«Tornò dal lavoro e trovò uno sconosciuto nella sua casa»
João era rientrato da un periodo di lavoro in Francia e, già notte fonda, arrivò nella sua città natale, Coimbra. Come di consueto, la prima tappa fu la casa della madre. Dona Isabel lo accolse con un abbraccio energico:
Da quanto tempo non ti vedevo, figlio mio! Mi mancavi tanto! Allora, sei riuscito a mettere da parte qualche soldo?
Come sempre rispose lui con un sorriso forzato. Mentre tornavo a casa ho pensato: perché affittare un appartamento quando passo la maggior parte dellanno fuori? Meglio comprare il mio, anche se a rate.
Hai ragione concordò la madre. Hai già ventisette anni, è il momento di pensare a una famiglia. E poi arriveranno i figli. Senza casa di proprietà non si va lontano.
Due mesi più tardi João acquistò un monolocale (T1) in un edificio nuovo, lo arredò a suo gusto e, per precauzione, lasciò le chiavi a sua madre prima di partire di nuovo per lavorare allestero.
Appena superò il confine, Dona Isabel consegnò le chiavi a sua figlia, Carla. Carla era qualche anno più grande di João, non aveva mai avuto un impiego stabile, viveva indebitata e sognava un principe azzurro.
Starà lì per qualche tempo, risparmierà e si rimetterà in piedi pensò la madre. Che male può fare?
Si sbagliò. In quattro mesi Carla non solo non si raddrizzò, ma accumulò ancora più debiti. Quando fu il momento di andarsene, cambiò la serratura, impedendo a chiunque, compreso João, di entrare.
Quando João tornò e provò ad aprire la porta, la chiave non servì. Restò sbalordito.
Ma che diavolo? mormorò, correndo verso la casa di sua madre.
Lei, titubante, ammise di aver lasciato Carla a stare lì, senza sapere del cambio della serratura. João scoppiò:
Una cosa è lasciarla senza dirmelo. Unaltra è cambiare la serratura! E ora non vuole andarsene?
Le ho proposto di venire qui si difese la madre. Ma ha rifiutato
Il giorno dopo João chiamò la polizia. Forzarono lingresso. Non sporse denuncia contro la sorella, ma il confronto fu duro.
Avresti potuto restare a casa di mamma disse Carla, fredda. Comunque dovrai partire di nuovo. Ho bisogno della mia vita.
Non è per questo che ho comprato lappartamento interruppe João. Porta i tuoi fidanzati in una casa in affitto. Trova un lavoro e paga i tuoi debiti.
Risolverò i miei problemi senza di te! Sposati prima, poi inizia a dare consigli!
Carla se ne andò con le sue cose. Il rapporto tra i due si spezzò. João non ne risentì, poiché da tempo intuiva che cercava solo un modo per attingere ai soldi di famiglia.
Qualche mese dopo Dona Isabel possedeva un terreno con un orto. João, in vacanza, andò ad aiutarla e, incredibilmente, incontrò Carla nel giardino.
Ciao, fratellino gli disse con un sorriso sarcastico. La coscienza ti ha spinto a venire a scavare patate?
Meglio chiedere: cosa fai qui? Hai di nuovo bisogno di soldi?
Mamma mi ha comprato un appartamento rispose senza esitazione. Grazie ai miei sforzi.
Come? Che appartamento?
Un T2 in un edificio nuovo, arredato, a rate. Il nome è stato messo a suo nome da mamma.
João si impallidì. Ricordò le fatiche nei cantieri in Francia, i risparmi per lanticipo e Carla che riceveva tutto con la mano?
Non disse nulla. Aiutò nellorto e se ne andò, ma il cuore gli si stringeva.
Una settimana dopo Carla gli scrisse. La porta del balcone era rotta; chiedeva a João di sistemarla. Lui accettò, curioso di vedere il suo palazzo. Lappartamento era ordinario, non migliore del suo.
Il chiavistello si è rotto constata. Serve comprare un nuovo pezzo.
Compralo tu. E chiedi i soldi a mamma replicò, indifferente.
Stai scherzando? Mamma ti ha comprato casa, lha arredata, e non riesci neanche a risolvere questo?
Sei solo invidiosa. Mamma mi vuole più di te. Vai via!
João se ne andò in silenzio. Lo stesso giorno bloccò il suo numero. Non voleva più telefonate né incontri.
Che vivano come vogliono decise. So dove sto. E non lascerò più le chiavi a nessuno.
A volte la famiglia ci insegna che lamore non si misura con ciò che si riceve, ma con lonestà con cui si vive. E che, a volte, è necessario allontanarsi per preservare la propria tranquillità.






