«Allora, signorina secchiona, ti è servita la tua medaglia doro? Guarda chi siamo diventati noi, e quanto sei patetica tu», alla riunione degli ex compagni di classe, i vecchi amici prendevano in giro una ragazza riservata, convinti che fosse rimasta la solita timida e obbediente.
Nessuno però si sarebbe mai aspettato ciò che fece dopo.
La pesante porta di vetro del ristorante Terrazza si aprì con un lieve cigolio. Maria si fermò sulla soglia per un attimo, osservò la sala piena, poi entrò.
Dentro cera confusione. La musica risuonava, i camerieri sfrecciavano tra i tavoli, laria era impregnata di profumo costoso, carne arrosto e vino. Al centro della sala, un tavolo lungo: attorno, i suoi ex compagni già riuniti.
Erano passati quindici anni dal diploma.
Maria non era venuta per nostalgia. Voleva semplicemente chiudere un vecchio capitolo e guardare in faccia chi, un tempo, sedeva accanto a lei ogni giorno in classe.
Sistemò il suo semplice abito verde di lino ed avanzò con passo tranquillo verso il tavolo.
Guardate un po chi si è palesata! si fece sentire una voce femminile squillante.
Era Livia. A scuola era la più bella della classe, ora indossava un vestito rosso acceso e sfoggiava capelli perfetti.
Livia studiò Maria dalla testa ai piedi.
Maria? Non ci aspettavamo di vederti, commentò con sarcasmo Andrea, lex sportivo della scuola, ora decisamente ingrassato.
Maria li salutò con calma e si sedette in fondo.
Il tavolo era animato. Ognuno raccontava la propria vita: sembrava quasi una gara a chi si era sistemato meglio.
Cera chi ostentava auto costose, chi vantava nuove case, qualcun altro raccontava dei viaggi in posti esotici fatti negli ultimi mesi.
Maria ascoltava in silenzio, annuendo ogni tanto. Stringeva tra le dita un bicchiere dacqua con una fetta di limone.
E tu, Maria, cosa fai ora? domandò Livia a voce alta, come per accendere i riflettori su di lei.
Di colpo la conversazione cessò.
Tutti si girarono verso di lei.
Livia fece girare il calice.
Stavamo ricordando i tempi della scuola. Tu eri sempre con i libri. La più brava.
Si inclinò leggermente verso avanti.
E allora? Ti è servito tutto quello studio?
Qualcuno tra i commensali trattenne a stento una risata.
Immagino che ora lavori per due soldi? Magari in un archivio o in biblioteca, rincarò Livia.
Partì qualche risolino sommesso.
Andrea scoppiò a ridere.
Vi ricordate come la chiamavamo? disse. Spaventapasseri.
Un altro coro di risate. Maria li osservò con tranquillità.
Un tempo, a scuola, quelle parole la ferivano profondamente. Era una ragazzina silenziosa, indossava i vecchi maglioni del fratello, occhiali grandi e passava intere giornate sui libri.
Aveva aiutato mezzo classe a copiare i compiti e a superare le verifiche. Eppure in cambio riceveva solo prese in giro.
Maria posò lentamente il bicchiere sul tavolo e fissò Livia. Nei suoi occhi nessun rancore, solo calma. Quelle persone non erano cambiate in quindici anni. E non se ne rendevano conto.
E la cosa più curiosa era che nessuno di loro aveva la minima idea di chi fosse diventata Maria in tutto quel tempo.
Maria rimise piano il bicchiere sul tavolo e si stava già alzando, quando si avvicinò un uomo elegante, in completo scuro.
Aveva laria emozionata.
Mi scusi posso rubarle un minuto? si rivolse a Maria.
Tutti al tavolo tacquero sbalorditi.
Mia moglie la guarda ogni sera in TV, spiegò luomo. Lha riconosciuta appena è entrata e mi ha supplicato di chiederle una foto.
Porse il telefono.
Maria sorrise amabilmente.
Ma certo.
Scattarono rapidamente la foto, lui la ringraziò e tornò al suo tavolo.
Si fece uno strano silenzio.
Livia aggrottò la fronte.
Aspetta mormorò. Tu chi sei?
Maria la fissò serenamente.
Sono una giornalista, rispose.
Andrea fece una smorfia.
Beh, ormai tutti fanno i giornalisti su internet
Maria scosse il capo.
Lavoro per il telegiornale nazionale. Conduco un programma dinchieste.
Livia afferrò il telefono e iniziò a cercare freneticamente qualcosa.
Dopo pochi secondi il suo volto cambiò espressione.
Sul display una foto di Maria, tratta dal TG.
Sotto, il titolo:
“Maria Bellini la giornalista che ha smascherato decine di casi di corruzione”.
Livia abbassò lentamente il telefono.
Sei tu?
Maria annuì.
Sono arrivata in televisione senza raccomandazioni, disse. Senza favori.
Poi scrutò uno a uno tutti gli ex compagni.
Ho solo studiato e lavorato tanto.
Nessuno rise più.
Maria si alzò tranquillamente, prese la borsa e concluse:
È stato un piacere rivedervi.
Uscì dal ristorante con la stessa calma con cui era entrata.






