Ginevra stava alla finestra, osservando le auto rare scivolare su una strada innevata. Il vetro era increspato
Era un giorno di dicembre qualsiasi, il sole scivolava fuori dalla finestra della piccola palazzina di
Ho capito quello che ho fatto. Volevo tornare dalla mia ex moglie, con cui ho condiviso trent’anni di vita, ma era già troppo tardi…
Ho 52 anni adesso. E non ho più nulla. Né moglie, né famiglia, né figli, né lavoro – niente…
Mi chiamo Vittorio. Ho vissuto trent’anni con mia moglie. Ho sempre lavorato per mantenere la famiglia, mentre lei si occupava della casa. Non volevo che lavorasse, ero felice che restasse tra le mura domestiche. Ma col tempo ha iniziato a darmi fastidio.
Abbiamo vissuto rispettandoci, ma l’amore si era spento. Pensavo fosse normale. Mi sembrava andasse bene così. Poi tutto è cambiato. Una sera, in un bar, ho conosciuto Cristina. Aveva vent’anni meno di me. Era bella, gentile, simpatica. Sembrava un sogno.
Abbiamo iniziato a frequentarci e presto è diventata la mia amante. Due mesi dopo ho capito che non volevo più mentire a mia moglie, che non volevo più tornare a casa dopo il lavoro. Pensavo di amare Cristina e volevo che diventasse mia moglie.
Pochi giorni dopo, ho raccontato tutta la verità a mia moglie. Non ha fatto una scenata, è rimasta calma. Ho pensato che nemmeno lei mi amasse più, per questo l’ha presa così. Ma solo ora comprendo quanto ho ferito Maria.
Abbiamo divorziato. Abbiamo venduto l’appartamento dove abbiamo trascorso tanti anni insieme. Cristina ha insistito che non lasciassi la casa alla mia ex. E così ho fatto. Maria si è comprata un monolocale. Io, con i miei risparmi, ho preso un bilocale per Cristina.
Non ho aiutato la mia ex moglie, non le ho dato un euro. Sapevo che non aveva soldi e che non avrebbe trovato subito lavoro. Ma allora non mi importava. I nostri figli non volevano più parlarmi. Sentivano che avevo tradito la loro madre e non potevano perdonarmi.
In quel momento non me ne preoccupavo. Cristina era incinta e aspettavamo con gioia la nascita del bambino. Poi è nato un figlio. Ma il bambino non assomigliava né a me né a Cristina. I miei amici dubitavano che fosse mio. Io però non volevo sentire ragioni.
La vita con Cristina non andava bene. Lavoravo tanto, mi occupavo della casa e del bambino. Cristina chiedeva solo soldi e usciva continuamente. In casa c’era disordine, non trovavo mai un pasto pronto. Tornava alle tre o alle quattro di notte, odorando d’alcol, e scatenava litigi per ogni cosa.
Alla fine ho perso il lavoro. Ero stanco, nervoso, facevo male il mio mestiere. Per tre anni la mia vita è stata così. Poi mio fratello, che non ha mai sopportato Cristina e dubitava che fosse mio figlio, mi ha costretto a fare il test del DNA. Non era mio.
Abbiamo divorziato subito dopo la verità. In tutto quel tempo non avevo rapporti né con la mia ex moglie né con i miei figli. Dopo il divorzio con Cristina, ho voluto tornare da Maria. Ho comprato fiori, vino, una torta, e sono andato a casa sua. Ma Maria non viveva più lì. Il nuovo proprietario mi ha dato il suo nuovo indirizzo.
Sono andato. Ha aperto la porta un uomo: Maria aveva trovato un buon lavoro ed aveva sposato un collega. Era felice, si vedeva subito.
Qualche tempo dopo l’ho rivista in un bar. Le ho chiesto di tornare con me. Lei mi ha guardato come fossi un idiota, e se n’è andata. Ora capisco l’errore che ho commesso. Cosa volevo? Cosa ho ottenuto? Perché ho lasciato mia moglie per una ragazza?
Ho 52 anni ora. E non ho più niente. Nessuna donna, nessun lavoro, nemmeno i miei figli vogliono parlarmi. Ho perso tutto, tutto ciò che aveva valore per me. Ed è solo colpa mia. E purtroppo, questa colpa non potrò mai più ripararla… Mi rendo conto, ora, di ciò che ho fatto. Ho cercato di tornare da quella che, per trentanni, è stata
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