Allora, ancora non sei rimasta incinta?
No, Amelia, non ancora sospirò Ginevra, alzando gli occhi al cielo mentre cercava di trattenere lirritazione nella voce.
Ma dai! esclamò la suocera, delusa. Non perdete tempo, piccoli. È una cosa urgente. Ti mando subito un video, molto istruttivo.
Sì, grazie borbottò Ginevra senza entusiasmo, prevedendo già unaltra lezione su chissà quale rimedio popolare.
Amelia riattaccò. Il rumore del coltello che batteva sul tagliere si fece più forte. La nuora affettava i cetri, con una furia doppia rispetto al solito. Scaricava la rabbia.
Ultimamente, la madre di Marco non si preoccupava neppure di salutare: apriva ogni conversazione con quella domanda ossessiva sui figli, facendo infuriare Ginevra. Eppure, una volta, le cose erano state diverse…
Un tempo, tra Ginevra e Amelia cera un buon rapporto. La suocera non si intrometteva troppo, telefonava una o due volte alla settimana e veniva a trovarli ancora più raramente. A volte chiedeva un passaggio per fare la spesa o per raggiungere la casa di campagna della nonna, ma in cambio riempiva la loro dispensa di conserve fatte in casa, uva e ciliegie del suo orto.
Poi, un giorno, tutto cambiò. Per colpa di Rosa, la madre di Amelia.
Persino sua figlia la chiamava scherzosamente “la generale in gonnella”. Ex insegnante, severa allinverosimile, teneva tutta la famiglia sotto il suo controllo. Però Ginevra aveva avuto fortuna: quando lei e Marco si erano messi insieme, Rosa ormai non usciva quasi più di casa. La salute non glielo permetteva.
Tuttavia, una volta la nonna fece uneccezione e andò a trovare il nipote. E quel singolo incontro bastò a Ginevra per capire tutto.
Cosè questa brodaglia? Roba da dare alle galline, qui non cè niente da mangiare! sbuffò Rosa, guardando la pentola dove bolliva la minestra. Spostati, ti insegno io come si fa un buon soffritto.
Nella famiglia di Ginevra, la minestra si faceva senza soffritto. Meno calorie, più salute. Ed era una tradizione che anche Ginevra aveva mantenuto. Ma non solo per quello: Marco era un po in sovrappeso, e lei non voleva peggiorare la situazione.
Rosa, non serve, la minestra è buona così rispose Ginevra.
Oggi i giovani non capiscono niente, con tutte queste consegne a domicilio avete dimenticato come si cucina borbottò la nonna, ma alla fine si sedette.
Forse sarebbe finita lì, ma in quel momento la madre di Ginevra chiamò. La ragazza andò in unaltra stanza per parlare in privato, e quando tornò, il soffritto già sfrigolava sulla fiamma. Ginevra sospirò, serrò le labbra e lanciò unocchiata stanca a Rosa.
Ma perché? Noi siamo abituati alla minestra semplice, senza soffritto. È così che la facciamo.
È perché non hai mai assaggiato quella vera. Una volta che la proverai, cambierai idea replicò Rosa, sicura di sé.
Ginevra non insistette. Avrebbe potuto svuotare la pentola nel water per protesta, ma sarebbe stato esagerato. Rosa non veniva spesso, poteva sopportarla per Marco.
Ma la nonna riuscì a intromettersi nella loro vita anche a distanza.
Durante una cena di famiglia, annunciò improvvisamente:
Ho deciso. Lascerò tutto in eredità a chi mi darà il primo pronipote. Voglio vedere il mio sangue continuare prima di andarmene.
Marco, ridendo, raccontò la cosa a Ginevra. Lei sorrise. Che idea, cambiare i loro piani per un capriccio…
E i piani li avevano ben chiari. Prima il lavoro, poi la casa, e solo dopo i figli. Amelia, tra laltro, allinizio li aveva sostenuti, dicendo che non cera fretta.
Adesso erano alla seconda tappa e stavano finendo di pagare il mutuo. Secondo i calcoli di Ginevra, mancava un anno. Per loro era tanto tempo, in cui poteva succedere di tutto. Per la suocera, invece, era diventato “solo un anno”.
Ginevra, tesoro cominciò una volta con voce melliflua perché non vi sbrigate? Tanto volevate avere figli comunque, e così avrete anche leredità.
Ginevra rimase senza parole. Da quando le dicevano quando doveva rimanere incinta? Neppure sua madre si permetteva tanto.
Amelia, lo sai che dobbiamo ancora sistemare il mutuo.
Ma vi manca solo un anno! Se rimani incinta adesso, quando nascerà il bambino sarà tutto sistemato.
La gente nel 2019 pensava lo stesso, e poi chissà comè andata… No, prima vogliamo essere sicuri della casa.
Ma se qualcosa va storto con il mutuo, avrete lappartamento della nonna! E la casa al mare. E il suo cofanetto di gioielli. Cè tanto oro lì dentro! Un tesoro.
Amelia, non ci faremo convincere. Se le cose si incastreranno, bene. Altrimenti… pazienza.
Fate voi. Io vi voglio bene. Marco ha due cugine, sapete? Se aspettate troppo, vi sorpasseranno…
Da allora, quelle conversazioni diventarono la norma. Ginevra stava perdendo la pazienza. Cercava di spiegare con calma che non era pronta, di chiedere di non insistere, ma niente serviva.
Non farci caso le disse una volta Marco. È solo mamma. Annuisci e fai finta di niente, così si calma.
Sì, annuire era più facile. Tanto loro facevano come volevano. Ma Amelia interpretò la mancanza di resistenza come un consenso e si intromise ancora di più. Iniziò a mandare video di “esperti”, a mostrare foto dei nipotini delle amiche, a portare candele profumate “per latmosfera”…
Per il compleanno di Ginevra, la suocera le regalò un passeggino. Tanto, diceva, prima o poi vi servirà. Era un modello costoso, di qualità, ma a Ginevra non piaceva affatto essere trascinata in un gioco in cui il suo corpo e i suoi piani erano la posta in palio.
A ogni incontro, Amelia commentava:
Vedi, Claudia è quasi divorziata, e Francesca non riesce a rimanere incinta. Quindi avete ancora tutte le possibilità!
Pareva di ascoltare il commento di una gara sportiva. Un giocatore arretrava, un altro avanzava. E in quei momenti, Ginevra si sentiva come un cavallo in una corsa folle e senza senso.
Sopportava, stringendo i denti. Per la pace familiare. Stava per esplodere e suggerire ad Amelia di partorire lei, se ci teneva tanto, ma poi arrivò la notizia che la salvò.
Francesca è incinta annunciò Amelia con tono spento.
Ginevra trattenne a stento un “grazie a Dio”.
Beh, non è detto che sia una garanzia, quindi voi fatevi avanti… per sicurezza aggiunse la suocera.
La “sicurezza” non servì. Fortunatamente, Francesca partorì senza problemi, e Ginevra tirò un sospiro di sollievo. Sembrava finita, ma…
La mia famiglia è numerosa ora disse Rosa soddisfatta, guardando tutti riuniti. Chi mi accudirà fino alla fine, avrà leredità.
Le facce si fecero lunghe. Francesca sgranò gli occhi, suo marito si strozzò con un pezzo di torta. Amelia, invece, si raddrizzò sulla sedia, piena di speranza.
Ma avevi detto che avresti lasciato tutto a noi mormorò Francesca.
Quando lho detto? ribatté Rosa, alzando le sopracciglia. Pensate che basti fare un figlio per avere diritto a tutto? E chi si preoccupa di me? Sono vecchia, mi fanno male le gambe, non posso neanche andare al mercato…
Ginevra non trattenne un sorriso. Ecco a cosa serviva un regno in cambio di un nipote…
Dopo quella sera, iniziò un nuovo pellegrinaggio. Zii, zie, la suocera, persino Francesca col bambino: tutti iniziarono a fare visita alla nonna. Cercavano di compiacerla, di aiutarla, di dimostrare affetto.
Ginevra e Marco non si unirono alla gara. Continuarono a vivere la loro vita, nel loro appartamento, tra lavoro e serate insieme. E quella, per loro, era la vera vittoria. Perché si può passare la vita a correre dietro a una carota che non si raggiungerà mai, oppure si può costruire il proprio destino senza guardare gli altri.




