Ma senti che roba Davvero, certe persone non hanno proprio un briciolo di coscienza, eh! Ti racconto questa storia che mi ha fatto ribollire il sangue.
Ma come si fa, Lucia Benedetti? Cosa le manca, tutto il giorno a casa senza niente da fare? Io capisco che la coscienza uno può anche non averla, ma un po danima dovrebbe pure esserci!
Giulia cercava di parlare con calma, ma il sorriso beffardo di Lucia la esasperava. Così, per non mollare uno schiaffo e dire cose di cui poi si sarebbe pentita, stringeva i pugni forte. Apri e chiudi Apri e chiudi Intorno a lei scorrazzavano gatti e gattini innocenti, rimasti senza casa dal giorno alla notte solo perché una vecchietta acida aveva deciso così.
Cè proprio una categoria di persone a cui non gliene va mai bene una, non gli dimostri mai niente. Ecco, con una di queste stava parlando Giulia. Ma lo sforzo era inutile, il discorso non portava da nessuna parte.
La Benedetti aveva vinto: quei poveri animali, che avevano già perso la fiducia nelluomo e poi lavevano quasi ritrovata, ora di nuovo fuori, al gelo
*
A dire la verità, Giulia non aveva mai avuto casa propria a Bologna. Finiti gli studi in università, aveva vissuto in dormitorio, poi aveva iniziato a cercare una stanza tutta per sé. E guarda tra affitti alle stelle e case malconce, era una faticaccia. Però dopo qualche settimana di ricerche (nel frattempo stava da una compagna di corso) finalmente aveva trovato una soluzione che le andava bene.
La casa era al quinto piano senza ascensore, ma a Giulia non pesava. Un po di moto fa sempre bene sorrideva, mentre saliva le scale dietro la padrona di casa, la signora Maria Ferri.
Ci vivi sola o col ragazzo? le chiese la Ferri quando erano pronte a firmare il contratto.
Sola, il fidanzato non ce lho.
Bene, ma se cambia qualcosa mi avvisi. Tutto chiaro: la Ferri si dimostrò una donna mite, gentile, per cui Giulia tirò un bel sospiro di sollievo.
Aveva sentito storie di locatrici impiccione, che ti entrano in casa senza permesso a farti le pulci persino alle lenzuola. Maria Ferri no, non era di quel tipo: stabilirono che la padrona sarebbe passata una volta al mese per laffitto e basta, salvo emergenze.
Ma i vicini come sono? chiese Giulia.
Tranquilla rise Maria qui lavorano tutti tutto il giorno, tranne Lucia Benedetti, che è in pensione. È una tipa particolare, ma se non la stuzzichi, sta nelle sue.
Il giorno dopo Giulia incontrò la famosa Benedetti sotto casa e a prima vista la trovò persino simpatica.
Buongiorno! la salutò Lucia prima ancora che potesse aprir bocca. Prendi in affitto qui, vero?
Sì, sto al quinto piano rispose Giulia allegra. Adesso siamo vicine di casa.
Speriamo di andar daccordo.
Ma certo che sì! E Giulia ne era proprio convinta
Ma dopo solo qualche giorno si accorse che lidillio durava poco.
Di mattina, correndo a lavoro, becca Lucia armata di scopa che rincorre dei poveri micetti per il cortile. Ma non per prenderli, no: per cacciarli via dalla sua aia.
Via di qua, pulciosi! E che non vi venga in mente di tornare!
Giulia stava facendo tardi, ma non riuscì a fare finta di niente.
Lucia, ma sta scherzando? Sono piccoli. Perché li spaventa così?
Lucia si ferma in mezzo alla strada e lancia a Giulia uno sguardo che avrebbe fulminato chiunque.
E a te che te ne viene? Sei qui da un giorno e già vuoi comandare? Non sei neanche la proprietaria!
Giulia resta senza parole. Avevano ragione: la prima impressione inganna sempre, pensa.
Prima di tutto sono una persona. E non ho il cuore di guardare degli animali innocenti trattati male così. Cosa le hanno mai fatto quei gatti?
I gattini si nascondono sotto una macchina. Tremano, chissà se devono scappare ancora o si salvano.
Giulia si avvicina, fa scudo. E i micini, chissà come, capiscono subito che può fidarsi di lei. Uno prova ad uscire, laltro lo blocca.
Questi bestiacce non ci devono stare sbotta Lucia. Sono sporchi, portano le malattie, puzzano! Io di schifezze qui non ne voglio!
Non puzzano affatto, pensa Giulia. I gatti sono più puliti di tanti umani, anche quelli di strada.
Guardi che poteva dare una mano invece di scacciarli, magari trovare per loro una sistemazione.
Se sei tanto tenera, pensaci tu! Io non tollero animali, e basta!
Ma non è solo il suo cortile. Anche altri vivono qui e magari la pensano diversamente.
Il tuo parere qui non lo vuole nessuno. Solo tu mi fai le prediche! Gli altri stanno zitti, significa che sono daccordo con me.
Lucia si gira e se ne va. Per ora, i gatti sono salvi. Ma Giulia sa che appena andrà via lei Beh, Lucia riprenderà a far loro la guerra.
Giulia si inginocchia vicino ai gattini, quelli non scappano. Li guarda con gli occhi che parlano.
Non ha altra scelta: li prende, uno per volta, li stringe al petto e li porta su.
Cosa pensi di combinare? sibila Lucia quando la vede salire. La Ferri lo sa che porti animali in casa senza permesso? Glielo dico subito.
Faccia pure Ma ora questi mici stanno con me.
*
Prima di andare al lavoro, Giulia chiama la sua capa e la Ferri, per dire chiaramente cosa è successo.
È successo qualcosa? chiede la Ferri.
Niente di grave. Solo cera questa situazione coi gattini, non sono riuscita a lasciarli fuori
Guarda, a me gli animali non disturbano, ne ho due pure io a casa. Stai tranquilla, i mici possono restare tutto il tempo che serve, basta però che poi non diventi un rifugio! ride la Ferri.
Giulia tira un sospiro di sollievo e promette di tenere tutto pulito.
Però, Giulia, ti avviso: la Benedetti è nota Non ha mai amato animali né persone, sempre sola, e si vendica di chi le si mette contro. Fai attenzione.
Promesso. Non sono qui per litigare, solo non potevo lasciarli a lei
*
Giulia sperava di non dover più discutere con Lucia, ma le cose non furono così semplici. Lucia odiava proprio gli animali: ogni volta che vedeva un micio armeggiava con la scopa urlando, e Giulia era sempre a intervenire. Strano, però: nessun altro dei condomini aveva coraggio di dire qualcosa. Chi per non inimicarsi la vecchia stronza scusa il termine chi per indifferenza.
Quando Giulia non ce la fece più a vedere quei poveri animali così, decise di costruire una casetta nei pressi di alcuni vecchi garage abbandonati accanto al palazzo.
Almeno così, pensava, i gatti avrebbero avuto un posto sicuro tutto loro. Da sola non era facile. Non era certo la figlia di un imprenditore, quindi andò a chiedere un aiuto ai vicini. Gira di porta in porta, spiega lidea, ma tutti fanno spallucce o prendono tempo.
Così, alla fine si arrangia: con i risparmi compra un po di legname, compensato e viti al Brico, e pure un trapano. Si mette lì col fai-da-te, anche se viene un po storto, pazienza Meglio di niente per quei gatti! E così, uno dopo laltro, nascono i cat-houses, con un po di cuori appesi. Certo, ci voleva pure il tetto. Ma i soldi, tra laffitto, la spesa e il cibo per 13 gatti, sono pochi.
Ci prova lo stesso, chiedendo ai rifugi per animali, ma nulla: sono pieni ovunque.
Il tempo passa, il freddo arriva, ma nonostante la fatica, Giulia non si arrende. Poi, sorpresa: alcuni dei condomini, commossi dalla sua dedizione, decidono di aiutarla. Quattro uomini, due donne. I ragazzi costruiscono un mega-condominio per gatti, le signore portano coperte, cibo e anche un po di croccantini.
Così, piano piano si crea un piccolo gruppo, e prendersi cura dei gatti non è più unimpresa solitaria. Gli altri? Restano indifferenti, ma ora sorridono di più quando passano e vedono il gattile provvisorio tutto colorato, sono contenti, anche se non lo ammetteranno mai.
Lunica a brontolare resta sempre Lucia.
Ma che avete combinato qui? si mette ad urlare vicino ai garage E con quale diritto?
Ma su, Lucia Qui sono solo ruderi, nessuno se li fila. Perché non è contenta che i gatti ora stiano qui invece che scorrazzare per il cortile?
Contentissima, davvero! Avete creato un focolaio dimmondizia! E poi è tutto abusivo! Vedrete che vi denuncio!
Insomma, Lucia mantiene la promessa e riempie Comune, vigili e amministratore di lamentele. Un giorno sì e uno no, qualcuno si fa vedere al Gattile di via Garibaldi Giulia si trova costretta a spiegare ogni volta che la casetta è per aiutare dei poveri randagi, che vengono alimentati e sterilizzati. Che non cè motivo di preoccuparsi, insomma.
E Lucia a filmare tutto: anche dove i gatti fanno la pipì! Poi manda i video ovunque, gonfia dorgoglio.
Davvero assurda, la Benedetti mormora Giulia. Avrebbe bisogno di parlare con qualcuno bravo
Poi, un giorno dinverno, succede il disastro. Giulia va a dare il cibo ai mici, ma trova un trattore dei tecnici comunali che sta buttando giù il cat-condominio!
Ma siete matti?! Lì dentro ci sono degli animali!
Signora mio, qui cè unordinanza del Comune: tutto da demolire, zona pubblica, non si può
E i gatti dove vanno ora? Giulia quasi piange. Possibile che distruggere sia sempre più semplice che aiutare?
Prima vivevano fuori e vivranno anche ora.
Giulia non risponde nemmeno più, solo urla con rabbia.
Dopo lo scempio, conta i gatti, li trova tutti. Nessuno si è fatto male. Però, ora? I seminterrati sono chiusi a chiave, nei portoni non li vogliono, fuori è pieno inverno
Dopo averli sfamati, torna al palazzo e trova Lucia, che la ferma.
Te lavevo detto che la storia non sarebbe finita così! Bisogna fare tutto a regola, e niente gatti qui!
Ma che razza di persona è lei, Lucia?! Davvero, non cha altro da fare in pensione? Va bene la coscienza non lha, ma unanima? Ci pensi almeno? Ma la smetta!
Giulia cerca di calmarsi, ma davanti al ghigno di Lucia fatica. Stringe i pugni Apri e chiudi
Poi si ferma, e le dice: Non le viene mai il dubbio che magari, un giorno, potrebbe essere lei al posto di quei gatti?
Lucia non risponde, la fissa torva e se ne va.
Giulia si avvia verso casa, triste e delusa. Monta su sul suo piano e pensa: In quella donna non cè niente di umano
Quella notte, Giulia riempie i social di messaggi per cercare casa ai mici rimasti. Tante belle parole, solidarietà ma nessuno disposto a prenderli davvero.
*
Il 31 dicembre, con tutti pronti a festeggiare il Capodanno, Giulia resta ai garage, tra i suoi mici, sospirando. Che festa vuoi fare, in queste condizioni? Da bambina avrebbe scritto a Babbo Natale, ora che è adulta non ci crede più.
Eppure il miracolo succede, proprio alla vigilia. La signora che laveva aiutata porta a casa una micia. Altri due uomini, che avevano dato una mano col legno, ne adottano due. Arriva pure una coppia di anziani, prendono una micia tricolore Porta fortuna, dicono. Un gesto scritto dal cuore, e Giulia si commuove per la bontà che trova nelle persone proprio quando pensava di non credere più nei miracoli.
Alla fine, tutti i tredici gatti trovano casa, uno dopo laltro. I vicini si passano parola e forse capiscono che, se non lo fanno loro, a quei mici non li salva nessuno.
E il miracolo si compie! Giulia torna su, ora sì che ha voglia di festeggiare. Prepara qualcosa in fretta, stappa lo spumante, fa un brindisi a tutti quelli che hanno salvato i suoi mici e dato speranza e calore.
Allora, buon anno ragazzi! ride, con le bestiole in braccio.
Miao! rispondono loro, e Giulia si fa una bella risata di cuore, mentre intorno, in tutte le case, la gente fa festa.
Solo la Benedetti resta sola, davanti al televisore, cupa in volto, senza sorridere. Nessuno che la abbracci, nessuno che le dica auguri. E secondo me, il racconto finirebbe qui
Ma cè ancora qualcosa.
Dopo Capodanno, la vita per Lucia diventa nera. Prima cade malamente e resta mesi allospedale. Poi scopre che i piccioni, gli stessi che scacciava dal cortile, le sporcano solo i suoi davanzali. Allinizio dellestate le arriva pure una multa di qualche centinaio di euro perché aveva fatto l’orto sotto le finestre condominiali pomodori, basilico, zucchine e persino le patate. Il Comune la obbliga a spianare tutto, perché larea verde è pubblica, mica privata. Per queste cose ci sono le case in campagna, signora!
Ecco, si doveva consultare coi condomini, certo. Ma era troppo sicura che nessuno le avrebbe detto nulla E invece paga per la sua arroganza.
Dopo poco, due topolini si intrufolano in casa sua. Saranno entrati da una fessura o da chissà dove La notte scorrazzano in cucina, Lucia non trova pace. Nessuna trappola funziona, nessun veleno le dà tregua.
E Lucia si chiede: Ma cosa ho fatto per meritare tutto questo?
Forse, se in casa avesse avuto un gatto, la storia sarebbe diversa. Ma gli animali lei non li vuole E così, resta sola con i suoi guai.
Ecco, ti ho detto tutto. Ma dimmi tu se questa qui non se lè proprio cercataE proprio mentre Giulia si affaccia alla finestra e guarda la città svegliarsi, una minuscola ombra nera scivola tra i bidoni del cortile: è lultimo dei suoi mici, quello che nessuno aveva notato, il più piccolo e diffidente. E, manco a farlo apposta, si infila proprio nellandrone di Lucia, sgattaiola su per le scale e puff sparisce sotto la sua porta, che chissà come è rimasta socchiusa.
Lucia, sentendo rumore, si alza stizzita e si trova davanti due occhi enormi e spaventati. Sta per urlare, sta già tirando fuori il solito fuori di qui!, ma quel batuffolo spaurito si accuccia in un angolo, tremando come una foglia. Lucia si ferma, la voce che le esce è appena un sussurro: Non scappare.
E in quel silenzio in cui nessuno fuori ascolta, nemmeno i piccioni nel cortile, qualcosa si spezza o forse si aggiusta. Lucia guarda il micetto e lui la fissa, dubbioso ma deciso a non muoversi. Lei appoggia il mestolo e, un po goffa, versa un po di latte tiepido in una scodella. Il piccolo ci si avvicina, piano, e comincia a leccare. Che strano, pensa Lucia, non lho mai fatto. Ma non deve spiegarsi niente, ormai.
Fuori, la città si riempie di voci nuove. Giulia rientra dai vicini e sente qualcuno, nel pianerottolo, ridere piano. È la prima volta che sente una risata dalla porta della Benedetti. Non sa cosa sia successo, ma al pensiero le torna caldo il cuore.
Forse, in fondo, non sono i gatti a bussare alle porte delle persone. Forse sono le persone che, a volte, senza saperlo, hanno più bisogno di essere salvate di tutti gli animali randagi messi insieme.
E così, mentre il sole si leva su Bologna e il ghiaccio dellinverno, lentamente, si scioglie, anche il gelo dentro il cuore più duro trova finalmente una crepa. E lì, dove entra la luce, rinasce una timida speranza.
Perché a volte davvero basta solo un piccolo miracolo col musetto sporco per cambiare tutto, anche la vita di una vecchia strega burbera come Lucia Benedetti.






