La mia migliore amica non mi ha dato nemmeno un centesimo per il mio matrimonio, e ora mi invita al suo: ecco cosa è successo tra me, Anna, e lei, Sara

La mia amica non mi ha dato neanche un centesimo per il mio matrimonio, e ora vuole che vada al suo.

Giulia e Matteo hanno celebrato il loro matrimonio circa un anno fa. Le rispettive famiglie hanno organizzato un ricevimento così sontuoso che sembrava quasi la festa patronale di paese. Essendo entrambi figli unici, le mamme avevano grandi sogni: abito bianco, carrozza degna di una favola, bomboniere che avrebbero fatto invidia alla Regina Margherita.

Lidea degli sposi era tuttaltra: radunare gli amici in giardino e grigliare degli spiedini, magari con una birra artigianale. Ma le mamme non ci volevano nemmeno pensare; cera il mito della grande cerimonia da mantenere e la cugina di secondo grado veniva apposta da Bari!

Compreso che si doveva esagerare per forza, Giulia e Matteo si sono messi all’opera con dedizione: manicure, trucco, abito da sposa rigorosamente di seta (guai chi proponeva il poliestere!), smoking su misura, e una sfilza di altri dettagli che manco alle Olimpiadi si trova tanta preparazione. I genitori si sono offerti di coprire tutte le spese, tranne quelle dellabito nuziale e del completo di Matteo. Scelsero il miglior ristorante della città, il bouquet venne affidato al fiorista preferito della mamma di Giulia, e la torta fu promossa dalle mani esperte della migliore amica della madre di Matteo, una vera maga della pasticceria.

La lista degli invitati fu studiata con precisione chirurgica: Dobbiamo invitare zio Cesare, anche se vive sui monti e non lo vediamo da dieci anni; magari ci porta una bella busta! Cerano dibattiti animati in salotto su chi meritasse il posto a tavola e chi no, col criterio principale che chi aveva il portafoglio pieno era benvenuto. Dopo una riunione degna delle Nazioni Unite, gli zii sperduti vennero depennati e la lista finale con grande sollievo degli sposi era quasi tutta composta dagli amici.

Il giorno delle nozze a Firenze il tempo era perfetto, benché il meteo dicesse pioggia. Giulia era uno splendore, abito in seta con pizzo leggerissimo; Matteo la guardava come se avesse vinto alla lotteria. Gioia ovunque, il fotografo instancabile scattava centinaia di foto (forse per giustificare il suo cachet in euro), mentre gli invitati non vedevano lora di mettere mano ai cannoli del buffet.

Dopo il servizio fotografico, la coppia salì sulla carrozza bianca e fece il suo ingresso trionfale al ristorante. Fiumi di spumante, una valanga di auguri e, ovviamente, le tanto attese buste con soldi. Gli sposi avevano chiarito: Regali? Solo contanti, grazie! Ma alcuni ospiti detà veneranda non resistettero, regalando con entusiasmo una coperta, lenzuola e persino piatti da cucina, perché non si sa mai.

La torta a tre piani sembrava uscita da un programma della TV: pizzi di zucchero ovunque, fiori cremosi e perle commestibili. Dopo ore di balli scatenati, gli invitati esausti si dispersero tra le vie del centro, mentre i neo-sposini potevano finalmente rilassarsi nella loro suite prenotata.

Il giorno dopo, mentre sorseggiavano il caffè da mamma, la madre di Giulia lanciò la bomba: Giulia, guarda che una delle buste era vuota! E, indaga che ti indaga, scoprono che la busta apparteneva alla migliore amica di Giulia, Valentina, la quale aveva insistito qualche giorno prima: Dai, ormai sotto i mille euro non si va, tranquilla che ti aiuto! E invece… niente, manco una moneta da un centesimo di euro.

Un anno dopo, Valentina si fidanza e invita Giulia e Matteo al suo matrimonio. Non solo, insiste affinché regalino i soldi, perché spera di coprire le spese del ricevimento con le buste. Giulia e Matteo si guardano incerti: dare una busta vuota, vendicarsi? Matteo suggerisce di farle sentire in imbarazzo con una cifra impossibile. La madre di Giulia, più saggia, consiglia di donare il minimo sindacale; in fondo Giulia non aveva mai detto nulla del regalo furbetto dellamica, quindi niente vendetta, solo ironia.

Il matrimonio di Valentina si avvicina, e Giulia continua a dibattere tra un euro, una banconota vera o un bel fazzoletto piegato nella busta. Ah, le amicizie italiane e i drammi delle buste: un classico più del Tiramisu!

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