“Non sposerei mai un uomo così!” esclamò improvvisamente una bambina alla sposa fuori dallosteria.
La voce chiara e infantile risuonò nel silenzio, sorprendentemente decisa per una così piccola.
Maddalena trasalì e si voltò di scatto. Davanti a lei cera una bambinacirca sei anni, con una lunga treccia bionda, un giubbotto logoro e occhi che brillavano di una strana saggezza oltre la sua età.
La sposa, avvolta in un abito bianco come la neve che frusciava ad ogni passo, si bloccò allingresso della trattoria. Dentro, lattendevano gli ospiti, la musica, una torta a tre piani e lo sposoAlessandro. Ma le parole della bambina squarciarono il silenzio come un tuono.
“Scusa cosa hai detto?” chiese Maddalena, cercando di sorridere, mentre qualcosa dentro di lei vibrava come un campanello dallarme.
La bambina scrollò le spalle.
“È cattivo. Lho visto ieri. Ha spinto la mamma.”
Maddalena aggrottò le sopracciglia. Il cuore le batteva forte. Si abbassò per guardarla negli occhi.
“Come si chiama?”
“Alessandro. È venuto a casa nostra ieri. Ha urlato. La mamma ha pianto dopo.” La bimba si asciugò il naso con la manica. “Pensavo fosse solo un conoscente, poi ho visto che era il tuo sposo”
Maddalena entrò nella trattoria come attraversando una fitta nebbia. Tutto intornolampadari, sorrisi, flash delle macchine fotografichele sembrava lontano, irreale.
Alessandro le si avvicinò con un sorriso smagliante.
“Tutto bene, amore?”
“Dimmi” la sua voce tremò. “Eri con una donna e una bambina ieri?”
Alessandro si irrigidì. Per un attimo nei suoi occhi balenò qualcosapaura? colpa?poi aggrottò la fronte.
“Che sciocchezze! Ma certo che no! È uno scherzo? Hai perso la testa proprio oggi?”
“La bambina aveva una treccia. Ha detto che hai spinto sua madre. Che sei passato ieri.”
“I bambini si inventano di tutto!” sbottò. “Non ci avrai creduto, vero?”
Maddalena lo fissò e, per la prima volta, videnon uno sposo, ma uno sconosciuto. Forte, sicuro di sé, in un costoso completo con il gelo negli occhi.
“Torno subito,” sussurrò, si tolse il velo e si diresse verso luscita.
La bambina era ancora lì.
“Mi fai vedere dove abiti?”
Lei annuì in silenzio.
Era solo a pochi isolati di distanza. La bimba corse avanti; Maddalena la seguì, sollevando lorlo dellabito. Salirono tre piani di scale male illuminate. La porta era socchiusa. Allinterno, una donna con un livido sulla guancia alzò lo sguardo, spaventata.
«È lui, vero?» chiese Maddalena.
La donna annuì, senza fiato.
Maddalena chiuse la porta alle spalle, poi tirò fuori il telefono. Le mani non le tremavano più.
«Chiamerò la polizia. E resterò qui con voi finché non arrivano.»
La bambina le prese una mano. Stavolta, sorrise.




