Abbiamo vissuto sotto lo stesso tetto per quaranta anni, e a sessantatré ti viene improvvisamente la voglia di cambiare vita?
Lia era seduta sulla sua poltrona preferita, guardando fuori dalla finestra mentre provava a dimenticare le liti della giornata. Qualche ora prima era indaffarata in cucina, preparando la cena e aspettando Paolo, di ritorno dalla pesca. Lui era arrivato, ma senza pesce: aveva portato invece notizie che rimandava da tempo e non trovava mai il coraggio di dire.
Voglio chiedere il divorzio e spero che tu riesca a capirlo, disse Paolo con voce insolita, evitando il suo sguardo. Le nostre figlie sono adulte, capiranno. I nipoti non se ne faranno un problema. Possiamo chiudere questa storia senza inutili discussioni.
Dopo quarantanni insieme, a sessantatré anni decidi così di cambiare tutto? domandò Lia, incredula. Ho il diritto di sapere che cosa succederà poi.
Resti nellappartamento in centro, io mi trasferisco alla casa di campagna, rispose Paolo, dimostrando di aver già pensato a tutto. Non cè nulla da dividere, prima o poi comunque tutto sarà delle nostre figlie.
Come si chiama? chiese Lia con una nota di rassegnazione.
Paolo arrossì, si mise a raccogliere le sue cose con fretta, fingendo di non aver sentito. Dal suo comportamento era chiaro a Lia che cera unaltra. Da giovane non aveva avuto simili problemi e non avrebbe mai pensato che in tarda età sarebbe rimasta sola, il marito andandosene con unaltra donna.
Magari si sistema tutto e torna normale, provavano a rassicurarla le figlie Anna e Serena. Non stare a prendertela per quello che fa papà.
Non credo che accadrà, sospirava Lia. Ma non ha senso cambiare nulla ormai: vivrò gli anni che mi restano e mi godrò la vostra felicità.
Anna e Serena andarono nella casa di campagna per parlare con il padre. Tornarono sconsolate, ma non si affrettarono a raccontare la verità alla madre. Solo cambiarono discorso, cercando di convincerla che magari stare sola era anche meglio: nessuna responsabilità in più. Lia capiva tutto, ma non interrogava le figlie, cercando semplicemente di continuare a vivere. Non era facile, visto che parenti e amici non mancavano di porre domande e mostrare curiosità.
Certo che, dopo tutti questi anni, il marito è scappato con unaltra! commentavano le vicine, senza troppa delicatezza. Più giovane o più ricca di te?
Lia non sapeva cosa rispondere. Ma spesso pensava alla rivale e desiderava vederla. Così, con la scusa di prendersi alcune conserve fatte destate, andò senza avvertire alla casa di Paolo. In questo modo sperava proprio di incontrare la nuova compagna, e così fu.
Paolo, non mi avevi detto che la tua ex sarebbe venuta qui, commentava infastidita la signora, trucco esagerato e look appariscente. Pensavo che fosse tutto risolto e che lei non avesse motivo di venire.
Davvero mi hai sostituita con questa persona? chiese Lia, scrutando la rivale.
Intendi proprio permettere a questa di insultarmi? urlava quella donna. Ho solo qualche anno meno di voi ma dimostro molto di più.
Se alla sua età crede che conta solo lapparenza, replicò Lia, cercando gli occhi imbarazzati di Paolo.
Sulla via verso la fermata dellautobus sentiva i commenti della Barbie dai colori troppo vivaci e faceva fatica a non piangere; solo a casa si lasciò andare e chiamò la sorella, chiedendole di venire.
Su, basta piangere, diceva Nina preparando del tè alla menta. Tu stessa hai detto che la nuova donna di Paolo non è bella e, a quanto pare, non molto sveglia.
Forse ha ragione lei, e io sono davvero una vecchia dubitava Lia.
Tu sei splendida alla tua età sosteneva sinceramente Nina. Credo che sia un errore vestirsi con leggings leopardati o minigonne da sessantenni. Una donna è sempre meravigliosa se sa valorizzarsi, adattando il proprio stile al tempo che passa.
Lia si osservava allo specchio e riconsiderava: la sorella aveva ragione. Era ancora in buona forma, stava bene e si vestiva dignitosamente. Le figlie le regalavano sempre trucchi, ma lei non era mai stata volgare e non voleva sembrare una caricatura. Non riusciva nemmeno a immaginare di comportarsi come la rivale appena incontrata.
Allora va bene così, continuava Nina. Ora sei una donna libera, puoi finalmente vivere come vuoi. Le figlie sono autonome, ci sono tante occasioni per divertirsi e coltivare interessi. Non ti lascerò abbattere.
Nina mantenne la promessa: portava Lia a teatro, in giro tra mostre e concerti. Presto si unì una compagnia di amici coetanei. Tra loro cera persino un uomo che faceva la corte a Lia, ma lei rifiutò subito e non volle incontri privati.
Ho sentito che ora sei tutta presa dai teatri e i nuovi amici. Torni a vivere, magari ti risposi pure? provocò Paolo durante un casuale incontro al supermercato.
Che ci fai qui lontano dalla casa? Non cè un negozio più vicino, o la tua nuova compagna non cucina? chiese Lia.
Sono abituato a fare la spesa qui. Le abitudini non si cambiano facilmente alla nostra età, rispose Paolo borbottando.
Lia non sviluppò largomento e, con una scusa qualsiasi, tornò a casa. Paolo avrebbe voluto correrle dietro e confessare quanto stava rimpiangendo il divorzio. Era stato sempre accanto a moglie e figli, fino a lasciarsi trascinare da una vivace Tiziana, che lo travolse con i suoi entusiasmi.
Allinizio vivere con lei sembrava divertente. Poi però si scoprì che questa Tiziana non amava le faccende domestiche, preferiva intrattenersi con gente rumorosa e chiacchierare, non pensava minimamente alla casa.
Ultimamente Paolo desiderava sempre più tornare a casa, e dopo aver visto Lia questo desiderio era cresciuto ancora. Lia non gli aveva fatto scenate o rimproveri, ma aveva affrontato con dignità e fierezza la nuova realtà. Paolo non avrebbe mai immaginato quanto potesse mancargli proprio quella pace e quel senso di famiglia che trovava solo accanto a Lia.
Hai comprato ancora albicocche secche e io ti avevo chiesto prugne, sbottò Tiziana, guardando la spesa. Il formaggio non ha il grasso giusto e ti sei pure dimenticato la maionese.
Prima la spesa la faceva Lia, o la facevamo insieme, tu invece vorresti che sia sempre io sbottò Paolo.
Mi hai stufato con questi paragoni! Dì pure che rimpiangi la tua ex moglie urlava Tiziana. Scommetto che vorresti non averla mai lasciata.
Paolo davvero rimpiangeva, ma sapeva che non servivano parole. Lia non aveva pianificato nulla, era rimasta sé stessa e lui, disperato, sognava il suo perdono.
Era consapevole che Lia mai più avrebbe avuto fiducia o lo avrebbe riaccolto. Più di una volta aveva pensato di telefonarle, dopo lennesima lite decise persino di andare davanti alla sua porta.
Devi prendere alcune tue cose? chiese Lia, senza farlo entrare.
Vorrei parlare, hai tempo? balbettò Paolo, mentre dal corridoio arrivava il profumo del suo dolce preferito, la crostata alle prugne.
Non ho né tempo né voglia, rispose calma Lia. Prendi ciò che ti serve, io aspetto ospiti.
Non cera nulla da prendere, Paolo aveva molto da dire, ma le parole giuste non uscivano. Tornò nella casa di campagna e si mise a preparare la cena, visto che Tiziana era in giro per il paese, tornando allegra da chissà dove. Paolo si convinse: dette a Tiziana il tempo di raccogliere le sue cose.
Dopo il litigio, pensò di chiamare Lia e raccontarle tutto, poi lasciò perdere. Ben conosceva lex moglie: era solo unillusione sperare nel perdono.
Forse, in futuro, avrebbe trovato la forza di incontrarla e chiedere scusa. Era necessario almeno questo, altrimenti non avrebbe avuto pace. Sperava che Lia potesse perdonare, magari senza tornare insieme; dallinizio con Tiziana, Paolo aveva capito che Lia non avrebbe mai superato il tradimento.
Ora la sua vita era quella della casa di campagna, mentre Lia viveva nell’appartamento della città, aveva le figlie, i nipoti e le uscite a teatro. Per l’ex marito, ormai, in questa storia non cera più posto.






