“Mamma, ti presento,” dice Luca spingendo avanti una ragazza, “questa è Beatrice. La mia fidanzata.”
Anna Maria vacilla e si lascia cadere sulla sedia più vicina, fortunatamente proprio dietro di lei. Il suo bambino, il suo Lucchino, accanto a quella fidanzata sembra un ragazzino alla prima comunione davanti a una donna fatta.
“Ciao!” fa Beatrice, le mani infilate nelle tasche dei jeans e la gomma da masticare che scatta tra i denti, come se fosse la padrona del mondo.
“Buongiorno… no, ciao,” borbotta la madre, sconvolta. “Ma come… quando?”
“Mamma, tutto bene!” Luca si toglie le scarpe e fa un cenno a Beatrice di fare lo stesso. “Andremo a vivere da Beatrice, vero, Bea?”
“Già,” annuisce lei, masticando vigorosamente.
“Figlio, posso parlarti un attimo?” Anna Maria si alza e si dirige verso la cucina.
“Parlate pure davanti a me,” Beatrice si siede sul divano, incrocia le gambe e afferra il telecomando, sfogliando i canali. “Io e Luca non abbiamo segreti. Vero, elefantino?”
“Vero, mamma,” annuisce Luca, arrossendo.
“Va bene,” la madre cerca di riprendersi. “Figlio, sei sicuro che questa ragazza sia adatta a te? È più grande di te, almeno di dieci anni.”
“Otto!” precisa Beatrice. “E non ha nessuna importanza. Lei ha qualcosa da ridire? Sono una donna indipendente, con i miei soldi, matura…”
“Appunto! Donna! E mio figlio ha appena vent’anni!” Anna Maria si afferra la testa.
“Be, qualcuno dovrà pur farlo diventare un uomo, visto che finora nessuno cè riuscito,” sbuffa la fidanzata.
Anna Maria resta senza parole, solo la bocca che si apre e si chiude come un pesce fuor dacqua.
“Mamma,” riprende Luca, che finora era rimasto zitto, “sai perché siamo venuti? Ci servono soldi per il matrimonio.”
“E io cosa centro?” sbuffa la madre, sbalordita dallaudacia della futura nuora.
“Come, cosa centri?” si stupisce Beatrice. “Da sempre sono i genitori dello sposo a pagare il matrimonio. Anche i miei la pensano così.”
“Ah, certo!” esclama Anna Maria. “Comodo, eh? Vi siete sistemati bene! Vi sbarazzate della merce invenduta e pure vi fate dare i soldi. Dovreste pagarmi voi per prendervi un ragazzino così giovane. Non vi do un euro!”
La madre taglia corto con un gesto deciso.
“Va bene, va bene,” Beatrice si alza, sorridendo sarcastica, e si avvicina alla futura suocera. “Fai pure la scema. Andiamo, elefantino, arrangiamoci da soli!”
Esce nel corridoio e già sta aprendo la porta di casa. Luca la segue in fretta. Passando accanto alla madre, la guarda ancora con speranzaforse cambierà idea e darà loro i soldi. Ma lei gira la faccia. Però riesce a chiedere:
“Perché elefantino?”
“Perché ha le orecchie grandi!” grida Beatrice dalla porta, spingendo fuori lo sposo.
“Ciao, mamma!” riesce a dire Luca prima che la porta si chiuda di colpo.
“Mio Dio! Che peccati ho commesso in questa vita?” singhiozza Anna Maria, sedendosi al tavolo della cucina e consolandosi con i biscotti. Non si sarebbe mai aspettata che il figlio finisse nelle grinfie di una tale predatrice. Il suo Lucchino, così fragile, così buono e dolce.
“Ha le orecchie normali,” piagnucola troppo tardi verso la porta.
“Che facciamo?” Beatrice si gratta la nuca uscendo di casa e guarda interrogativa lo sposo. “Non abbiamo abbastanza soldi per affittare un ristorante, pagare un presentatore e organizzare un banchetto decente. Nemmeno i miei vogliono spendere.”
“E se festeggiamo alla casa al mare e poi partiamo per un viaggio?” propone Luca speranzoso. Non ha soldi neanche lui. Ha iniziato a lavorare da poco e ha appena finito il periodo di prova.
“Perché non me lhai detto prima che potevamo usare la casa al mare?” lo schiaffeggia amichevolmente sulla spalla. “Vai, chiedi alla mamma le chiavi e il permesso, risparmieremo qualcosa. Ti aspetto qui, non voglio turbare la povera vecchia con il mio aspetto moderno,” ride.
Anna Maria si è appena calmata quando suona di nuovo il campanello.
“Chi diavolo è adesso?” borbotta, andando ad aprire.
Sulla soglia cè il figlio. La madre sbircia nel corridoioforse la fidanzata si è nascosta.
“Mamma, sono solo io,” si agita Luca.
“Ti ha lasciato?!” esclama Anna Maria, speranzosa.
“Mamma, ma che dici?! Ci amiamo.”
“Allora che vuoi?” chiede delusa, tornando in cucina per bere un sorso dacqua. “Troppi dolci fanno venire sete, e poi…” non fa in tempo a finire il pensiero.
“Mamma, ci dai le chiavi della casa al mare? Faremo il matrimonio lì,” chiede con tono supplichevole.
“Ma neanche per sogno!” si indigna. “Mi rovinerete tutto e sporcherete, e poi chi pulisce?”
“Puliremo tutto, non preoccuparti!” si entusiasma Luca, vedendo che può convincerla. “Ci sarà tanta gente, tutti aiuteranno. Dai, non vuoi che sia felice?”
Sa dove insistere. Anna Maria quasi si strozza con lacqua.
“Io voglio che tu sia felice, ma non così!” alza le braccia.
“Con Beatrice sono felice, mamma. È una brava ragazza,” cerca di convincerla.
“Non mi sembra affatto,” sospira la madre. “Va bene, farò come vuoi tu.”
Va nellingresso, fa tintinnare le chiavi e torna in cucina.
“Ecco!” gliele porge. “Ma voglio tutto perfetto come prima.”
“Mamma, sei un angelo!” afferra le chiavi, la bacia e scappa prima che cambi idea.
“Bea, guarda!” agita le chiavi uscendo.
“Bravo, quando vuoi sai farti valere,” lo loda la fidanzata, sputando la gomma e regalandogli un bacio indimenticabile.
Anna Maria viene invitata al matrimonio. Ne è quasi sorpresa.
“Come farò a fare finta di essere felice?” si lamenta con la vicina. “Vorrei affogarla nellinsalata, e invece dovrò sorridere, brindare alla loro felicità.”
“Ma perché ti preoccupi?” fa la vicina. “I giovani oggi cambiano idea in fretta. Oggi si sposano, domani si lasciano. La mia si sposa per la terza volta e pazienza. Limportante è non fare figli.”
“Ma come si fa senza figli?” si stupisce Anna Maria. “A che serve fare famiglia?”
“Ognuno ha i suoi motivi,” alza le spalle la vicina. “Cè chi la fa per i figli, chi per collezionare matrimoni.”
Il matrimonio si tiene in una bella giornata di sole.
“Che fortuna con il tempo!” si rallegrano gli ospiti. Sono una trentina. Arrivano anche i genitori di Beatriceimportanti e gonfi come tacchini. La madre di Beatrice ha paura di uscire. “Ci sono zanzare e insetti che mi entrano nel naso e nelle orecchie!” si lamenta con il marito, che dopo un bicchierino di grappa perde tutta la sua aria importante e flirta con le amiche della sposa.
“Ma cosa ci trova in lui?” piange la madre di Beatrice ad Anna Maria. “Non lo so,” sospira Anna Maria, stringendo la mano della donna, “ma forse la verità è che non lo sappiamo mai, cosa ci trovano. Eppure, eccoci qui, a guardare i nostri figli scegliere persone che non avremmo mai immaginato. Lunica cosa che possiamo fare è sperare che abbiano abbastanza luce dentro da illuminare anche chi gli sta accanto.”
La cerimonia è semplice, troppo rumorosa, ma piena di risate genuine. Allimprovviso, mentre Luca pronuncia il sì con la voce tremante, Beatrice gli prende il volto tra le mani e lo bacia con una tenerezza che Anna Maria non avrebbe mai creduto possibile.
E lì, in mezzo al profumo del mare e alle risate degli ospiti, la madre di Luca sente qualcosa spezzarsi dentro non di dolore, ma di resa. Forse non è felice. Ma forse, solo forse, imparerà a esserlo.




