Ma chi ti vuole mai? Senza denti, senza figli, senza pedigree… Clara «Ma chi ti vuole mai?» – gridò Paolo, poi sputò e se ne andò. Lei si nascose dietro la finestra e osservò l’uomo con cui aveva vissuto quindici anni, convinta fossero anime gemelle. Ma lui, andando via, le chiarì che era solo questione di comodità. L’esperienza dei servizi fotografici di famiglia Clara ha un appartamento, cucina benissimo, è una padrona di casa perfetta: era pronta a tutto per lui. Clara pensa di aprire la finestra e urlargli di non lasciarla. Era persino disposta all’umiliazione pur di accettare: che restasse con lei anche se passava giorni lontano, con quell’altra… Meglio questo che essere, a quarantacinque anni, sola e abbandonata. E apre la finestra. Ma poi, per caso, lo sguardo cade sul ritratto del padre, in divisa militare, fiero davanti all’obiettivo. E Clara all’improvviso ci ripensa. Si vergogna. Vergogna per la sua debolezza. Guarda ancora una volta quel suo uomo elegante, che sale nella bella macchina con le sue cose. Va in cucina, passando davanti allo specchio antico della nonna, che riflette una donna stanca, corpulenta, dai capelli grigi e occhi spenti. Clara sa di non essere bella. E ora anche la salute scricchiola. I denti si sgretolano, i soldi per rifarli mancano – perché a Paolo serviva una macchina nuova, e all’ufficio si dev’essere impeccabili, vestiti di marca. «Ma che sciocchezza! Paolo è vestito da attore, e tu con un maglione slabbrato, una gonna antiquata, due camicie scalcagnate, scarpe consumate e stivali da tempo di guerra. Il menu che ti chiede è da ristorante: bistecca, cotolette, crêpes farciti, arrosti… Basta correre dietro a un uomo così, amica!», diceva la collega Lucia a Clara. Lei ascoltava, ma faceva di testa sua. Poi Paolo se ne è andato. Da una giovane ventisettenne con quattro figli. «È giovane», sospirava Clara. Ma l’amica, indagando tra social e vicini, scopre che la donna non ha mai lavorato, i figli sono di uomini diversi, la madre è immorale… Altro che gioventù! Della famiglia non c’è traccia. «Coraggio, Clara, tieni duro!» E Clara resiste. L’appartamento che ha ereditato dai genitori è grande, centrale. Il padre, intuendo qualcosa, lo ha intestato così che Paolo non avrà mai alcun diritto sui metri quadri di Clara. Lei decide di affittare una stanza per arrotondare. In quartiere stanno costruendo nuovi edifici. Arriva un ingegnere, gentile, barbuto, elegante, di nome Giuseppe. La guarda intensamente e poi dice: «Le pago in anticipo! Vada a rifarsi i denti. Così bella, che sofferenza!». Clara arrossisce. Non si sente bella. Ma è vero, vorrebbe sistemare i denti. E lui le dà più soldi. Dice che potrà rendere quando vorrà. Poi arriva suo fratello, uno stilista chiamato Carlo: giacca canarino, pantaloni viola, pettinatura stravagante. Decide di occuparsi di Clara e, tra una fetta di torta e l’altra, la convince a cambiare look. E sapete? Ci riesce. Capelli luminosi, trucco che rivela i suoi tratti delicati, denti sistemati. Va al lavoro a piedi. I chili spariscono. Comincia anche a correre al parco la mattina. Clara è diventata una donna dolce, con fossette e un sorriso tenero: come una farfalla leggera che si libera dalla crisalide. Un bel giorno, suona il campanello. Uno degli affittuari la chiama: «Clara, c’è qualcuno per te!» Sulla soglia c’è l’ex marito, Paolo, irriconoscibile: invecchiato, pallido, stanco, con le borse in mano. «Che vuoi?» chiede Clara. Ricorda bene come lui si fosse rifiutato di parlarle al telefono, bloccandola ovunque. Ma ora eccolo lì. «Che cambiata sei!» si sorprende Paolo. Ma Clara è immune ai complimenti. Ricorda le notti insonni, il dolore, il panico e le lacrime. E lui comincia: «Clara, quello che ho sofferto con quella… Prendeva solo i miei soldi, i figli sembravano normali, ma poi… Maleducati, urlano sempre, lei non li stimola, sta sempre al telefono, non cucina, solo ravioli surgelati, una volta ha preparato il ramen istantaneo, immagina! Le camicie lavate tutte insieme, scolorite. Non ho comprato niente per me, tutto per loro. Sembravo impazzito. Clara… Voglio tornare. Dai, ricominciamo? Ti prego». Ma nelle orecchie di lei risuonano le sue parole feroci: «Ma chi ti vuole mai? Senza denti, senza figli, senza pedigree… Clara». Lo guarda ancora. E in quel momento, entra Giuseppe: «Clara, hai bisogno di una mano? Lei, signore, da chi viene?» Paolo si inalbera: «Ma lei chi sarebbe?» «Il mio compagno, Giuseppe. Non tornare più qui!», e Clara chiude la porta in faccia a Paolo, che resta a bocca aperta. Si scusa con l’inquilino, che sospira: «Ormai sarà il momento di spiegarti tutto. Ti amo, Clara! Come ha fatto a lasciarti così? Sposami! Sul serio». Giuseppe era vedovo. Clara accetta, e dopo due mesi sono sposati. Lui la riempie di rose, comprano una casetta in campagna. Clara non vede che, talvolta, l’ex marito sbircia rabbioso da dietro l’angolo e si insulta per aver scambiato una brava donna con una nullità. Risultato: è rimasto solo. Ma Clara e Giuseppe passeggiano felici e innamorati per mano, e lei aspetta un bambino. Mettete un like e lasciate i vostri pensieri nei commenti!

Ma chi credi che ti voglia? Senza denti, sterile e senza lignaggio, Clara!
Ma chi credi che ti voglia? urlò Paolo, poi sputò per terra e se ne andò sbattendo la porta.

Clara si precipitò alla finestra per osservare luomo con cui aveva vissuto quindici anni. Lei pensava fossero anime gemelle. Invece lui, prima di andarsene, le aveva aperto gli occhi: era solo una questione di comodità.

Esperienze di servizi fotografici familiari

Clara ha uno spazioso appartamento, cucina meravigliosamente, è una padrona di casa impeccabile, e sarebbe stata pronta a fare qualsiasi cosa per lui.

Per un attimo, pensò di aprire la finestra e urlare a Paolo di non abbandonarla. Si sentiva talmente umiliata da essere disposta a supplicarlo di restare, anche se lui passava giorni interi fuori casa, a trascorrerli con quellaltra

Meglio così che rimanere sola a quarantacinque anni, abbandonata. Stava già aprendo il vetro, quando lo sguardo le cadde sul ritratto del padre, in uniforme militare, fiero, lo sguardo alto davanti al fotografo.

Allora Clara si fermò. Le salì la vergogna per la propria debolezza.

Diede un ultimo sguardo a Paolo, elegante nel suo cappotto mentre saliva su una bella auto con le valigie al seguito.

Andò in cucina passando per il corridoio, dove spiccava un vecchio specchio ereditato dalla nonna.

Rimandava limmagine di una donna stanca, di corporatura robusta, dai capelli grigi e gli occhi spenti.

Clara sapeva di non essere bellissima. E in più, ultimamente nemmeno la salute era dalla sua: i denti le si frantumavano, i soldi per rifarli non cerano perché Paolo aveva voluto lauto nuova. E al lavoro lui doveva sempre presentarsi elegante e ben vestito.

Che sciocchezza! Il tuo Paolo è vestito come un attore, mentre tu hai solo un maglione sciupato, una gonna daltri tempi e due camicette. Le scarpe tutte sformate, niente stivali ma pantofole, e il cappotto con il collo che nemmeno mia nonna indosserebbe. Eppure in cucina ti chiede il menù di un ristorante: bistecche, polpette al vapore, crespelle farcite, carne arrosto Ma che se ne andasse! Così non si può vivere, amica diceva Lucia, la collega di Clara.

Clara ascoltava, ma seguiva ciò che riteneva giusto. Poi Paolo le disse che se ne andava. Da una ragazza di ventisette anni, già con quattro figli.

È giovane sospirava Clara.

Ma la collega e amica, curiosa, indagò tra i social e vicini e scoprì qualcosa:

Ma se quella non vale proprio niente! E osa darti della senza lignaggio! Tu vieni da una famiglia onesta, mentre lei non ha mai fatto nulla in vita sua, i figli li ha avuti da uomini diversi, durante lottavo mese non smetteva mai di bere, anche la madre è una persona di cui si dice peste e corna Quindi lascia perdere il discorso della giovinezza! I maschi magari se la prendono per altri motivi, ma la famiglia non si costruisce su questo. Rimani forte, Clara!

Clara si sforzava di resistere. Aveva ereditato dai genitori uno splendido appartamento al centro di Firenze.

Suo padre, uomo previdente, aveva regolato tutto affinché Paolo non avesse mai diritti sui metri quadrati di Clara. Così, Clara decise di affittare una stanza per alleggerire la situazione economica.

In zona stavano costruendo diversi edifici. Una volta si presentò un ingegnere, con la barba ben curata, educato, dallaria distinta. Si chiamava Vladimiro Vespucci. Guardò Clara con grande attenzione e poi, a sorpresa, le disse:

Le pago in anticipo, così può andare dal dentista. È davvero una signora affascinante, non si torturi così!

Clara arrossì. Bella non si sentiva, ma sistemare i denti le sembrava importante.

Lui le diede anche più soldi, dicendo che, se serviva, li avrebbe restituiti senza fretta. Arrivò poi il fratello di Vladimiro. Clara restò di stucco.

Con una giacca gialla, pantaloni viola e una pettinatura incredibile, si presentò come Cirillo, stilista di professione.

Era venuto a visitare il fratello, e prese subito in simpatia Clara, tanto che le propose di rinnovare il look.

E sapete che fece? Cambiò davvero tutto. I capelli schiariti luccicavano, il trucco le metteva in risalto i tratti delicati. I denti finalmente sistemati. Clara iniziò a camminare ogni giorno fino al lavoro, dimagrì, cominciò anche a correre la mattina nel parco.

Una donna dolce, con il sorriso pieno e le fossette sulle guance. Come una farfalla che sbuca dalla crisalide.

Un giorno, suona il citofono. Il coinquilino aprì, urlando:

Clara, cè qualcuno per te!

Sulla soglia cera il suo ex marito. Quasi non lo riconosceva. Paolo, in un anno, era invecchiato, era pallido, sfatto, insicuro. Delluomo brillante di prima non restava niente. Vicino a lui, i bagagli.

Che vuoi? domandò Clara.

Si ricordava che, allinizio, aveva provato a chiamarlo, ma lui non voleva parlarle e poi laveva pure bloccata ovunque.

Adesso era lì.

Come sei cambiata! sbottò Paolo.

Ma i complimenti non impressionavano più Clara. Lei ricordava le notti insonni, i pianti, i pensieri bui, il panico.

Oh, Clara Quante ne ho vissute. Quella donna mi ha solo prosciugato il conto. Allinizio i figli sembravano sopportabili, poi Maleducati, urlano sempre. Non vuole educarli, sta sempre al telefono, non cucina. Compra solo roba pronta. Una volta ha preparato i noodles istantanei. I noodles! A me! Ha lavato tutte le mie camicie insieme, sono uscite stinte. Non ho comprato nemmeno una cosa per me, tutto speso per loro. Un manicomio. Clara Sto meglio con te. Ti penso sempre. Dai, ricominciamo, ti prego? si mise a supplicare.

Ma nelle orecchie di Clara risuonavano le sue parole:

Ma chi credi che ti voglia? Senza denti, sterile e senza lignaggio, Clara.

Clara guardò ancora il suo ex. In quel momento la porta si aprì e Vladimiro Vespucci, premuroso, fece capolino:

Clara! Serve aiuto? Lei, signore, cosa vuole?

Paolo, infastidito, domandò:

Ma tu chi sei?

È mio marito, Vladimiro. E non venire più qui! disse Clara, chiudendo la porta in faccia a Paolo, che rimase a bocca aperta dallo stupore.

Poi chiese scusa al coinquilino per aver chiamato Vladimiro marito, ma lui sospirò e confessò:

Credo sia giunto il momento di dirti la verità! Ti amo, Clara! Comè possibile che qualcuno abbia mai lasciato una donna meravigliosa come te? Sposami. Sul serio.

Era vedovo. Clara accettò. Dopo due mesi si sposarono. Vladimiro la riempie di rose, hanno comprato una casa al mare.

E lei non si accorge che, ogni tanto, dietro langolo, il suo ex la osserva. Mentre si rimprovera di aver perso una persona speciale per inseguire unillusione.

Ora è rimasto solo, senza nulla.

Mentre Clara e Vladimiro passeggiano mano nella mano, felici e innamorati. E lei aspetta un bambino.

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Ma chi ti vuole mai? Senza denti, senza figli, senza pedigree… Clara «Ma chi ti vuole mai?» – gridò Paolo, poi sputò e se ne andò. Lei si nascose dietro la finestra e osservò l’uomo con cui aveva vissuto quindici anni, convinta fossero anime gemelle. Ma lui, andando via, le chiarì che era solo questione di comodità. L’esperienza dei servizi fotografici di famiglia Clara ha un appartamento, cucina benissimo, è una padrona di casa perfetta: era pronta a tutto per lui. Clara pensa di aprire la finestra e urlargli di non lasciarla. Era persino disposta all’umiliazione pur di accettare: che restasse con lei anche se passava giorni lontano, con quell’altra… Meglio questo che essere, a quarantacinque anni, sola e abbandonata. E apre la finestra. Ma poi, per caso, lo sguardo cade sul ritratto del padre, in divisa militare, fiero davanti all’obiettivo. E Clara all’improvviso ci ripensa. Si vergogna. Vergogna per la sua debolezza. Guarda ancora una volta quel suo uomo elegante, che sale nella bella macchina con le sue cose. Va in cucina, passando davanti allo specchio antico della nonna, che riflette una donna stanca, corpulenta, dai capelli grigi e occhi spenti. Clara sa di non essere bella. E ora anche la salute scricchiola. I denti si sgretolano, i soldi per rifarli mancano – perché a Paolo serviva una macchina nuova, e all’ufficio si dev’essere impeccabili, vestiti di marca. «Ma che sciocchezza! Paolo è vestito da attore, e tu con un maglione slabbrato, una gonna antiquata, due camicie scalcagnate, scarpe consumate e stivali da tempo di guerra. Il menu che ti chiede è da ristorante: bistecca, cotolette, crêpes farciti, arrosti… Basta correre dietro a un uomo così, amica!», diceva la collega Lucia a Clara. Lei ascoltava, ma faceva di testa sua. Poi Paolo se ne è andato. Da una giovane ventisettenne con quattro figli. «È giovane», sospirava Clara. Ma l’amica, indagando tra social e vicini, scopre che la donna non ha mai lavorato, i figli sono di uomini diversi, la madre è immorale… Altro che gioventù! Della famiglia non c’è traccia. «Coraggio, Clara, tieni duro!» E Clara resiste. L’appartamento che ha ereditato dai genitori è grande, centrale. Il padre, intuendo qualcosa, lo ha intestato così che Paolo non avrà mai alcun diritto sui metri quadri di Clara. Lei decide di affittare una stanza per arrotondare. In quartiere stanno costruendo nuovi edifici. Arriva un ingegnere, gentile, barbuto, elegante, di nome Giuseppe. La guarda intensamente e poi dice: «Le pago in anticipo! Vada a rifarsi i denti. Così bella, che sofferenza!». Clara arrossisce. Non si sente bella. Ma è vero, vorrebbe sistemare i denti. E lui le dà più soldi. Dice che potrà rendere quando vorrà. Poi arriva suo fratello, uno stilista chiamato Carlo: giacca canarino, pantaloni viola, pettinatura stravagante. Decide di occuparsi di Clara e, tra una fetta di torta e l’altra, la convince a cambiare look. E sapete? Ci riesce. Capelli luminosi, trucco che rivela i suoi tratti delicati, denti sistemati. Va al lavoro a piedi. I chili spariscono. Comincia anche a correre al parco la mattina. Clara è diventata una donna dolce, con fossette e un sorriso tenero: come una farfalla leggera che si libera dalla crisalide. Un bel giorno, suona il campanello. Uno degli affittuari la chiama: «Clara, c’è qualcuno per te!» Sulla soglia c’è l’ex marito, Paolo, irriconoscibile: invecchiato, pallido, stanco, con le borse in mano. «Che vuoi?» chiede Clara. Ricorda bene come lui si fosse rifiutato di parlarle al telefono, bloccandola ovunque. Ma ora eccolo lì. «Che cambiata sei!» si sorprende Paolo. Ma Clara è immune ai complimenti. Ricorda le notti insonni, il dolore, il panico e le lacrime. E lui comincia: «Clara, quello che ho sofferto con quella… Prendeva solo i miei soldi, i figli sembravano normali, ma poi… Maleducati, urlano sempre, lei non li stimola, sta sempre al telefono, non cucina, solo ravioli surgelati, una volta ha preparato il ramen istantaneo, immagina! Le camicie lavate tutte insieme, scolorite. Non ho comprato niente per me, tutto per loro. Sembravo impazzito. Clara… Voglio tornare. Dai, ricominciamo? Ti prego». Ma nelle orecchie di lei risuonano le sue parole feroci: «Ma chi ti vuole mai? Senza denti, senza figli, senza pedigree… Clara». Lo guarda ancora. E in quel momento, entra Giuseppe: «Clara, hai bisogno di una mano? Lei, signore, da chi viene?» Paolo si inalbera: «Ma lei chi sarebbe?» «Il mio compagno, Giuseppe. Non tornare più qui!», e Clara chiude la porta in faccia a Paolo, che resta a bocca aperta. Si scusa con l’inquilino, che sospira: «Ormai sarà il momento di spiegarti tutto. Ti amo, Clara! Come ha fatto a lasciarti così? Sposami! Sul serio». Giuseppe era vedovo. Clara accetta, e dopo due mesi sono sposati. Lui la riempie di rose, comprano una casetta in campagna. Clara non vede che, talvolta, l’ex marito sbircia rabbioso da dietro l’angolo e si insulta per aver scambiato una brava donna con una nullità. Risultato: è rimasto solo. Ma Clara e Giuseppe passeggiano felici e innamorati per mano, e lei aspetta un bambino. Mettete un like e lasciate i vostri pensieri nei commenti!
Mio marito cenava con sua madre, mentre io… preparavo la valigia