Alle otto di sera Natalia rientra sfinita dal lavoro e trova l’appartamento sottosopra tra pianti di…

Nadia tornò a casa alle otto di sera, sfinita dopo una lunga giornata di lavoro. Fece un respiro profondo prima di aprire la porta e fu immediatamente accolta dal pianto di una bambina.

Entrando in salotto con un sospiro, vide sua figlia Bianca e il genero Lorenzo intenti a guardare la televisione, mentre la stanza era in un disordine caotico.

Giochi sparsi ovunque, perfino sul divano e per terra. Sul tavolo mucchi di cartacce, ossa di pollo, bottiglie vuote di aranciata e bucce di mela.

I vestiti sporchi pendevano dalla sedia, mentre su una poltrona giaceva un pannolino già usato, abbandonato alla buona.

La stanza era soffocante e lodore non era certo piacevole. Tutto questo mandò la stanca Nadia in crisi di sconforto.

Appena la piccola Carlotta, sua nipote di un anno, vide la nonna, le corse incontro gridando di gioia e si gettò tra le sue braccia.

Nadia aprì subito la finestra per far entrare aria fresca e poi si avviò in cucina.

Quello che vide le fece venire un nodo alla gola: il lavandino stracolmo di piatti sporchi, pezzi di pane e tè rovesciato sul tavolo; sotto, cocci di una tazza.

La sua tazza preferita, quella che le aveva regalato suo marito, era stata rotta. Sul fornello una padella con polpette bruciate, il frigorifero quasi vuoto.

In quel momento entrò Bianca, che diede un bacio veloce sulla guancia alla madre:

Ciao mamma! Ora che sei tornata, io e Lorenzo usciamo. Vado a prepararmi. Ho dato da mangiare a Carlotta unora fa.

Aspetta Bianca, dove dovete andare? chiese stupita Nadia.

Come dove? rispose Bianca altrettanto sorpresa. Usciamo al cinema, poi facciamo un salto in pasticceria. Ah, mamma, mi dai qualche euro? Non ci bastano i soldi

Dal salotto, la voce di Lorenzo si fece sentire:

Signora Nadia, domani mi preparerebbe per favore un bel minestrone? Ne ho visto uno in tv oggi che mi ha fatto venire voglia. E magari anche una bella insalata fresca! Ha preso il caffè? Non posso stare senza!

E io allora? sussurrò Nadia, spaesata, rivolgendosi alla figlia ho lavorato tutto il giorno, neanche il tempo di pranzare ho avuto. Sono stanca morta, vorrei solo riposare. Perché non portate voi Carlotta con voi?

Mamma, non possiamo portarla! I genitori devono anche prendersi una pausa ogni tanto. Tra me e Lorenzo le cose non vanno bene, la psicologa ci ha detto che dobbiamo passare più tempo insieme. Tu oggi non hai ancora visto Carlotta, lei ti adora, sono sicura che starete benissimo. Torniamo presto, tranquilla. Sei la migliore, mamma.

Nadia non fece in tempo a rispondere che Bianca, già pronta, sgattaiolò via. Pochi minuti dopo, la coppia era fuori, lasciando la piccola a casa con la nonna.

Nadia rimase sgomenta, con una gran voglia di piangere dalla stanchezza e dallumiliazione. Si sentiva ormai solo una domestica e un bancomat, non più una madre o una nonna amata.

La testa le scoppiava. Avrebbe voluto stendersi un attimo e non pensare a nulla, ma Carlotta aveva altri piani. E inoltre serviva preparare la cena e rimettere in ordine un po la casa.

Si sentiva come dopo una battaglia campale. Sospirando, si sedette e, incapace di trattenersi, scoppiò a piangere.

Bianca e Lorenzo si erano trasferiti nel bilocale di Nadia anni prima. Prima abitavano in affitto in periferia, ma il padrone di casa li aveva messi alla porta senza spiegazioni, costringendoli a chiedere ospitalità.

Bianca aveva promesso di andarsene appena trovata un’altra casa, ma quellappartamento giusto non si trovava mai: troppo caro, troppo lontano, condizioni poco soddisfacenti…

Poi, come se non bastasse, Lorenzo perse il lavoro in una piccola azienda commerciale. Stando a Bianca, era tutta colpa dei colleghi invidiosi, ma di cercarne uno nuovo Lorenzo non sembrava avere molta fretta. Passava le giornate davanti alla tv o al computer.

Così vivevano con lo stipendio modesto di Bianca. Quando Bianca rimase incinta, la situazione precipitò.

La gravidanza fu complicata e le servivano continue visite mediche, esami e medicine costose, tutto pagato da Nadia, che lavorava come ortopedica in una clinica privata.

La vita di Nadia si era trasformata in un incubo. I soldi non bastavano mai: Bianca e Lorenzo non facevano spesa né pagavano le bollette. Eppure, pretendevano buon cibo, frutta fresca e dolci ogni giorno.

Tutte le spese toccavano a Nadia, che pure sapeva di essere sfruttata, ma temeva che la figlia si allontanasse da lei, specialmente considerando la gravidanza. Come poteva buttare fuori di casa la sua unica figlia incinta? Così sopportava e lavorava anche il doppio, facendo turni su turni.

Un giorno bussarono alla porta. Nadia, ancora con le lacrime agli occhi, andò ad aprire.

Sulluscio trovò la sua amica di sempre, Elena, che era arrivata senza preavviso. Nadia si vergognava per il disordine, ma non poteva fare altro che accoglierla.

Elena, conoscendo bene la situazione, non disse nulla. Aprì il frigorifero, prese uova e panna, lavò una padella e si mise a fare una frittata per Nadia.

Intanto Carlotta si addormentò in braccio alla nonna e Nadia la portò piano nella cameretta. Al suo ritorno la frittata era pronta. Nadia guardò Elena con gratitudine lunica persona che sapeva capire e confortare in silenzio.

Mangia, Nadia sussurrò Elena, sedendosi accanto. Sono certa che oggi non hai toccato cibo. Sei dimagrita e hai unaria sfinita. Devi pensare anche a te. Ormai Bianca e Lorenzo sono solo delle sanguisughe, devi prendere una decisione. Hai capito?

Ma come potrei? rispose Nadia con unalzata di spalle. Non hanno un posto dove andare, hanno una bimba piccola. Come posso cacciarli via?

Loro approfittano spudoratamente del tuo buon cuore. Perché Lorenzo dovrebbe cercare lavoro o pagare bollette, quando qui ha tutto gratis? Bisogna mettere un limite. O li metti tu, o lo faccio io disse Elena decisa.

Nadia capiva che lamica aveva ragione. Se non avesse trovato il coraggio di parlare, sarebbe solo peggiorata. Promise che avrebbe parlato con la figlia al loro ritorno. Elena rimase a farle compagnia, aiutandola a riordinare e preparandole una camomilla.

Bianca e Lorenzo tornarono verso le undici. Nadia e Elena erano in salotto.

Buonasera, zia Elena disse Bianca, gettando unocchiata infastidita allamica della madre, che non aveva mai sopportato.

Buonasera replicò Elena, trattenendo a fatica la rabbia Siete tornati presto! Potevate anche fare le ore piccole

Mamma, io e Lorenzo andiamo a letto borbottò Bianca, cercando di ignorare lamica della madre. Ma Nadia la fermò.

Bianca, aspetta. Chiama anche Lorenzo e sedetevi. Voglio parlarvi.

Va bene rispose Bianca sorpresa, e chiamò il marito.

È successo qualcosa, signora Nadia? chiese Lorenzo.

Sì, è successo che dovete cercarvi una casa in affitto. Vi do una settimana per trovarla, poi dovrete andarvene. Siete una giovane famiglia, è ora di vivere per conto vostro.

Mamma, non puoi farci questo! gridò Bianca incredula Dove andremo? Non ho lavoro, come faremo con Carlotta?

Dovrete arrangiarvi rispose Nadia, Avete scelto di creare una famiglia, imparate anche ad assumervi le responsabilità. Non posso proteggervi per sempre. Prima o poi dovete affrontare la realtà.

Sei davvero una madre fredda! Sei una matrigna, altro che madre! inveì Bianca in lacrime.

Bianca, basta, intervenne Elena Non hai il diritto di alzare la voce contro tua madre. Ora andate in stanza e pensate a quello che vi è stato detto. Se continuerai così, interverrò io stessa.

È tutta colpa sua! gridò Lorenzo furioso rivolto ad Elena, Si faccia gli affari suoi! Nessuno lha invitata qui!

Il pianto di Carlotta dalla cameretta interruppe la discussione, costringendo i due genitori a ritirarsi in stanza. Elena strinse la mano a Nadia in segno di sostegno.

Una settimana dopo, Bianca e Lorenzo si trasferirono in un piccolo appartamento. Nadia, per sua figlia, divenne una nemica, una madre egoista. Tutte le cose buone che aveva fatto vennero dimenticate in un attimo. Ma Nadia sapeva di aver fatto la cosa giusta.

Sperava solo che, col tempo, la figlia capisse il perché delle sue scelte e le tornasse accanto.

A volte, anche ai figli bisogna dare una dura lezione di vita, altrimenti non impareranno mai a camminare con le proprie gambe. E solo allora, forse, capiranno che ogni sacrificio di una madre è stato fatto proprio per prepararli a costruire la propria felicità.

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La suocera ha invitato l’ex ragazza di mio marito al suo compleanno: ho dovuto mettere al suo posto questa donna arrogante!