FESTA DI FAMIGLIA
Mamma ha detto che anche questanno festeggeremo il Capodanno da noi, gli occhi di Matteo brillavano di gioia, con tutta la famiglia! Non è fantastico?!
Che incubo! non riuscì a trattenersi Claudia.
Non capisco, Matteo la guardò stupito. Non sei contenta?
E perché dovrei esserlo? Gli occhi di Claudia si riempirono di lacrime, e sembrava che da un momento allaltro si sarebbe messa a piangere. Dovrei gioire perché ancora una volta non avrò una vera festa? Perché tutto il Capodanno lo passerò prima dietro ai fornelli, poi correndo come una matta per soddisfare tutti?
Claudia, ma è una festa di famiglia, Matteo davvero non capiva cosa infastidisse sua moglie, non è forse bello avere una famiglia numerosa? Le feste servono proprio a questo: a farci stare insieme e divertirci.
Davvero? Quindi i tuoi genitori, tuo fratello con la moglie, tua sorella col marito, i loro figli: il piccolo e quello ancora più piccolo, devono venire tutti qui proprio da noi?
Perché no? Lanno scorso è piaciuto a tutti. Se lo stanno ancora ricordando dopo mesi.
Certo. E qualcuno si è ricordato che io, a quella festa, non ho vissuto nulla? Anzi, cero! Come cuoca, lavapiatti, cameriera, donna delle pulizie! Ho passato metà mese a fare la spesa, poi tre giorni a cucinare, poi a servire tutti! Loro ovviamente si sono divertiti! Io invece non sono riuscita a riprendermi per una settimana. Tu ti rendi conto di cosa significhi preparare la tavola per tredici persone? Non è una barzelletta!
Tredici? Hai contato anche i bambini?
E i bambini non mangiano? Non bisogna cucinare anche per loro? O pensi che tuo fratello e tua sorella portino qualcosa per loro?
Ci mancherebbe! si indignò Matteo, allora che senso avrebbe venire a casa daltri?
Ecco appunto! Tutti i tuoi parenti vogliono festeggiare, riposarsi, chiacchierare. Lo capisco. Ma io? Anchio vorrei accogliere il nuovo anno in serenità! Perché non pensi a me?
Come no? Ci penso eccome. Mi era sembrato anche tu fossi felice…
Ti è sembrato. Mi sono impegnata molto per nascondere a tutti la fatica. A dire il vero, neppure il brindisi di mezzanotte sono riuscita a fare con gli altri: ero in cucina.
Non esagerare, Claudia. Lo dici solo perché non vuoi che la mia famiglia venga di nuovo qui a festeggiare.
Non esagero affatto. E sì: non voglio una folla in casa unaltra volta.
E cosa vorresti allora?
Vorrei un Capodanno tutto nostro: tu, io, nostro figlio. La nostra famiglia, capisci?
Ma i miei sono famiglia! E lo saranno sempre. Non potrei mai escludere i miei genitori, mio fratello e mia sorella. È una tradizione!
Tradizione sciocca! Claudia ora era sul serio furiosa. Allora invitiamo anche i miei genitori! E mia sorella col marito e i miei nipoti! Anche noi una volta lo festeggiavamo sempre insieme, o credi che a casa nostra non ci fossero tradizioni?
Non ho mai visto nulla di simile con la tua famiglia, ribatté Matteo altrettanto acceso. Si sentono solo al telefono. Sembra abbiate rapporti da estranei, altroché
Continua pure! lo incalzò Claudia con lo sguardo. Comè la nostra famiglia?
Siete quasi degli sconosciuti, riuscì infine a dire Matteo, visto che, per quanto ne so, anche tua sorella festeggia solo coi suoi.
Non è sola, ma con la sua famiglia! replicò Claudia, cerca di capirlo: con la sua!
Ma i genitori non sono famiglia?
Ma davvero non lo capisci o fai finta? Quando eravamo bambini, sì, stavamo tutti insieme. Poi siamo cresciuti, ci siamo sposate: ora abbiamo ognuno la propria famiglia. I miei genitori li vediamo a Natale, te lo sei dimenticato? E perché non possiamo vedere anche i tuoi, magari il primo gennaio? Perché dovrei affannarmi giorno e notte per mantenere viva una vostra tradizione? Se la volete, sbattetevi anche voi! Non mi pare che in cinque anni di matrimonio tua sorella abbia mai organizzato il Capodanno per tutti a casa propria!
Aveva i bambini piccoli! tentò Matteo di difenderla.
E nostro figlio invece è ormai adulto, vero? Ha solo due anni! Lanno scorso ne aveva uno! E ciò non ha fermato i tuoi parenti: sono venuti in massa, senza neppure offrire una mano! Si sono divertiti, eccome! Insomma, Matteo: io sono contraria! Nessuno si aspetti che io serva di nuovo tutti! Se volete la festa di famiglia, preparatela da soli!
Dici sul serio? Matteo si rabbuiò.
Assolutamente. Decisione definitiva e non discutibile.
Quindi la mia opinione non conta nulla!
Su questa questione proprio no. Tu non aiuti nei preparativi, non partecipi. A cosa servirebbe il tuo parere?
Va bene. Lo dirò a tutti che sei contraria, la fissò sperando che ci ripensasse.
Fallo pure, rispose Claudia senza esitazione.
Spero tu capisca le conseguenze.
Ossia?
Si offenderanno. Sul serio.
Sono problemi loro.
Diventeranno problemi nostri, Claudia. Non conviene litigare in famiglia.
Se basta questo per farli litigare, che sia.
Io però non voglio!
Allora non farlo. Festeggia pure insieme a loro. In fondo avete la vostra tradizione, disse Claudia ironica, non sia mai che papà e mamma sgridino il figlioletto adulto.
Con loro? Matteo cercava di non dare mostra della propria amarezza, Allora tu sei pronta a festeggiare da sola?
Certamente, il viso di Claudia restò impassibile.
E addirittura ti fa piacere?!
Pensa quello che vuoi. Tanto non mi ascolti.
Non è che tu ascolti me.
Matteo, basta ora. Anche io so giocare con le parole. Te lo ripeto, se non hai capito: nessun ospite per Capodanno, chiaro? Dillo alla tua famiglia. Anzi, se non riesci a rinunciare, vai pure da loro. Io non mi opporrò. E non preoccuparti per me: mi godrò la mia festa.
Come vuoi, sbuffò Matteo e uscì dalla stanza
Il seguito era prevedibile.
Quando la madre di Matteo seppe dalla bocca del figlio che Claudia si rifiutava di ospitare la festa di Capodanno, sentenziò:
Ho capito tutto. Tieni presente: da voi non metteremo più piede!
Anche la sorella e il fratello di Matteo, allinizio, si lamentarono; ma poi, scoperto che genitori li invitavano a casa propria, si tranquillizzarono subito.
Claudia, avvertita della minaccia dalla suocera tramite Matteo, si limitò a scrollare le spalle:
Una roba da asilo, commentò, chiudendo la questione lì.
***
Quella mattina di sabato 31 dicembre, Matteo si svegliò presto per prepararsi.
Dove vai così presto? chiese assonnata Claudia.
Dai miei genitori. La mamma ha detto che serve una mano.
Ho capito, sorrise Claudia. Quando torni?
Probabilmente domani. Dormo là; non mi sembra il caso di tornare alle cinque di mattina sbuffò Matteo, con la speranza ancora viva che potesse cambiar idea
Va bene, rispose serena Claudia e, voltandosi, tornò a dormicchiare
Claudia trascorse il giorno in un lento godimento
Si alzò, sorseggiò un buon caffè caldo e profumato
Diede unocchiata al telefono, scorreva i messaggi, mandò qualche augurio
Quando si svegliò il bambino, gli diede la colazione e lo portò fuori a passeggiare.
Laria aveva il vero profumo dellinverno: una leggera brina, stradine coperte di neve
Quando tornarono erano felici, le guance rosse dal freddo, affamati Suo figlio divorava i tortini di ricotta con entusiasmo
Mentre lui faceva il sonnellino, Claudia preparò qualche tartina, due insalate, marinò la carne (domani avrebbe dovuto pur dare da mangiare al marito)
Addobbò un piccolo albero di Natale artificiale e mise le luminarie. Quelle le amava particolarmente: mille lucine rendono la casa magica, fanno subito atmosfera festiva
Il piccolo si svegliò e reclamò attenzione
Claudia guardò con lui i libri, lessero fiabe, costruirono insieme una casa fino al cielo e si divertì a guardare i cartoni animati. Quando calò la sera, le luci dellalberello brillavano ancora di più, creando unatmosfera incantata
Claudia continuava a chiacchierare col figlio, seguendo di sfuggita una serie di Capodanno in tv
Il tempo correva verso la mezzanotte
Alle nove mise a letto il bimbo
Poi chiamò i genitori, la sorella, le sue due migliori amiche. Col telefono si sentivano sempre: inviare immagini natalizie non lo trovava appropriato per chi ti è caro
Mancava poco più di unora a mezzanotte
Claudia prese la tovaglia candida preferita, coprì il tavolino del salotto
E cominciò ad apparecchiare per due.
Era convinta che Matteo sarebbe tornato. Perché sapeva che la amava
Sistemò tavola: insalate, varie tartine, frutta. In forno cuoceva il pesce
Prese il vestito che piaceva tanto a Matteo Ma guardando lorologio, lo rimise al suo posto
«Non verrà, pensò, allora non mi ama abbastanza».
Aprì da sola la bottiglia di spumante
Versò il vino in due calici
Li fece tintinnare allo scoccare della mezzanotte e espresse un desiderio:
«Desidero soltanto poter essere libera e felice!»
Lanno successivo, trascorse il Capodanno con i genitoriPer un attimo, la casa sembrò vuota, troppo silenziosa. Le luci vibravano sui muri, danzando attorno ai ricordi. Claudia si lasciò cadere sul divano, ascoltando lo scoppiettio dei fuochi dartificio lontani. Sentì il battito del suo cuore un po più leggero: una nuova consapevolezza si era fatta spazio tra i pensieri. Aveva scelto per sé e per suo figlio, aveva rotto un circolo apparentemente inviolabile.
Fu allora che sentì la chiave girare nella serratura. Si voltò di scatto, sperando di aver capito male.
Matteo entrò in punta di piedi, il viso segnato, una borsa nella mano. La osservò, esitante, e poi sorrise appena, ancora insicuro.
Non riuscivo a festeggiare senza di voi, mormorò, poggiando la borsa Mi dispiace per tutto.
Claudia restò immobile per un istante, poi si alzò, attraversò la stanza e lo abbracciò forte, in silenzio. Il resto non aveva più importanza: la notte era ancora tutta da vivere.
Sedettero insieme al tavolino imbandito, con due calici già pieni, un brindisi silenzioso tra le mani, e fuori il mondo nuovo esplodeva di luci, come a battezzare una libertà appena conquistata.
Quellanno, davvero, fu un Capodanno diverso.




