– Maya, quanti anni hai? – chiese piano il padre. – Ho l’impressione che tu non sia al primo anno di università, ma in prima elementare. Non importa quanto sia grande l’amore, bisogna pur vivere da qualche parte e mangiare ogni giorno?

Maya, quanti anni hai? chiese piano il padre. Mi sembra che tu non sia al primo anno di università, ma in prima elementare. Lamore va bene, ma bisogna pur vivere da qualche parte e mangiare ogni giorno, no? Dove correte? Dovete proprio sposarvi domani, non riuscite ad aspettare? Nessuno è contro il tuo Oleg, può venire, ci conosciamo, parliamo, incontriamo i suoi genitori Ho ragione?

Dario, arrivi presto? chiese Carla, chiamando il marito al lavoro.

Presto. Ho quasi finito, rispose lui.

Dai, non fare tardi! Cè una conversazione da fare, aggiunse la moglie allimprovviso.

È successo qualcosa? si preoccupò Dario.

Beh, come dirtelo ancora no, ma dobbiamo parlare, Carla era chiaramente agitata, ma per fortuna niente di grave era successo.

Un quarto dora dopo, il capofamiglia entrava in casa.

Che succede qui? chiese con cautela alla moglie.

Cambiati, lavati le mani, non cè bisogno di salvare luniverso intero subito, lo baciò e lo spinse gentilmente verso il bagno.

Poco dopo, lui aveva finito le sue faccende, si era cambiato ed era tornato in salotto.

Andiamo, la moglie lo guidò verso la camera della figlia. Maya era seduta sul suo letto, con gli occhi rossi di pianto.

Allora, che è successo? Dario cercava di mantenere la calma.

Chiedilo a tua figlia, sbuffò Carla. Dai, racconta a tuo padre coshai in mente!

Maya fece il broncio, girandosi verso la finestra, chiaramente non volendo parlare dei suoi problemi.

Ecco, ragazze, Dario batté il pugno sul tavolo con decisione. O mi raccontate con calma, senza isterismi, qual è il problema, o ve lo gestite da sole mentre io vado a riposarmi dopo il lavoro!

Qui si vuole sposare, annunciò la moglie con sarcasmo. Oggi stesso, senza rimandare!

Cioè? Dario era leggermente sorpreso. Proprio così, di punto in bianco? Con chi, se posso sapere?

Visto che Maya restava ostinatamente in silenzio, toccò di nuovo alla madre Carla spiegare:

Oleg Bernardini, ricordi? È venuto spesso ultimamente.

Ah, capisco Allora, figliola? Maya continuava a tacere.

Ecco, cara mia. Basta con questi giochi. Devo forse ballare davanti a te per farmi dire qualcosa? il tono del padre si fece serio.

Io e Oleg ci amiamo! esplose improvvisamente la figlia. Lui è il migliore, e ci sposeremo!

Finalmente un po di chiarezza, sospirò il capofamiglia. Studia con te?

Sì, nello stesso corso.

Primo anno, Dario sospirò, rassegnato. Ragazzini

Non siamo ragazzini! sbottò la figlia. Abbiamo già diciotto anni, siamo maggiorenni!

Va bene. Se siete maggiorenni, allora siete adulti, giusto? Parliamo da adulti.

Non voglio parlare! Adesso inizierà: Siete ancora giovani, dovete aspettare, sistemarvi, verificare i sentimenti e altre noiosaggini. Voi adulti, saggi, perfetti, non capite una cosa semplice: ci amiamo, abbiamo dei sentimenti! E voi volete rovinare tutto!

Figlia mia, non voglio rovinare niente, sospirò stanco il padre. Voglio solo capire. Quindi, tu e Oleg vi amate, giusto? Maya annuì con aria sfacciata. Meno male. E volete sposarvi? Tutti e due, o solo tu?

Papà, non cercare di offendere Oleg. Anche lui vuole che ci sposiamo.

Bravi. Dunque, la volontà cè. Ma dove vivrete? Con quali soldi? Avete pensato a queste cose?

Non importa! Se ci amiamo, il resto non conta! esclamò la figlia con passione.

Maya, quanti anni hai? chiese piano il padre. Mi sembra che tu non sia al primo anno di università, ma in prima elementare. Lamore va bene, ma bisogna pur vivere da qualche parte e mangiare ogni giorno, no? Dove correte? Dovete proprio sposarvi domani, non riuscite ad aspettare? Nessuno è contro il tuo Oleg, può venire, ci conosciamo, parliamo, incontriamo i suoi genitori Ho ragione? si rivolse alla moglie.

Hai perfettamente ragione, caro. Ma cè un piccolo dettaglio Hanno fretta per un motivo.

Che, Oleg deve fare il militare?

No, non il militare, e non Oleg. Maya, perché non dici niente, devo fare tutto io?

Non sto zitta, borbottò la figlia arrabbiata. Io e Oleg avremo un bambino.

Ah, bofonchiò Dario stupito. E che intendete fare?

Sposarci! Far nascere il bambino! E non provate a convincermi del del contrario! Il nostro bambino nascerà!

Calmati! Nessuno vuole convincerti di niente, dobbiamo solo capire. I genitori di Oleg lo sanno?

Lui oggi Abbiamo deciso che ognuno avrebbe parlato con i propri genitori

E allora? Lui non ti ha ancora chiamato per dirti comè andata?

N-no

Bene, quando chiama, fammelo sapere. Intanto, lasciatemi cenare, perché con tutte queste passioni rischiamo che rimanga a digiuno.

Lui e la moglie andarono in cucina, dove Carla riscaldò velocemente la cena e mise un piatto davanti al marito.

E adesso che facciamo? chiese piano.

Non lo so, onestamente. Aspettiamo di sentire cosa dicono i suoi genitori, magari troveremo insieme una soluzione

Appena finita la cena, arrivò la brutta notizia da Oleg: i suoi genitori erano totalmente contrari, cera stata una discussione accesa che era finita in litigio. Brutta faccenda

Un altro quarto dora dopo, Maya entrò in salotto con il telefono in mano e disse piano, coprendo il microfono:

La madre di Oleg. Vuole parlare con uno di voi

Carla incrociò le braccia:

Tesoro, parla tu, per favore, io non ce la faccio

Dario lanciò unocchiata di rimprovero alla moglie, ma prese il telefono, attivando il vivavoce e portando un dito alle labbra.

Pronto, ciao, sono il padre di Maya, Dario Serafini.

Laura. La madre di Oleg. Nostro figlio oggi ci ha detto che sta insieme a tua figlia. E, a giudicare dalla sua situazione, sono già passati oltre. E hanno dei piani grandiosi. Lo sapevi?

Sì, ne abbiamo parlato con Maya.

Benissimo. Allora ti prego di capire che siamo totalmente contrari a questi piani grandiosi, pronunciò la parola con sarcasmo, piani! Nostro figlio deve studiare, specializzarsi, fare carriera. Sposarsi al primo anno, figuriamoci avere un bambino, non rientra nei nostri piani.

Neanche nei nostri rientrava lidea di un matrimonio frettoloso, sappi. Ma Maya aspetta un bambino, tra laltro di tuo figlio. E che ne facciamo?

Scusa, ma questo è un problema vostro, Dario. Primo, non sono neanche sicura che sia figlio di Oleg. Secondo, anche se lo fosse, questo trucchetto del ci sposiamo subito perché sono incinta con noi non funziona. Credo che tua figlia, come tutte le ragazze, voglia maritarsi, soprattutto visto che Oleg non viene da una famiglia qualunque, ma benestante, con casa e posizione, quindi capisco la mossa femminile, ma come madre farò di tutto perché lasciate stare mio figlio. Non sono solo io a pensarla così, anche mio marito. Abbiamo parlato con Oleg, e lui è daccordo con noi, e vi chiede di dire a Maya di non cercarlo più. Che faccia quello che vuole, partorisca o non ci riguarda. Buona serata, arrivederci.

Un breve segnale di linea occupata. Dario guardò le due donne con occhio severo e disse cupo:

Avete sentito? Insomma, faremo nascere il bambinonon è colpa sua se suo padre è un vigliacco. Niente di grave. Prenderai un anno sabbatico, poi tornerai, non sarai la prima né lultima. Vi aiuteremo economicamente e con il bambino. Ma con quelli ci penseremo dopo. Che gente! Io non centro e la casa non è mia. Basta, calmatevi, piangete pure se vi va, ma non troppo. Ce la faremo!

Chiamò la moglie e le sussurrò:

Porta Maya con te stasera, così non combina guai. Parlale, calmala. Io dormirò nella sua stanza.

Unora dopo, suonò il campanello.

Chi diavolo è a questora? borbottò Dario, andando ad aprire.

Poco dopo rientrò in salotto accompagnato da un giovane.

Oleg! Maya corse dal ragazzo. Sei venuto per me?

Sì, per te. Dario, Carla, sono venuto a prendere Maya.

Dove, se posso sapere?

Non lo so ancora. Probabilmente affitteremo un appartamento. Siamo maggiorenni, quindi vi chiedo di non intralciarci! Vieni con me? chiese a Maya.

Certo! Ovunque!

Un momento, il padre alzò una mano. Un paio di domande per la stampa. Tua madre ha detto che tutta la famiglia è contro la vostra decisione, incluso te.

Non esattamente, Dario. È una decisione di mia madre. Mio padre è daccordo a priori, usò la parola in modo naturale, senza ostentazione, e io ho solo finto di farmi convincere. Poi ho preso il portafoglio con passaporto e carta di credito, e sono qui.

Ah, interessante! Dario era piacevolmente sorpreso. Ora vuoi portare via Maya, affittare casa, ma con quali soldi, scusa?

Ho messo da parte qualcosa, lavoravo la sera, ho un blog con abbonati, un mio canale. Basterà per qualche mese, affitto e cibo, poi guadagnerò altro.

Mmm, niente male Che ne dici, moglie, lasciamo andare la figlia? Questo giovane sembra meno sprovveduto di quanto pensassimo.

Non so, scrollò le spalle Carla. Dove, a questora

Giusto, di notte non si manda via nessuno. Ora decidiamo. Dunque, vi sposate?

Sì! risposero allunisono.

E il bambino lo farete?

Stessa risposta.

Allora vi sosteniamo, ma con condizioni. Primo: tu cerchi in tutti i modi di riconciliarti con i tuoi genitori, e Maya ti sostiene. Oleg stasera resta qui, niente corse notturne. Ti sistemiamo in salotto, per ora sei solo un amico di nostra figlia. Scrivi ai tuoi che dormi da un amico. Poi preparali alla dura verità, ma senza litigi! Non mollate gli studi! Soprattutto tu, indicò Oleg, Maya andrà in maternità, poi recupererà. Vi aiuteremo come possiamo, con soldi e babysitting, ma non lavoreremo al posto vostro. Per il matrimonio, suggerisco qualcosa di sobriorisparmiare fa bene. Poi festeggeremo alla grande. Accettate?

Sì, rispose Oleg senza esitare.

Io volevo un matrimonio vero, con velo, limousine, invitati, disse Maya delusa.

Non è il momento! obiettò il fidanzato. Ci sposiamo in municipio, e tra un anno o due faremo la festa.

Va bene, come vuoi

Ecco, ragazzi, piani chiari, obiettivi fissati. Prepariamoci a dormire, domani si alza presto.

Carla raggiunse il marito in cucina mentre beveva un bicchier dacqua.

Dimmi, come hai fatto a cambiare idea così allimprovviso?

Allimprovviso? Dopo quella telefonata con la madre di lui, tremavo ancora. E poi arriva questo che credevo un mammone. Invece è un vero uomo, non si è tirato indietro, non ha abbandonato chi ama. Con uno così, si può anche dare la figlia in sposa!

Hai sempre ragione, amore! Lo baciò e andò a sistemare tutti per la notte.

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– Maya, quanti anni hai? – chiese piano il padre. – Ho l’impressione che tu non sia al primo anno di università, ma in prima elementare. Non importa quanto sia grande l’amore, bisogna pur vivere da qualche parte e mangiare ogni giorno?
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