-Giulia, resta a casa. Devo forse portarti ovunque solo perché siamo sposati? – brontolò Alessandro, pavoneggiandosi davanti allo specchio. Giulia non lo ascoltava affatto: stava preparando tutto per passare un fine settimana nella casa di campagna degli amici. E, come ogni buona padrona di casa italiana, non lasciava nulla al caso. Solo che oggi le cose non filavano come al solito.
Allingresso vide suo marito già pronto, in camicia di lino bianca, e rimase sorpresa.
-Ale, ma come ti sei conciato? Guarda che io, le macchie di sugo della grigliata, non te le lavo, eh, – disse scuotendo la testa. -Prendi i sacchetti con la spesa, sono già pronti. Ora mi cambio e partiamo.
Alessandro osservava con un certo fastidio le borse che Giulia gli stava porgendo.
-E tutta sta roba che sarebbe? – chiedeva perplesso, mentre, a malincuore, prendeva i sacchetti.
-Ma Ale, che ti prende? Stiamo andando dagli amici in campagna! E Lara, sì, sarà pure la mia migliore amica, ma cucina da far spavento. Ho portato io tutto il necessario: patate novelle, insalata, focaccia… Se vuoi mangiarti le sue polpette puoi farlo, ma poi non lamentarti se dobbiamo chiamare il medico, – scherzò Giulia.
Il marito, invece, si rabbuiò ancora di più.
-Giulì, oggi faresti meglio a restare a casa. Prepara qualcosa di leggero, magari fatti anche una corsetta al parco, eh. Che col lavoro sedentario… Si vede già qualche rotolino! Io vado da Valerio giusto per cinque minuti, torno subito.
-Allora parti tu da solo? domandò Giulia, mentre Alessandro sbuffava impaziente.
-Non volevo dirtelo, ma tanto sei sempre presa dal lavoro e parliamo ormai pochissimo Insomma, lui e Lara si sono lasciati! A Valerio serviva un po di novità. Ora ha unaltra donna. Non volevo andare nemmeno io, ma mi ha chiesto di aiutarlo con la grigliata… Del resto, nessuno la cucina come me, – disse compiaciuto.
Alessandro si sfilò i sacchetti da vicino; Giulia restò interdetta. Era da un po che non sentiva Lara, travolta da mille pensieri, fra il lavoro e la vecchia casa che stava pensando di vendere dopo la fuga disastrosa degli inquilini. Mai avrebbe immaginato che il matrimonio perfetto degli amici finisse così in fretta
-Che sorpresa – sospirò Giulia. -Scommetto che ci sarà qualche barbie rifatta e per questo non vuoi portarmi?
-Ma va, – fece Alessandro. -Una ragazza qualunque, credo. Stai a casa e vedrai che riuscirai a sparlare della tipa con Lara unaltra volta.
Ma Giulia, presa tra spirito di solidarietà femminile e pura curiosità, riuscì proprio a convincere il marito a portarla con sé.
*****
A metà viaggio verso la campagna, Alessandro ingoiava il malumore borbottando soltanto contro il traffico eterne tangenziali. Giulia, nel frattempo, messaggiava con lagente immobiliare sulla vendita dellappartamento.
-Allora, te la cavi senza marito, vedo? ironizzò lui, tenendo sottocchio la chat.
-Parli dellappartamento? Per ora niente. Alcuni vogliono subito entrare dopo il compromesso, altri pretendono mobili nuovi e il bagno rifatto, sai comè messa – sospirava Giulia.
-Soldi per il resto non mancano, – tagliò corto Alessandro.
-Guarda, io al mare ci andrei volentieri. Forse riusciamo a farci una vacanza?
-Oh, o il bagno nuovo o il mare, Giulia! E poi io ho da lavorare, che vacanze e vacanze!
Disse quindi che la vicina le aveva chiesto la casa per sua figlia e marito. Alessandro le suggerì di non affittare a nessuno.
-A chi affittiamo, Giulia? Si mangiano tutto e non pagano! Vendiamola, sistemiamo il bagno e del resto me ne occupo io. Tu sei sempre troppo buona. Ci darai via la casa per due soldi! La nostra casa, capito?
-La nostra? ribatté Giulia.
-Certo, la nostra. Una famiglia unica, no? chiuse Alessandro, sereno.
In campagna Valerio li stava già aspettando sul cancello. Abbronzato, sorridente, irriconoscibile nella sua maglietta aderente e jeans strappati: mai avrebbe messo certe cose quando stava con Lara!
-Giulì, che fai lì imbambolata? rise Valerio, andando verso Giulia e abbracciandola calorosamente.
-Ciao Vale! Eh, il traffico in tangenziale I sacchetti con il cibo per il picnic sono nel bagagliaio, – disse Giulia.
-Ma lasciali perdere, hai visto che bella giornata? Sei qui per divertirti, non per stare ai fornelli. La mia ragazza ha già ordinato tutto dal ristorante, vieni con me, – la trascinò Valerio in giardino.
Le borse rimasero a languire dimenticate nellauto.
Nella veranda dove un tempo si sentiva la confusione delle vecchie compagnie, ora si respirava unaria diversa. Il riso squillante di due donne attirò lattenzione di Giulia: la nuova fidanzata di Valerio, una bionda appariscente, stava scherzando in bikini con unamica.
I sospetti erano fondati: Valerio aveva lasciato Lara per una quasi Barbie imbottita di extension e filler. Giulia, che pure non era mai stata una modella, fece un paragone silenzioso con le altre.
Alessandro e Giulia si sedettero discreti in un angolo. Lui iniziò a servire le ragazze, ignorando la moglie, e Giulia se ne accorse subito.
Sul tavolo? Solo qualche pizza e panini di plastica! Chissà cosa penserebbe Lara a vederti così servito!, pensava Giulia tra sé.
-Ecco qui: questa è Giulia, la moglie di Ale, grande lavoratrice insomma, libero professionista. Disoccupata, diciamo – scherzò Valerio, pungendo Giulia. -E queste sono Angiolina, il mio amore, e la sua amica Donatella.
Ma Alessandro non fu nemmeno nominato.
-Angiolina fa la cosmetologa, – dichiarò fiero Valerio.
Non certo come Lara che lavorava al mercato, pensò Giulia.
-Potrei anche farvi uno sconto su qualche trattamento, – propose civettuola Angiolina.
Giulia si sentiva a disagio vicino a loro. Da parte sua, Alessandro si diede da fare con la griglia, lasciando Giulia sola.
-Dai Giuly, conosciamoci, che sei tutta silenziosa oggi! – la incitava Valerio. -Dona fa la parrucchiera, magari può dare una sistemata al taglio di Ale!
-Antonio è un belluomo, non trovi? Dona si è già proposta, – rispose ridente Angiolina.
Poi le ragazze si allontanarono verso la piscina ma invitarono, con sorrisetti falsi, anche Giulia.
-No, grazie, sto bene così, – tagliò corto Giulia. E si rivolse dura a Valerio: -Avresti potuto avvisarmi. Con Lara mi sarei sentita a casa, qui invece queste due sembrano uscite da un programma tv!
-Valerio, nessuna ostilità da parte loro, sei tu diffidente, – sostenne lui.
-Scherzi? Una mi offre lo sconto come se avessi bisogno di un miracolo, laltra ci prova con mio marito! Ma almeno sappi che Ale non spende un euro per i parrucchieri: la nostra vicina lo sistema gratis! – sbottò Giulia, andandosene da Alessandro.
Lo trovò incantato dalle due ragazze, talmente distratto da non rendersi conto che la situazione stava degenerando.
-Ale, portami a casa, – ordinò, visibilmente alterata.
-Ma che problema cè? Tutti insieme passiamo una bella giornata! si difese il marito.
-Bella? Con Lara sì che lo era davvero! Ora, qui, cè solo disagio
-Senti, la tua Giulia ha perso la bussola. Portala a casa! ironizzò Valerio.
Dopo che Alessandro chiuse la griglia e la prese per un braccio, la rimproverò davanti a tutti. -Giulia, ma che figura mi fai fare! Esci, vai al parco, va da tua madre se vuoi, io ti chiamo il taxi.
Giulia diventò rossa per la rabbia. I risatini delle ragazze dalle sdraio le fecero bruciare ancora di più. Il marito non mollava:
-Non posso rilassarmi un attimo che subito borbotti? Giulia, siamo stanchi uno dellaltra. Sei diventata noiosa, sempre a lamentarti!
-E allora vattene con le ragazzine, Ale! Perché non mi hai detto che le conoscevi già?
-Non avevo voglia di dirtelo. Sì, settimana scorsa siamo stati insieme al bar. E allora? – ribatté lui.
-Chiaro. Torna quando vuoi, o anche no, – disse Giulia e gli tirò addosso la marinatura avanzata. La camicia bianca era ormai senza speranza.
Giulia lasciò la villa infuriata e si avviò verso la fermata dellautobus, chiedendosi perché mai il marito tenesse così tanto a escluderla.
Lungo la strada chiamò la sua amica Lara, decisa a raccontarle fino a che punto si era spinto Valerio.
-Che vuoi? le rispose Lara, secca, al telefono.
-Sono io, Lara Giulia, – la voce le si spezzò davanti a tanta freddezza.
-Non mi cercare più tu e tuo marito! Lui – Lara scoppiò a piangere.
Giulia provò a capire cosa fosse successo.
-Tuo marito ha presentato Valerio a quella bionda! Se nè andato via di casa per colpa di Alessandro! E tu non dirmi che non lo sapevi!
E in effetti, Giulia non ne sapeva nulla. Dopo essersi chiarite, le due amiche si confortarono, ma un po di amarezza restò.
Giulia ora capiva che anche Alessandro aveva nuovi interessi, nascosti dietro scuse e silenzi. Non avrebbe più potuto ignorarli.
*****
Arrivò in taxi dalla madre, in un paese alle porte di Roma. I figli, come sempre, stavano trascorrendo le vacanze estive lì.
-Zia, cosa ci fai qui così tardi? Tutto bene? – chiese sorpresa la mamma di Giulia.
-Voglio qualche giorno di pace. Lestate passa e non abbiamo vissuto nulla insieme.
-Si sa che Alessandro lavora tanto, ma tu sei più libera.
-E allora perché dovrei aspettare lui? Non voglio essere sempre io a rinunciare alle mie vacanze.
-Fi gli sposati non partono senza marito, Giulia.
-Con me funziona diversamente: se lui si diverte senza di me, allora posso farlo anchio.
Mentre sorseggiavano il tè, Giulia raccontò tutto quello che era successo alla villa di Valerio.
-Cambia finalmente aria! Io userò i risparmi che avevo pensato per il bagno nuovo: partirò con i ragazzi, mamma.
La madre lappoggiò ma la pregò di andarci piano per il bene dei bambini.
I figli, quando tornarono a casa, la accolsero festosi.
-Mamma, anche tu sei qui?! – chiese il più giovane.
-Sono venuta per portarvi con me.
-Andiamo via? Nooo! protestarono.
-Per prima cosa torniamo a casa, poi si parte per il mare dalla zia Lucia. Ci ha invitati mille volte.
Lesperienza della villa aveva lasciato il segno: Giulia aveva finalmente capito che anche il suo matrimonio stava attraversando una crisi vera, fatta dincomprensioni e vite ormai su binari diversi.
E per la prima volta, Giulia prese in mano il telefono e spedì un messaggio alla vicina: lappartamento era disponibile per la figlia. Il giorno dopo ricevette il bonifico.
Questa volta aveva deciso per se stessa, e non se ne pentiva.
*****
Dopo il piccolo disastro in campagna, Alessandro tornò a dormire dalla madre, meditando con amarezza su come tornare a casa e chiudere un occhio su tutta la vicenda.
-Mannaggia, Giulia! Hai rovinato tutto, – brontolava mentre cercava di togliere le macchie di salsa dalla camicia.
Provò a chiamare la moglie per giorni, inutilmente.
-Vedrai che le passa! si consolava.
Tre giorni dopo, rientrato nel loro appartamento romano, trovò solo silenzio, il frigorifero desolatamente vuoto e armadi spogli. Il telefono della moglie taceva.
-Giulia, cosa succede? – urlò quando finalmente la linea si aprì. Ma a rispondere fu il figlio maggiore, Andrea.
-Ciao papà. La mamma non cè.
-E dove siete voi allora? Dalla nonna?
-No, siamo al mare dalla zia Lucia, mamma è in spiaggia.
-E quando tornate?
-Non so. Mamma ha preso ferie, non ci ha detto quando si rientra. Ciao papà, corro!
-Ciao, – mormorò Alessandro imbronciato.
*****
La settimana al mare passò in un lampo. Giulia e i bambini rientrarono a casa rilassati e felici, trovando Alessandro cupo come non mai.
La rabbia di lui non era solo per la settimana di silenzio, né perché Giulia aveva speso i soldi per le vacanze ma cera dellaltro, che proprio non riusciva a digerire.
Lei, invece, ignorandolo, iniziò a svuotare le valigie.
-Io e te dobbiamo parlare! – sbottò Alessandro dietro di lei.
-Di cosa? rispose piatta Giulia.
La tensione tra loro era ormai palpabile.
-Giulia, quei soldi erano per il bagno nuovo, non per le vacanze!
-Quasi tutti miei, ricordi? Tu solo cinquemila euro! Io decido per la mia casa! – tagliò corto lei.
-Non permetterti di girarti mentre ti parlo! Non sono mica un ragazzino da trattare così! E adesso la casa?
-Lho affittata. Il resto sono affari miei.
Alessandro, paonazzo, tratteneva la rabbia a fatica. Le rincorse mille minacce: La dividiamo a metà, per legge, dopo tutto
-Sì, tranne la mia casa di prima del matrimonio. Quella la venderò dopo il divorzio.
-Il divorzio? Ma sei impazzita? Abbiamo due figli!
-Ricordati dei figli quando pensi a te stesso, Ale. Ora ci penso io a me stessa. E poi anche io, come Valerio, voglio un po di novità!
E così, decise: chiese la separazione.
Nel frattempo, organizzarono la coabitazione forzata. Giulia spedì i bambini dalla nonna, smise di cucinare per il marito e iniziò la sua dieta giusto per fargli contento il suggerimento. Alessandro tentò i primi giorni di resistere, dormendo addirittura sul balcone, ma cedette presto, tornando ancora una volta dalla madre.
Alla madre raccontò di come la moglie fosse sbandata, accusandola ingiustamente di ogni male domestico. Giulia, invece, rideva ogni volta che lo incrociava corrucciato; la situazione era per lei ormai chiara.
Dopo qualche settimana a sopravvivere di pasti precotti e di lamentele, Alessandro lasciò la casa, trascinando i bagagli da mammà.
*****
Due settimane dopo la famosa grigliata, Alessandro telefonò a Donatella, la nuova amica parrucchiera: ormai era quasi un uomo libero e voleva finalmente godersi la spensieratezza.
-Guarda Ale, cè bastata la serata in campagna per capirci. Non prometto niente, – rispose lei con naturalezza.
Lui provò a rilanciare scherzando sul taglio di capelli, ma ormai la partita era chiusa.
-Guarda, sono impegnata, Ale. Se capita, ti faccio un colpo di telefono. Ma la vicina non ti basta? – chiuse il discorso Donatella.
Alla fine, nessuna delle due donne lo richiamò, lasciandolo solo e più in crisi di prima.
*****
In Italia le difficoltà matrimoniali non si risolvono fuggendo, né lasciando indietro tutto ciò che si è costruito. A volte bisogna fermarsi e ascoltarsi davvero; smettere di controllare e riprendere a condividere, con rispetto e sincerità. Chi si dimentica che la famiglia non è fatta di obblighi o orgoglio, ma di presenza, ascolto e scelte condivise, rischia di perdersi per sempre ciò che conta davvero.





