Quando arrivai al matrimonio della mia migliore amica, nella sala degli ospiti mi apparve un piccolo trolley, che avevo perso due anni prima.
All’inizio pensai fosse solo simile al mio. Era vecchio, blu scuro, con un angolo appena scorticato. Ma quando mi avvicinai, vidi il piccolo adesivo dargento di lato un cuore scolorito che ci avevo incollato durante una vacanza a Sorrento.
Mi si strinse lo stomaco.
Era proprio la mia valigia.
Mi guardai attorno. Il ricevimento era nel giardino di una vecchia villa. La gente rideva, i camerieri serpeggiavano tra i tavoli, la musica si mescolava al vento. Nessuno sembrava stupito.
Solo io.
Proprio allora una voce alle mie spalle.
Chiara? Finalmente sei arrivata!
Mi voltai. Era la sposa, Giada. Un sorriso aperto, splendida, il vestito bianco, i capelli scompigliati dalla brezza di maggio.
Sei bellissima dissi automaticamente.
Grazie! e mi strinse forte. Sono felice che tu sia qui.
Indicai il tavolo.
Giada di chi è quella valigia?
Lei guardò e rise piano.
Oh, è vecchia. Lho trovata un po di tempo fa.
Dove?
In un appartamento.
Sentii il cuore battere forte.
Che appartamento?
Mi lanciò uno sguardo strano.
Quello di Lorenzo.
Il nome mi colpì come uno schiaffo.
Lorenzo era luomo con cui avevo vissuto due anni fa.
Luomo che, una mattina, era semplicemente sparito.
Senza spiegazioni.
Senza saluti.
Deglutii a fatica.
Da quando conosci Lorenzo?
Giada si fece pensierosa.
Da un bel po.
Quanto?
Esitò.
Qualche anno.
In quel momento una voce maschile alle nostre spalle.
Giada, il fotografo ti cerca.
Mi girai.
E lo vidi.
Lorenzo era lì, a pochi metri, abito scuro, mani in tasca. Sembrava lo stesso di allora.
Ora, però, era lo sposo.
I nostri sguardi si incrociarono.
Chiara sospirò.
Giada guardò da uno allaltro.
Ma voi vi conoscete?
Per un attimo nessuno disse nulla.
Indicai la valigia.
Quella è mia.
Il silenzio calò insieme alle nuvole tra i pini.
Come? mormorò Giada.
Mi rivolsi a Lorenzo.
Vuoi dire tu la verità, o lo faccio io?
Sospirò, appesantendo laria.
Giada cè qualcosa che dovresti sapere.
Lei si irrigidì.
Che succede?
Aprii la valigia.
Dentro cerano ancora le mie cose una vecchia sciarpa, una foto di noi al mare, una piccola lettera ripiegata.
La lettera che avevo scritto la notte prima che sparisse.
La presi e la aprii.
Questo è il mio carattere dissi pacata.
Giada guardò Lorenzo.
Lory?
Lui si passò una mano fra i capelli, un gesto antico.
Quando ci siamo conosciuti… vivevo già con Chiara.
Il volto di Giada si fece di marmo.
Cosa?
Allora credevo che la nostra storia fosse finita disse lui a precipizio. Era un periodo difficile.
Sorrisi amaro.
Curioso. Io ho capito che era finita quando tornando a casa ho trovato lappartamento vuoto.
Gli invitati intorno iniziarono a guardarci.
Giada fece un passo indietro.
Quindi lhai lasciata per iniziare con me?
Lorenzo rimase muto.
Questo era tutto.
Giada guardò la valigia, poi me.
Tu sapevi che vi sposavate qui?
No risposi. Lho scoperto dieci minuti fa.
Il vento agitò la tovaglia.
Giada si tolse piano il velo.
Lorenzo è tutto vero?
Lui spalancò la bocca, ma nessuna parola.
Chiusi la valigia.
La presi.
E mi avviai verso luscita del giardino.
Mentre camminavo, sentivo la musica svanire e le voci diventare sussurri che si allungavano come ombre.
Non mi voltai.
Pensavo soltanto a quanto fosse strano che a volte, un matrimonio possa riportare il passato proprio quando meno te lo aspetti.
Ma ditemi sinceramente se foste stati nei panni della sposa, avreste continuato il ricevimento dopo tutto questo?
Quando sono arrivata al matrimonio della mia migliore amica, ho visto sul tavolo dei regali una piccola valigia che avevo perso due anni fa.







