Sono due mesi che porto a cena una donna di 56 anni. Ma è bastato invitarla a casa mia perché la signora cambiasse completamente atteggiamento.
Cinque anni fa ho divorziato senza drammi e mi sono abituato alla mia vita da single. Ultimamente però ho cominciato a sentire la solitudine quando rientro in casa la sera.
Ho 56 anni, sto bene fisicamente, energie ce ne sono ancora. Così mi sono iscritto su un sito di incontri, sperando di trovare una donna con cui condividere il quotidiano. E ti dirò: già dopo qualche giorno mi sono reso conto di essere stato fortunato, perché ho trovato una persona davvero interessante.
Il suo profilo era semplicissimo:
“Laura, 56 anni, vedova, cerco un uomo serio per una relazione stabile”.
Nella foto veniva fuori una donna semplice, dallo sguardo buono, niente di artefatto. Abbiamo iniziato subito a sentirci. Fin dallinizio le ho detto chiaramente che non cercavo un rapporto virtuale interminabile, ma una donna vera con cui vivere la quotidianità e viaggiare insieme. Lei mi ha detto che era daccordo e abbiamo fissato un appuntamento il weekend successivo in pieno centro a Firenze.
Il primo appuntamento è andato benissimo. Abbiamo passeggiato unora buona nel cuore della città, cera un sole meraviglioso. Lei raccontava entusiasta del suo lavoro e dei nipotini, io ascoltavo volentieri. Mi piaceva perché era tranquilla, non di quelle che non stanno zitte un attimo. Dopo ci siamo seduti in un bar, ho offerto io come si conviene sono fatto allantica e penso che chi invita, paga.
Abbiamo iniziato il classico periodo delle rose e cioccolatini. Fiori, dolci, qualche regalo, tutto da parte mia, ma il tempo insieme lo vivevamo entrambi. Ogni venerdì e sabato uscivamo: mostre, spettacoli, ristorante dopo il teatro, o magari una giornata fuori Firenze con pranzo tipico toscano allaria aperta.
Ho sempre cercato di comportarmi da gentiluomo, pronto a credere che ci stessimo avvicinando davvero. Lei sorrideva, mi prendeva sottobraccio, mi diceva:
Marco, con te passo davvero delle belle serate, sei un vero cavaliere.
E ovviamente mi faceva piacere.
Poi però, visto col senno di poi, i segnali cerano tutti.
Prima di tutto, mai una volta che mi avesse invitato a casa sua. Mai per un caffè, mai per nulla. Sempre una scusa: Oggi è un disastro, è venuta mia nipote, Ho avuto una giornata pesante, meglio se andiamo a mangiare fuori. Allinizio pensavo fosse timida, magari poco abituata da sola che era ad avere un uomo in casa. Insomma, ho aspettato il mio momento senza insistere.
Il secondo segnale, i discorsi sulletà erano sempre un po strani. Se si trattava di andare a mostre, viaggi, cene fuori era subito entusiasta e attiva, pronta a lanciare idee su come passare il weekend a Siena o farsi una giornata alle terme. Però appena provavo a portare la conversazione su qualcosa di più intimo, diventava come una nonna brontolona.
Una volta al cinema, seduti nellultima fila, ho appoggiato la mano sul suo ginocchio, così, con delicatezza. Lei lha tolta subito, con tono serio ma cortese:
Marco, ci sono persone intorno.
Laura, dai, in sala è buio e non cè nessuno vicino.
Non importa, non sta bene. Non abbiamo più diciassette anni.
Ho pensato alla buona educazione, magari un po dellItalia più tradizionale, e mi sono detto che dovevo rispettare i suoi tempi. Però dentro di me iniziavo a sentirmi sempre più a disagio: non abbiamo più ventanni, a quasi sessanta volevo vivermi la relazione in modo completo, senza mesi di giochi adolescenziali.
Unaltra cosa: adorava raccontare dettagliatamente dei suoi acciacchi. Alla nostra età la schiena fa male, la pressione non sempre è perfetta, lo so. Ma lei ne parlava durante le cene con una specie di gusto masochista: dalla lombalgia ai rimedi per il colesterolo, passava anche mezzora.
Io ascoltavo per cortesia e spesso le proponevo di accompagnarla da un buon medico. Ma appena accennavo al fatto che vado due-tre volte a settimana in piscina, subito la smorfia sul volto:
Ma che bisogno cè? Sei matto a stancarti così? Alla nostra età bisogna stare comodi sul divano e leggere, non nuotare nel cloro.
Ma io, sinceramente, non ho nessuna voglia di sentirmi vecchio.
La questione, insomma, è esplosa ieri sera.
Dopo una cena deliziosa in una trattoria napoletana pizza fatta come si deve, vino bianco ghiacciato, lei raccontava tutti gli aneddoti più divertenti dei suoi colleghi ho deciso di togliere il velo alle cortesie.
Finita la serata, siamo entrati in macchina. Fuori pioveva leggero, dentro si stava al caldo, musica soft. Le ho preso la mano, stavolta lei non lha tolta.
Laura, che dici, saliamo a casa mia? Ci facciamo una tisana, ascoltiamo un po di musica
A quel punto si è irrigidita, sparito il sorriso e mi guarda seria:
Marco, ma dove vuoi andare a parare?
Guarda, te lo dico chiaramente. Mi piaci, sono libero, tu anche, ci frequentiamo da più di due mesi. È normale voler qualcosa di più
Ma ti rendi conto di quello che dici? Queste sono cose per i giovani, per chi pensa ai figli! Ma cosa penseresti se ci vedessimo nudi? Io con le mie rughe, tu con la pancia eh no! Alla nostra età conta la testa, il sostegno, la buona amicizia, non queste cose elementari.
A quel punto sono scoppiato:
Scusa, ma tu mi hai mai visto crollare? Faccio sport, non sono certo rassegnato, e anche tu sei splendida! Perché seppellire tutto solo perché abbiamo sessantanni?
Lei dura:
Non si fa! Una donna seria della mia età gioca coi nipoti e cura lorto. Figurati se vado a divertirmi come una ragazzina. Mi vergognerei davanti ai miei figli.
A questo punto non ce lho fatta:
Quindi, in realtà non cercavi un uomo per condividere la vita, volevi solo compagnia e qualcuno che ti offrisse cene e passaggi. Appena chiedo qualcosa di più, schifo.
Lei si è alzata, stizzita:
Perché dovrei sentirmi obbligata verso di te solo per delle cene?
Ho provato a non perdermi danimo:
Non ho mai detto questo. Ma lidea di relazione è fatta anche di avvicinamento, non solo di buoni pasto e chiacchiere. Tu volevi una specie di amico con autista e portafoglio.
È scesa dalla macchina, ha sbattuto la portiera e se nè andata dritta sotto la pioggia. Lho guardata salire rapida verso il portone, ho sentito una tristezza incredibile.
Amo i bei libri, la storia, le conversazioni profonde. Ma sono un uomo e non rinuncio a certe emozioni, solo perché qualcuna pensa che dopo i cinquanta non ci sia più spazio per passioni e desideri.
Le ho cancellato il numero e ho tolto anche il mio profilo dal sito di incontri. Ora mi prendo un po di tempo per rimettermi in sesto.
Mi sono promesso che alla prossima occasione, già al primo incontro chiederò con sincerità cosa ne pensano sul tema dellintimità: se sento di nuovo prediche su vecchiaia e nipoti, si divide il conto e amici come prima.
E tu che ne pensi? Ho esagerato? Perché una donna su un sito di incontri dovrebbe essere indignata da una richiesta di intimità a 56 anni? Che senso ha cercare compagnia se poi per lei la vita ormai è già finita?






