Mia suocera era fantastica, finché ha rifiutato di pagare per le lezioni di mio nipote.

15 dicembre 2025

Oggi mi sento ancora più confusa di quando ho iniziato a scrivere questo diario. Mia suocera, la signora Maria, è sempre stata una roccia per noi, finché un giorno ha deciso di non coprire più le spese per le lezioni del piccolo Luca. Marco e io viviamo modestamente in un appartamento a Napoli; cresciamo il nostro figlio di tre anni con pochi mezzi. Allinizio dellanno lo abbiamo iscritto allasilo comunale, sperando di dare a Luca una buona base. Io ho iniziato a lavorare parttime, ma il nostro bilancio non è cambiato molto: siamo ancora a corto di soldi, a malapena riusciamo a coprire le spese di base.

Il costo mensile dellasilo è già alto, perciò non abbiamo potuto iscriverlo a corsi extra come logopedia, sport o danza. Così avremmo risparmiato qualche euro. Una settimana fa è arrivata a trovarci la mia mamma, la signora Lucia, per due settimane. Ha preso Luca dalle lezioni dellasilo e lo ha custodito a casa. Dopo poco, abbiamo ricevuto una bolletta dallasilo: la metà dellimporto era stata già pagata. In realtà la nonna Lucia aveva deciso di iscrivere Luca a una logopedista, a un corso di nuoto e a una piccola scuola di danza.

Quando è scaduto il mese, ho cancellato tutte le attività extra, ma dovevamo comunque saldare quello che era già stato speso. Marco ha suggerito di chiedere un prestito a sua madre. Così abbiamo fatto; dopo aver spiegato la situazione, la signora Maria ha accettato di coprire le spese dei corsi aggiuntivi, inviandoci il denaro su un conto con la causale Luca. Allinizio mi sono sentita a disagio: come possiamo, come genitori responsabili, dipendere così da altri? Poi ho capito che una nonna ha il diritto di sostenere il nipote, proprio come può regalargli giocattoli o dolci.

Da due anni la signora Maria paga regolarmente; non ha mai fatto ritardi e noi non le ricordiamo nemmeno di farlo. Nel frattempo la nostra situazione finanziaria non è migliorata. Con lavvicinarsi della scuola primaria, mi chiedo ancora come preparare Luca senza corsi extra: se non impara a leggere e scrivere, rischia di rimanere indietro.

Ho provato a convincere la nonna a cancellare la logopedista e a destinare quei soldi per un corso dinglese. Lei ha risposto freddamente che non avrebbe più pagato quelle ore e che la logopedista doveva essere rimossa. Qualche giorno dopo, mentre tornavo da una manicure, Marco, Luca e il nonno sono andati a trovare la signora Maria. Tornata a casa, ho trovato Marco agitato e furioso. Luca, confuso, ha raccontato alla nonna che non avrebbe più partecipato alle attività finanziate da lei; ho deciso allora che si iscrivesse al corso di inglese. La nonna è scoppiata in unira tremenda, ci ha accusati di mentire, ha detto che non ci avrebbe più dato soldi e ci ha chiesto di restituire quello speso lultimo mese.

Ho provato a richiamarla per parlare, ma non mi ha più ascoltata. Ha detto ne ho abbastanza e che ora dovremmo pagare noi le lezioni. Ora non so più che fare. Se la nonna non paga più e noi non possiamo permettercelo, quali sono le nostre opzioni? Marco, dal canto suo, si è schierato con la madre, probabilmente convinto da tante invenzioni che gli ha raccontato. Mi sento tradita, ma anche determinata a trovare una via per Luca, perché ogni bambino merita il sostegno di cui ha bisogno.

— Giulia.

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