Guarda, ti devo raccontare quello che mi è successo con mia suocera per il mio compleanno cioè, preparati a ridere ma anche a innervosirti, eh! Allora, tutto doveva essere una grande festa, un momento di festa vera: avevo appena avuto una promozione, finalmente io e Paolo avevamo chiuso il mutuo della casa, insomma, mi sentivo in cima al mondo e mi aspettavo solo brindisi sinceri e abbracci caldi. E invece suona il campanello, e chi entra? La seconda mamma, la mia amatissima suocera, Silvana Reggiani.
Lei è una di quelle donne che ti fanno un complimento e poi ti lasciano lì con la faccia da chi si sta per sciogliere in imbarazzo. Tipo: Oh che bel vestito! Sei coraggiosa con quei fianchi, oppure Come sei dimagritastarai mica trascurando la famiglia per il lavoro?. Insomma, la parente che la gentilezza la usa per tirarti una stoccata. Ma stavolta si è proprio superata!
Quando arriva il momento regali, la tavola era piena di vassoi, tutti erano sorridenti sai quel momento in cui ti senti coccolata? Ecco. Silvana si alza, si schiarisce la voce e parte con un discorso lunghissimo, una cosa da Oscar: discute su come il tempo passa veloce, che la bellezza delle donne è come un fiore da curare, che alluomo serve una moglie sempre curata e piena di energie. E io, che ascoltavo già con la pelle doca, capivo che stava per far la magia.
Mi porge un pacco. Io tolgo la carta e dentro trovo due scatole. La prima sono una bilancia pesa_persona. La seconda: cofanetto di creme antietà viso con scritto a caratteri cubitali 45+. Rigenerazione profonda per le pelli mature. Nemmeno a dirlo, come se fosse la sentenza del giudice!
Ragazza, ti giuro, cala un silenzio che potevi tagliarlo con un coltello. Paolo diventato paonazzo, pareva sparire dietro la tovaglia. Gli invitati si guardavano tra loro, le forchette per aria. Silvana invece sfoggiava il suo sorriso migliore: Vedi cara, la prevenzione è tutto! E poi, le bilance mi avevi detto che dopo Natale i jeans ti andavano stretti!
Ho fatto un sorriso di circostanza Grazie, troppo gentile e ho nascosto tutto sotto il tavolo. Però dentro di me si è spezzato qualcosa. Quella sera per me era già rovinata: sforzavo la faccia allegra, ma avevo solo voglia di scappare dal nervoso e dalla rabbia.
Non ho fatto scene, non sono tipo che fa drammi a tavola. Non ho buttato via la bilancia anzi, confesso che a un certo punto avrei voluto farla volare dalla finestra. Le creme le ho lasciate in bagno bene in vista, ovviamente senza mai toccarle. Ogni volta che veniva, Silvana dava unocchiata ai suoi regalini e chiedeva: Li usi?
Io, fredda: Li tengo per occasioni speciali. Ma intanto aspettavo con ansia il suo compleanno. Perché stavolta erano cinquantacinque tappa seria, regalo serio, occasione perfetta per farle capire che non tutti accettano le attenzioni a occhi chiusi.
Non volevo essere banale: fare il regalo a specchio, tipo il misurapressione o creme per le macchie delletà, sembrava troppo diretto. Dovevo colpirla meglio, più sottile più elegante e pungente.
E allora ho capito subito dove puntare: il vero tallone dAchille di Silvana non sono né letà, né il fisico, né la salute. È la lingua, quella voglia di giudicare, commentare, mettere becco su tutto, dai miei tendaggi a come taglio le carote per il minestrone.
Quindi vado in libreria e trovo una chicca: una bellissima edizione regalo del libro LArte di Restare in Silenzio. Come tenere a freno la lingua e tenersi stretti i propri cari. Sotto, sottotitolo perfetto: Manuale pratico per chi non sa resistere a dare consigli inutili.
Completo il tutto con una bella lente dingrandimento antica, con il manico evocativo una chiccheria.
Arriva il suo compleanno: ristorante elegante, tanti invitati tra parenti e amici, Silvana assolutamente protagonista, adorante delle attenzioni. Tocca a noi, io e Paolo. Lui, diplomaticissimo, consegna un buono per la spa con due parole gentili il regalo di coppia, quello giusto.
Poi sorrido e tiro fuori il mio pacchetto: Silvana, questo è da parte mia, così per lanima e la crescita personale.
Lei tutta curiosa apre la scatola e trova per prima la lente. Che splendore ma a cosa serve? Vedo ancora perfettamente! Io, con il sorriso tranquillo: È per aiutarti a vedere meglio i pregi degli altri, non solo i difetti.
Risata generale, anche se qualcuno non coglie subito la frecciatina. Silvana tira dritto e prende il libro. Legge il titolo a labbra strette Come tenere a freno la lingua, e mi guarda smarrita.
È un libro?, sussurra, con la voce che quasi trema. Proprio così, Silvana, dico io tranquilla e chiara. Dopo il tuo elegante suggerimento di prendermi cura dellaspetto, ho pensato che per i cinquantacinque sia giusto coltivare anche lequilibrio interiore sono certa che, come la tua crema a me, questa lettura ti sarà utilissima.
Le guance di Silvana si colorano. Ma la scena non la fa: se no, il libro sarebbe istantaneamente la prova. Imbarazzatissima, appoggia il regalo come fosse un riccio. Grazie originale davvero.
Sai il bello? Da quel giorno è cambiato tutto. Niente scenate, nessuna lite, ma le regole del gioco sono mutate. Silvana ha capito che ora la partita si gioca in due, e ad ogni stoccatina mia, la risposta cè e fa male pure.
Per alcune settimane parlava solo con Paolo, con me solo Buongiorno, buonasera, fredda e asciutta. Ma poi miracolo i consigli indesiderati sono diminuiti. Non commenta più il mio peso, niente battutine sulle porzioni. Ogni volta che fa il gesto di spararne una, io la guardo dritta: Silvana, a che capitolo sei arrivata, quello sulla discrezione?
Lei si ferma subito, giuro. Ora la bilancia prende polvere in alto sullarmadio, la crema lo ammetto, lho usata sui talloni, un toccasana, davvero, quindi grazie ma solo per quello. E un giorno, passando a casa sua, ho visto il libro sul comodino. Col segnalibro in mezzo.
Eh niente, vuol dire che funziona davvero.







