Stregato dall’Amore: La doppia vita di Igor fra passione proibita, segreti professionali, e misteriosi legami spezzati dalla magia di una fattucchiera italiana

Incantato

Un giorno, a Matteo capitò una storia damore avvolta dalla magia. Prima di allora la sua vita scorreva serena: moglie, figli, lavoro, i soliti weekend in famiglia tra i colli della Toscana, tutto allineato con ciò che si immagina per un uomo adulto e rispettabile. Ma una parte di questa ordinata esistenza prese una piega assurda quando si impiegò in una società fiorentina in ascesa, accettando una posizione dirigenziale di medio livello. Fu lì, tra gli uffici dalle pareti color ocra e le macchine per il caffè rumorose, che incontrò, non per fortuna ma quasi per sventura, una donna misteriosa di nome Fiorella.

Nessuno dei due era libero. Matteo, fino a quel momento, non aveva mai guardato nessunaltra allinfuori di sua moglie. La sua lealtà era fatta di fatti, non di parole. Nessuna ombra di pensiero traditore aveva mai attraversato il suo cervello. Eppure, lintimità nella sua vita matrimoniale era già complicata e tortuosa.

Poi, senza spiegazione razionale, in un pomeriggio di pioggia, accadde: la ragione svanì come nebbia a mezzogiorno e Fiorella fu la prima a varcare quel confine invisibile. La loro prima vicinanza fu intensa, improvvisa, folgorante: lampi che si accendevano nella memoria onirica di Matteo, come fuochi dartificio nel cielo di Ferragosto. Una passione travolgente e inspiegabile lo avvolse, quasi una febbre antica. Non era amore a prima vista, ma un assalto impetuoso del desiderio.

Per tre anni si videro di nascosto. Con lattenzione di ladri gentili, si incontravano una volta a settimana: alberghi anonimi sulla via Aurelia, appartamenti presi in affitto da amici di amici, qualche volta perfino in macchina sotto gli alberi di cipresso. Si muovevano come agenti segreti veterani, riuscendo sempre a non farsi scoprire. Matteo, però, notava certe ombre negli occhi di sua moglie, ma riusciva sempre a schivare domande troppo precise.

Condurre una doppia vita era come muoversi tra i vicoli bui di Venezia senza mappa: brillante e ingestibile, un labirinto di piacere e sensi di colpa. Nessuno dei due aveva intenzione di distruggere la propria famiglia, così si illudevano che tutto sarebbe rimasto sospeso allinfinito. Fu invece Fiorella, allimprovviso, a porre fine a tutto.

Per Matteo fu una scossa come un temporale estivo che si abbatte sulle colline toscane: paralizzato, svuotato, le parole di quellultima conversazione gli rimbombavano in testa come una cantilena sconosciuta. Giurò che il capitolo segreto era finito, che non avrebbe provato a riaprirlo, ma mantenere la parola era come cercare di stringere il vento tra le mani.

Nonostante ogni sforzo, non riusciva a dimenticare. Dolore e gelosia lo consumavano, lo spingevano a gesti irrazionali, a notti insonni in cui avrebbe voluto ululare come un lupo sotto la luna piena a Castel del Monte. Ogni volta che vedeva Fiorella, il cuore gli ballava nel petto come quello di un ragazzo.

Questa sofferenza si prolungò per anni. Non riusciva a spegnere la passione, soprattutto perché lavoravano ancora nello stesso ufficio e si incrociavano ogni giorno, in una routine ipnotica e irreale. In poco tempo Matteo cominciò a perdere peso, divenne quasi uno spettro: i vestiti gli ballavano addosso come a un manichino di vetrina in saldo.

Girò per medici fiorentini e milanesi, fece analisi su analisi, ma la medicina moderna non trovava nulla di anormale. Fu la moglie, alla fine, a proporgli di andare fino ad un paesino in provincia di Siena da una donna conosciuta come la Maga, che un tempo laveva aiutata a guarire da un male misterioso.

Matteo non credeva più di tanto nelle superstizioni, ma si lasciò convincere. Si diedero appuntamento, e nel giorno stabilito partirono. Attesero in una sala tappezzata di icone antiche e, al proprio turno, entrarono. La Maga era tuttaltro che vecchia: appena varcata la soglia rimandò la moglie in macchina, ordinò a Matteo di sdraiarsi su un divano ricoperto da un plaid di lana a quadri, chiudere gli occhi e non riaprirli qualsiasi cosa sentisse. Lui, al buio, non vide nulla, solo sentì sussurri e movimenti misteriosi. Poi la Maga parlò:

Su di te è stato fatto un incantesimo damore.

Descrisse nei dettagli Fiorella, la donna della sua ossessione. Matteo scattò su:

Non è possibile!

La Maga lo interruppe:

E allora chi è Fiorella? Dai, raccontami tutto.

Travolto dalla confusione, Matteo si aprì completamente. La Maga spiegò:

È stata lei a legarti. Ti voleva accanto, poi ha smesso dinteressarsi e per te è rimasta solo sofferenza. Un maleficio damore. Posso aiutarti, però dovrai lasciare quel lavoro e mai più cercarla.

Matteo la prese in parola: il lunedì mise la lettera di dimissioni sulla scrivania del direttore, cancellò il numero di Fiorella e ogni ricordo di lei. Allinizio sentì furia, odio cieco bollente che si mescolava a una brace di nostalgia senza fine Poi la tempesta svanì. Tornò dalla Maga più volte, fino a quando lei gli disse che poteva bastare.

Al termine del suo percorso, la Maga lo raccomandò:

I legami sono sciolti, ma se mai dovesse capitarti di nuovo, se saprai chi ti ha incatenato, puoi recidere tu stesso i fili. Prendi una candela benedetta, accendila, chiudi gli occhi, immagina i fili che partono dal tuo petto e scioglili uno a uno col calore della fiamma. Dì che non avete più nulla a che vedere, che perdoni, e che da ora sei libero. Se vuoi, recita una preghiera. Non sarà facile al primo tentativo, ma sarà più leggero. Continua ogni giorno finché sentirai che non resta più alcun filo a trattenerti.

Dimenticare Fiorella fu un processo tortuoso: Matteo continuava a cercare la sua auto tra i parcheggi delle stazioni, a sperare di incrociarla almeno unultima volta. Ma resistette. Lanno passò in un lento dissolversi del desiderio. Tornò a stare bene, ricominciò a prendere peso, il suo volto perse le ombre. Non lha mai davvero dimenticata: a volte la rivede nei sogni, o la intravede per strada senza avvicinarsi. Ma langoscia bruciante per lei non cè più, il dolore si è dissolto come la nebbia sopra gli ulivi. Finalmente, la notte, Matteo ora dorme sereno.

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