Ivanovna: Storia di una Donna Forte nel Cuore dell’Italia

Cinque anni fa, Caterina e suo marito si trasferirono con la loro bambina in un condominio di periferia. Quelle case, da noi, le chiamano “casette popolari”: metri quadri ridotti, stanze anguste, bagni minuscoli.

Il trasloco era stato preceduto dallennesimo malinteso con la suocera. Durante un consiglio di famiglia, i “giovani” avevano deciso di affittare un monolocale: non potevano permettersi di meglio, ma Caterina era felice di avere, anche se solo per un po, un angolo tutto loro. Dopo tre anni e mezzo sotto lo stesso tetto con i suoceri, aveva bevuto fino in fondo il calice della pazienza. Per salvare il suo matrimonio, era chiaro: dovevano vivere per conto proprio. Purtroppo, Giorgio non vedeva il problema: lappartamento dei suoi genitori era a dieci minuti dal lavoro, e così poteva mettere da parte qualcosa per comprare una casa.

Che Tatiana Sergeevna la detestasse, Caterina lo sapeva. O meglio, lo aveva capito sulla sua pelle. Quanto aveva cercato di piacere ai nuovi parenti! Regali, pulizie, lavoretti domestici, portare a spasso il canetutto inutile.

A Caterina sembrava che la suocera la odiasse. E come poteva essere diverso? Il suo unico figlio si era sposato con una ragazza di provincia, venuta in città per studiare alluniversità, un paesino dove nemmeno passava il tram! E se avesse voluto rubargli lappartamento?

Al primo incontro, Tatiana Sergeevna aveva squadrato la futura nuora da sopra gli occhiali e le aveva lanciato la frase che a Caterina sarebbe rimasta impressa per anni:
“Giorgino, figlio mio, vuoi farmi morire prima del tempo? Lei non è degna di te! Capisci? Ripensaci!”

Ma Giorgio era perdutamente innamorato e non aveva intenzione di arrendersi. Caterina era la più bella del corso, sapeva ascoltare, e i suoi interessi non erano limitati a vestiti e gioielli. Proprio questo lo aveva conquistato.

Poco dopo le nozze, nacque la loro bambina, Beatrice. Il primo anno fu difficile: coliche, dentini, notti insonni.
“Non sei nemmeno capace di partorire un bambino sanorimproverava la suoceranon sai prenderti cura di mia nipote! Perché piange sempre? Te lavevo detto, non dovevi sposare questa qui, e invece non mi hai ascoltato! Ecco il risultato! Ingrat

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