Nessuno sa che non sono la loro madre naturale. Ora Lucia e Matteo frequentano già la prima elementare.
Tanti anni fa lavoravo nella maternità dellospedale di Firenze. I neonati mi incantavano: il loro profumo di latte, quella tenerezza quando appena aprivano gli occhi. Mi sentivo fortunata, ogni giorno, circondata da creature così pure. E fra una corsia e laltra, sognavo un giorno di diventare anchio mamma.
Poco dopo mi sposai con Carlo, e insieme cominciammo a pensare ai nostri futuri figli. Ma gli anni passavano e io non rimanevo incinta. Dopo tante speranze, consultai un medico, feci tutti gli esami e ricevetti la notizia che non avrei mai potuto avere figli miei. Ebbi paura di dirlo a mio marito. Pensavo davvero che mi avrebbe lasciata, incapace di dargli una famiglia. Ma Carlo mi abbracciò forte: mi disse che mi amava e che non se ne sarebbe mai andato.
Quando ormai ci eravamo rassegnati allidea di una vita senza figli, accadde qualcosa di inaspettato. Un giorno arrivò nel nostro reparto una giovane donna incinta di due gemelli. Partorì un maschietto forte e una bambina dagli occhi scuri. La loro madre lasciò una lettera: rinunciava a loro perché era sola al mondo, orfana, senza nessuno che potesse aiutarla. Il padre dei gemelli, saputo della gravidanza, era svanito nel nulla.
Dopo una lunga conversazione con Carlo, decidemmo di prenderci cura noi dei due piccoli. In breve tempo facemmo tutte le pratiche necessarie, e finalmente la nostra famiglia era al completo.
Adesso Lucia e Matteo sono già pieni di vita tra i banchi della prima elementare, e nessuno potrebbe mai immaginare che non siano nati da me. Ci somigliamo perfino nei gesti. Non abbiamo ancora raccontato loro la storia delle loro origini; vogliamo lasciarli crescere ancora un po nella serenità.
Ripensandoci ora, non riesco a non emozionarmi per come il destino abbia portato gioia nelle nostre vite. Non potevo chiedere niente di meglio.






