Tutto è cominciato mercoledì sera, quando mio padre ha scritto nel gruppo di famiglia, dicendo che domenica dovevamo vederci tutti senza scuse.
Ha detto che era urgente.
Che si trattava di una cosa importante e che nessuno doveva mancare.
Io ho pensato subito al peggio.
Anche mia sorella e mio fratello erano preoccupati.
Ci siamo sentiti e tutti abbiamo avuto lo stesso pensiero: salute, diagnosi, qualcosa di grave.
Lui non chiedeva mai riunioni di famiglia. Mai.
Perfino mia zia, che vive a Bologna, è venuta a Milano, convinta che si trattasse di un addio o qualcosa di simile.
Siamo arrivati tutti agitatissimi, con la gola stretta e le mani sudate dallansia.
Quando lo abbiamo visto seduto in soggiorno, con unespressione seria, nessuno ha avuto il coraggio di dire una parola.
Mia madre ormai separata da lui, ma comunque presente lo guardava preoccupata.
Ha cominciato con frasi tipo:
Sono tempi difficili
La vita cambia
A volte bisogna prendere decisioni coraggiose
Parlava lentamente, come se stesse per darci una notizia che ci avrebbe devastati.
Mi sentivo un nodo alla gola.
Eravamo tutti preparati a sentire qualcosa di terribile.
Poi lui ha detto:
Ho bisogno di un aiuto economico per un periodo.
Siamo rimasti tutti di sasso.
Poi ha continuato:
Per avviare un progetto con la mia compagna.
Pensavamo si riferisse a una socia di lavoro.
Poi lui lo ha detto chiaramente, senza il minimo imbarazzo:
Con la mia fidanzata.
Una ragazza conosciuta sei mesi fa.
Quasi coetanea di mia sorella.
Mi sono gelato.
Mia sorella, Giulia, ha deglutito rumorosamente.
Mia madre è rimasta impietrita.
Tutti i pensieri sulle malattie e le tragedie sono svaniti.
È rimasta solo la rabbia.
Ha continuato a spiegare che la ragazza aveva dei sogni, lui voleva sostenerla, servivano dei soldi per aprire una piccola trattoria.
E dato che lui è sempre stato presente nella nostra vita, ora si aspettava lo stesso da noi.
Ho sentito montare la rabbia.
Molta.
Perché lui non è mai stato presente davvero, come voleva farci credere.
Non ha mai pagato per intero il mantenimento.
Non è mai venuto a una recita scolastica.
Mai chiesto se avevamo da mangiare.
Ma adesso adesso voleva che fossimo noi a pagargli la faccia davanti alla nuova ragazza.
Mio fratello Marco gli ha risposto che, se vuole tenersi una donna giovane, dovrebbe lavorare di più.
Che non è nostro compito finanziare i suoi capricci.
Si è offeso.
Ha detto che non si tratta di un capriccio, ma di amore.
Giulia a momenti scoppiava a ridere.
Io sono rimasto zitto, perché sapevo che se avessi parlato avrei detto cose di cui mi sarei pentito.
Lui insisteva che gli serviva un prestito di famiglia, ma che non voleva firmare nulla, altrimenti si sarebbe rotto il rapporto di fiducia.
Alla fine nessuno ha accettato.
Lui si è alzato indignato, dicendo che siamo ingrati, che non sappiamo supportare chi ci vuole bene, che così si disfa una famiglia.
Mia madre ha risposto con calma:
Le famiglie si disfano quando qualcuno smette di fare la propria parte.
Lui ha sbattuto la porta ed è uscito.
La sua fidanzata mi ha pure scritto su WhatsApp:
Non sapevo cosa fosse lamore prima di conoscere lui.
Immaginate.
Non ho nemmeno risposto.
Da quel giorno non ci ha più rivolto la parola.
Ha bloccato i miei fratelli.
A me ha mandato un messaggio separato dicendo che si aspettava di più da me.
Non so se ho fatto la cosa giusta oppure no.
Ma una cosa la so:
Se vuole brillare davanti a una ragazza giovane,
che lo faccia con i suoi soldi, non con i nostri euro.







