è fatta avanti commentando:
Eh, ragazze, voi glieli regalate i profumi agli uomini ma poi saranno altre a godersi il loro odore e ad ammirare le loro cravatte.
Le donne hanno riso di gusto, e intanto Daniela ha pensato che, in effetti, era sempre stata così: si occupava di tutto per Gregorino, e lui pensava solo a sé stesso. Da giovani lo amava follemente, e lui lasciava fare con un mezzo sorriso condiscendente. Alluniversità aveva iscritto Gregorio al corso serale e poi lei passava le notti a scrivergli i compiti. Con la nascita dei figli si prendeva cura di tutto lei.
Allinizio Gregorio gliene era riconoscente, certo. Poi aveva iniziato a dare tutto per scontato. Dallesterno, però, sembrava la famiglia perfetta: una bella casa, serenità, figli ubbidienti e intelligenti. Ma poi i ragazzi erano cresciuti e ora vivono fuori. Daniela è rimasta sola con il marito. E le manca qualcosa, lo sente.
Sua madre, ventanni fa, la metteva in guardia: «Ma Daniela, apri gli occhi, è troppo bello e lo sa benissimo, uno così è di tutte! Ti ritroverai a dividere la sua attenzione, senza che lui te ne dia mai abbastanza. Primo punto: sarai una moglie trascurata. Secondo, hai già quarantatré anni. Terzo, non servi più a nessuno»
Daniela si avvicina alla finestra. Un sole tiepido scalda già come se fosse primavera. Presto sarà la Festa della Donna. E poi? Unaltra serata da sola. La vita quasi è volata E adesso? Cosa mi aspetta?
Dalla strada sale allegro il cinguettio dei passerotti; uno addirittura si piazza a becchettare sul vetro della finestra. Lei abbassa gli occhi lo trova sul davanzale, spettinato e furbo che la guarda con quel suo occhietto tondo.
Ecco, è un segnale, pensa Daniela. Proprio in quellistante, a confermare il suo presentimento, la pendola del salotto rintocca con forza.
Ecco allora: il tempo cè ancora. Punto primo se non ci amano, impariamo ad amarci da sole
Sbattendo la porta dingresso, Daniela vola giù per le scale e si concede prima una piega nuova e poi un giro in boutique.
Alle sei e mezza, lo specchio riflette compiaciuto lo sguardo su una donna misteriosa: Daniela ondeggia sulla sedia girevole dello studio, sensuale come non mai. Un tubino nero minimal, taglio corto e frangetta bicolor alla moda, occhi profondi (eyeliner, ombretti, sfumatura fatta a regola darte), labbra appena disegnate con matita e gloss ora più piene e sensuali, perfette.
Ecco il punto secondo: a quarantanni la vita ricomincia
Raggiunge la cucina, torna con un calice di rosso, brinda davanti allo specchio: Punto terzo abbiamo proprio bisogno di un marito che non sa apprezzare una donna così?..
È quasi superfluo dire che, entrando da Marco e Laura, ondeggiante sui tacchi a spillo rosso fuoco, la stanza si blocca per un attimo. Diversi uomini si avvicinano subito: per aiutarla col cappotto, offrirle una poltrona o unarancia. «Ma davvero? Ah anche mio marito è qui? Non lavevo nemmeno notato!»
Gregorio rimane attonito per la comparsa inattesa, spiazzato dalla sua sicurezza, disarmato dal fascino e dallammirazione generale.
La mattina dopo, forse sentendo il bisogno di recuperare terreno, torna quello di sempre con voce quasi arrogante: «Allora, ma la colazione la facciamo?»
Però questa volta sbaglia completamente, oppure si è semplicemente svegliato male, perché accanto non trova più la moglie di sempre pronta a servirlo.
Cè invece, leggera e sicura, una donna dolce e capricciosa che non ha nulla da dimostrare.
Senza voltarsi, con la frangia spettinata, mormora civettuola:
E tu, amore, hai già preparato il caffè?
Si stira, sorridendo dentro di sé, e mentre si riaddormenta pensa: Ecco, caro mio. Se no si torna al punto terzo.Questa volta, Gregorio resta fermo sulla soglia tra cucina e corridoio, incerto, come un attore alla sua prima improvvisata. Per la prima volta dopo anni sembra quasi vulnerabile, e i suoi occhi corrono veloci, alla ricerca di quellabitudine rassicurante che improvvisamente non trova più. Rimane qualche secondo in silenzio, poi si scorge sulle sue labbra un accenno di sorriso timido, quasi di chi è costretto a ripassare la parte dopo essersi dimenticato il copione.

Daniela si volta lievemente sul cuscino e, con un ultimo sbadiglio, lo guarda tra il serio e il divertito. Il ticchettio della pendola segna la nascita di un tempo nuovo, il suo. Laria del mattino le accarezza la spalla nuda come una promessa: tutto può ancora accadere, tutto può finalmente ricominciare.

Da lontano arriva il trillo del cellulare. È un messaggio sul gruppo delle amiche, semplice e brillante come un brindisi improvviso: Oggi caffè insieme?. Daniela sorride. Si alza, stiracchiandosi di piacere, il profumo del dopobarba ancora sulla mensola, ma questa volta destinato a chi davvero lo vorrà scoprire.

Scivolando via leggera, lascia Gregorio lì forse pronto a seguirla, forse no. Ma questa volta, a lei, non importa più davvero la risposta. Ha già spalancato la porta di casa, attraversato il pianerottolo, il vestito che vibra al passo nuovo, il cuore colmo di piccoli, grandiosi segreti. Fuori una luce accesa che sinfila dappertutto: un giorno intero che laspetta, tutto per lei.

E mentre le scale risuonano sotto le sue scarpe, Daniela sa che, finalmente, il punto quarto lo scriverà lei.

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