6 giugno
Stamattina sono arrivato alla stazione di Firenze, venendo dal mio piccolo paese in provincia. Avevo con me due borse così pesanti che sembravano zavorre; di solito non vado spesso a trovare la mia famiglia, ma questa volta avevo speso gli ultimi euro per comprare dei regali, con la speranza di portare un po’ di felicità a casa. Non sono mai arrivato a mani vuote, ma devo dire che oggi ho davvero esagerato: ogni borsa pareva pesare almeno dieci chili.
Nonostante tutta quella fatica durante il viaggio, non ho mai avuto esitazioni a partire, soprattutto perché mio figlio mi aveva promesso che sarebbe venuto a prendermi. Lidea di vederlo mi dava la spinta giusta. Però, quando sono arrivato davanti alla stazione Santa Maria Novella, lui non cera. Ho posato le borse e, con un certo disagio, ho composto il suo numero.
Ho aspettato a lungo prima che qualcuno rispondesse; dopo forse dieci squilli, finalmente ho sentito la voce di mio figlio, confusa e assonnata.
Oh, papà, mi dispiace tantissimo. Mi ero completamente dimenticato che oggi dovevi venire. Sai, abbiamo deciso allultimo di andare dai genitori di mia moglie in Emilia e resteremo via almeno una settimana. Insomma, sei venuto per niente. Ti prego, torna indietro. Davvero, non ci aspettavamo questa situazione, eravamo di fretta e non ti ho avvertito.
Mi sono morso le labbra, gli occhi mi si sono riempiti di lacrime, ma sono rimasto in silenzio, rispondendo soltanto: Va bene.
Non avendo la forza di riportare indietro le due borse, le ho donate a un paio di senzatetto che stavano seduti sotto la pensilina, le spalle rotte dal peso e lamarezza nel cuore. Non ho voluto lamentarmi con mio figlio, che nemmeno immaginava quanto il suo gesto mi avesse ferito. Ho sempre messo il cuore in tutto quello che facevo per lui, eppure ora, che sono ormai anziano, non si prende nemmeno limpegno di venirmi incontro.
Un mese dopo, mi ha telefonato la nuora, Martina, chiedendomi se potevo badare ai nipotini nel weekend perché dovevano andare al matrimonio di una sua amica. Questa volta ho detto di no. Ero stanco di essere ricordato solo quando servivo a qualcosa.
Ho imparato che lamore di un genitore non dovrebbe essere dato per scontato, e che anche chi ha sempre dato tutto, a un certo punto, deve proteggere il proprio cuore.





