Ogni giorno corre in ospedale, fa la guardia sotto le finestre, aspetta che il suo padrone lo chiami o gli faccia un cenno con la mano. E poi, con l’ultimo tram, torna a casa. Ormai lo conoscono tutti gli infermieri e i pazienti: è il secondo anno che fa così…

Ogni giorno corre allospedale, resta di guardia sotto le finestre, aspetta che il padrone lo chiami e gli faccia un cenno con la mano. Poi prende lultimo tram e rientra a casa. Ormai lo conoscono tutti in ospedale, è il secondo anno che fa avanti e indietro

Il tram scivola lentamente per le vie serali di Milano, le ruote che cigolano sui binari suonano come un brontolio sommesso contro i passeggeri stanchi. La città si acquieta pian piano, il rombo delle auto e le voci delle persone si dissolvono nella quiete della sera.

Anche Vittorio, stremato dalla giornata in studio, si lascia andare, col capo che gli cade sul petto. Lavora ai Cinecittà Studios, dove coordina gli animali per le riprese. La giornata gli è andata storta fin dallinizio: prima la macchina in panne, poi lattesa eterna allofficina, e infine

Durante una ripresa in esterna è scappato il protagonista un pointer vivacissimo di nome Tyler e tutta la troupe si è messa a rincorrerlo per i viali affollati.

Finalmente il pomeriggio è terminato. Vittorio ha evitato la metropolitana, scegliendo il tram per tornare a casa. I pensieri sul lavoro ancora lo ossessionano: da due settimane non riesce a trovare il cane giusto per la nuova serie TV, come esige la regista famosa.

Ha passato in rassegna decine di cani iscritti nellalbo degli attori a quattro zampe, ma la maestra li ha scartati tutti. Il tempo stringedove troverà il protagonista perfetto?

A una delle fermate sale un passeggero insolito. Silenzioso, agile, si sistema sul sedile davanti al finestrino e osserva la strada con occhi profondi. È un terrier rossiccio, dalle orecchie e dal dorso scuri, con una barbetta simpatica.

Il cane ha un aspetto spettinato, ma il collare di cuoio e il suo portamento sicuro dimostrano che è un animale di casa, non un randagio.

Siede immobile tutto il viaggio, reagendo appena agli annunci delle fermate solo le orecchie si muovono appena. Vittorio lo scruta incuriosito. Quando gli si siede accanto, prova a fare conoscenza.

Ciao, vuoi essere mio amico? dice piano, offrendogli il palmo.

Il cane guarda Vittorio con attenzione e posa per qualche istante una zampa soffice sulla mano, quasi a rispondere, poi torna a scrutare la città.

Vittorio si rivolge al conducente, incuriosito:

Sa di chi è questo cane? Perché viaggia da solo?

Non lo so di preciso, ma da queste parti ormai lo conoscono tutti: sale allospedale e scende a fine corsa, sempre con lultimo tram. Prima accompagnava una signora anziana, ma adesso fa tutto da solo. È un tipo tranquillo, non infastidisce nessuno. A questora non ci sono mai troppi passeggeri, meglio lasciarlo viaggiare risponde il tranviere sorridendo.

Ho capito. È solo che mi è sembrato davvero speciale, intelligente volevo sapere qualcosa in più, aggiunge Vittorio, con unidea che inizia a farsi spazio nella mente.

Fa apposta a perdersi la sua fermata e scende insieme al terrier al capolinea. Il cane si dirige con passo sicuro verso un condominio alto, si ferma davanti al citofono e si siede. Vittorio si avvicina piano.

Il cane lo osserva con diffidenza sa riconoscere i residenti, ma questuomo non rientra tra i volti noti. Cosa ci fa lì? Perché lo segue fino a casa? È sospettoso.

Non passa molto che si ferma una Panda blu. Una donna scende, saluta Vittorio e apre il portone. Il cane entra per primo, e senza degnare di uno sguardo lascensore si avvia verso le scale.

Al quinto piano il cane si ferma davanti a una porta blindata, si gira a guardare Vittorio, poi, come se volesse mostrare le sue abilità, si alza sulle zampe posteriori e con la zampa anteriore suona il campanello.

Sei geniale! esclama sorpreso Vittorio.

Ripete lazione, fiero di sé. Dallinterno si sente una voce:

Arturo, sei tu?

Il cane abbaia piano. La porta si apre: una piccola anziana appare sulla soglia, seduta su una stampella, lo sguardo sorpreso su Vittorio. Il cane agita la coda felice.

Buonasera, saluta Vittorio.

Buonasera a lei. Ha accompagnato Arturo? Grazie, ma di solito torna da solo. È successo qualcosa? la donna appare un po preoccupata.

Vittorio si presenta e spiega che vorrebbe parlare del cane. Arturo si mette in mezzo fra lui e la padrona, attento a ogni gesto. Vittorio sa come trattare i terrier: è calmo e rispettoso.

Seduti a bere un tè in cucina, Vittorio le chiede la storia del cane. La signora, Maria Antonietta, sospira e racconta.

Era stato il marito, Alessandro, a portare a casa quel cucciolo infreddolito trovato dietro i garage. Non è stato facile crescerlo, ma poi Alessandro si era dedicato a lui con pazienza e anche con laiuto di un addestratore amico di famiglia. Arturo è cresciuto un cane intelligente e devoto. Portava le ciabatte, il giornale, persino il telecomando e la vita aveva ricominciato a sorridere.

Poi però Alessandro si è ammalato, e per molto tempo ha rifiutato le cure. Nemmeno loperazione è riuscita a salvarlo. Maria Antonietta tace per qualche momento, le lacrime agli occhi.

Arturo è andato per mesi tutte le sere allospedale. Si accovacciava sotto la finestra, aspettava il cenno del suo padrone. Poi rientrava con lultimo tram. E questo succede ormai da quasi due anni.

Io ormai cammino a fatica ma lui mi salva la vita ogni giorno mormora Maria Antonietta.

Vittorio prende coraggio:

Signora Maria Antonietta, le piacerebbe se Arturo recitasse in un film?

Un film? Ma secondo lei può farcela? E mica me lo portate via? chiede agitata.

Mai, la rassicura Vittorio. Lo prevede il contratto: lo porteremo in studio, e ogni sera tornerà a casa. In più è previsto un compenso.

Ci darete anche dei soldi? domanda incredula Maria Antonietta.

Sì, e una cifra importante, annuisce Vittorio. Basterà per il cibo, le medicine, magari pure per quelloperazione che aspetta.

La decisione è presa. Vittorio sa, nel profondo, che anche se la regista protesterà, riuscirà a convincerla. Ora sente di essere responsabile non solo del lavoro, ma di due vite.

La prova sul set è un successo. Al primo ciak la regista affida la parte ad Arturo: dovrà interpretare un randagio diventato il beniamino di una famiglia milanese facoltosa.

Per un anno intero Arturo lavora con dedizione estrema, come se sapesse che il loro futuro dipende da lui.

Alluscita della serie TV è subito trionfo. Il pubblico si innamora del cane-attore, grazie al suo talento, alla sua furbizia e alla cura di Vittorio.

Dopo lintervento Maria Antonietta si riprende: ora, appoggiandosi al bastone, riesce anche a portare a passeggio Arturo nel cortile.

Sei il mio salvatore il mio sostegno gli bisbiglia.

Arturo non va più allospedale. Non perché abbia dimenticato, ma perché ormai sa che il padrone non cè più là. Desidera restare accanto a chi ancora lo aspetta.

La prima cosa che Vittorio e Maria Antonietta fanno con il cachet è un monumento sulla tomba di Alessandro, in granito nero, con la scritta:

“Per sempre nei nostri cuori, dalla moglie e da Arturo”.

In seguito Arturo partecipa ad altri film, si mostra ai festival con Vittorio diventato per lui una seconda famiglia. Gli ultimi anni li passa nella casa di campagna dei genitori di Vittorio: amatissimo, coccolato, sempre circondato daffetto.

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Ogni giorno corre in ospedale, fa la guardia sotto le finestre, aspetta che il suo padrone lo chiami o gli faccia un cenno con la mano. E poi, con l’ultimo tram, torna a casa. Ormai lo conoscono tutti gli infermieri e i pazienti: è il secondo anno che fa così…
— Buongiorno, cara. Fonte: https://gotovim-samy.ru/bez-rubriki/dobroe-utro-lyubaya.htmlMentre il profumo del caffè si diffondeva nella cucina, lei lo guardò con occhi pieni di dolcezza.