È partita con suo figlio per andare dalla madre, e lui non ha alcuna fretta di riportarla a casa

Non cè dubbio, è tutta colpa mia! piange disperatamente la sorella del mio amico. Non avrei mai potuto immaginare una cosa del genere! E ora non so proprio come comportarmi. Non so nemmeno come poter recuperare tutto senza fare una brutta figura

Mia sorella si è sposata qualche anno fa.

Dopo il matrimonio, era stato deciso che i novelli sposi sarebbero andati a vivere con la madre dello sposo. Mia madre ha un grande appartamento con tre stanze in centro a Firenze e il suo unico figlio era appena tornato a casa.

Mi tengo una stanza io, il resto è tutto vostro! disse la suocera con un sorriso. Siamo tutte persone civili, secondo me potremo convivere tranquillamente. Se dovesse andare male, andremo via! rassicurò allepoca lo sposo a sua moglie. Non vedo nulla di male nel provare a vivere sotto lo stesso tetto di mia madre. Se non ci troviamo, potremo sempre trasferirci in affitto

Così abbiamo fatto. Ma col tempo, la convivenza è diventata più dura del previsto. Sia la nuora che la suocera ci hanno provato, ma le incomprensioni crescevano giorno dopo giorno. Piccoli malumori si accumulavano come polvere sotto il tappeto, finché non scoppiavano in litigi via via più frequenti.

Mi avevi detto che se non fossimo riusciti a convivere, avremmo lasciato tua madre per trasferirci in unaltra casa! urlò la moglie in lacrime rivolgendosi al marito. Secondo te non ce la facciamo? replicava lui, con un sorriso sardonico. Sono sciocchezze, non è il caso di fare le valigie solo per queste cose.

Dopo un anno di matrimonio, larrivo del figlio rivoluzionò tutto. La giovane moglie andò in maternità e, poco dopo, nacque un bambino sano e forte.

La nascita del nipotino coincise con il fatto che la suocera perse il lavoro. E per una donna sulla soglia della pensione, trovare un nuovo impiego a Firenze non fu affatto facile. Così la nuora e la suocera si trovarono a condividere lo stesso spazio ventiquattrore su ventiquattro, senza la possibilità di allontanarsi. Laria in casa era sempre più pesante, come un temporale in arrivo.

Intanto il marito si limitava a scrollare le spalle alle lamentele delle due donne, visto che era lunico a portare lo stipendio e non altissimo a casa.

Non possiamo certo abbandonare mia madre adesso, non avendo altra fonte di sostentamento, diceva. Non me la sento di lasciarla al suo destino e non posso mantenere due case. Quando troverà un nuovo lavoro, allora ci trasferiremo!

Ma la pazienza della giovane moglie si esaurì ben prima che la suocera trovasse impiego. Raccolse in fretta le sue cose e quelle del bambino e tornò dalla madre, che abitava in periferia. Prima di andare via, disse con voce ferma al marito che non sarebbe più rientrata nella casa della suocera. Se teneva realmente alla famiglia, avrebbe dovuto fare qualcosa.

Era sicura che il marito avrebbe fatto di tutto per riportarla a casa. Ma si sbagliava di grosso.

Sono passati più di tre mesi da allora e lui non ha fatto nulla per convincerla a tornare. Vive con la madre, la sera torna stanco dal lavoro e parla con la moglie e il bambino tramite videochiamata, andandoli a trovare ogni tanto nei fine settimana.

Di fatto, vivono un matrimonio a ospiti.

Lui ha le attenzioni di due donne, la madre che lo consola perché la moglie ingrata lo ha lasciato, e per di più non deve cambiare pannolini o alzarsi la notte. Sta in una posizione di vantaggio. La suocera non ci ha rimesso nulla.

Nel frattempo, la giovane madre si tormenta di continuo. Non è felice, non si riconosce più. Ama ancora suo marito, anche se sa che si sta comportando tuttaltro che bene.

Cosa pensavi di ottenere andando via? le risponde lui, quando lei si dispera. Se vuoi puoi tornare.

A giudicare dai suoi comportamenti, il marito non ha alcuna intenzione di lasciare la madre per andare in affitto. E la ragazza, in maternità, non ha certo i mezzi per prendersi un appartamento da sola.

Questa è davvero la fine della famiglia?

Mi sono chiesto spesso se mia sorella avrà almeno una piccola possibilità di tornare da sua suocera senza perdere la dignità.

Scrivere questi pensieri mi fa riflettere su quanto siano importanti il dialogo sincero e la capacità di trovare compromessi, soprattutto in famiglia. Oggi so che a volte è meglio affrontare subito le difficoltà, senza aspettare che diventino insormontabili.

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È partita con suo figlio per andare dalla madre, e lui non ha alcuna fretta di riportarla a casa
Le scarpe rosse nell’ingresso