Il Ritorno da un’Epica Festa di Compleanno: Una Serata Indimenticabile

15 ottobre 2025

Sono appena rientrata a casa con Luca, dopo la cena di compleanno che avevamo festeggiato al ristorante Il Girasole in centro a Milano. È stata una serata davvero piacevole: abbiamo avuto intorno a noi parenti, colleghi di lavoro, amici che Ginevra non aveva mai incontrato prima, ma dato che Luca aveva voluto includerli, doveva esserci un buon motivo.

Io non sono del tipo che mette in discussione le decisioni del marito; preferisco evitare litigi e scontri. Per me è più semplice accontentare Luca piuttosto che insistere sul mio punto di vista.
Ginevra, dove sono le chiavi? Puoi prenderle?
Ho afferrato la borsa cercando di scovare il mazzo, ma un improvviso pizzicore mi ha fatto cadere il tutto a terra.
Che è successo?
Mi sono graffiata con qualcosa.
Nella tua borsa ci si può davvero perdersi, perciò non me ne stupisco.

Senza protestare, ho raccolto la borsa e ho estratto delicatamente le chiavi. Siamo entrati nellappartamento, e il dolore al punto di graffio era già quasi dimenticato. Le gambe mi facevano male dalla stanchezza, sogno solo una doccia calda e il letto. Al mattino il dolore alla mano era peggiorato: il dito arrossato e gonfio mi ricordava lincidente della sera prima. Curiosa, ho rivisto il contenuto della borsa e, sul fondo, ho trovato un grosso ago arrugginito.

Che cosè questo? mi sono chiesta, incapace di capire come potesse finire lì. Lho buttato nella spazzatura, ho preso un disinfettante per pulire la ferita e, dopo aver medicato, sono corsa al lavoro. A mezzogiorno però la temperatura è salita.

Ho chiamato Luca:
Luca, non so che fare, credo di aver preso qualcosa di brutto ieri. Ho febbre, mal di testa, tutto il corpo mi fa male. Ho trovato un enorme ago arrugginito nella borsa, è con quello che mi sono graffiata.
Dovresti andare dal medico, potrebbe essere un tetano o uninfezione,
Non esagerare, ho già disinfettato la ferita, starà tutto bene.

Con il passare delle ore la mia condizione peggiorava. A fatica ho terminato il turno, ho preso un taxi per tornare a casa, perché lautobus mi sarebbe sembrato unagonia. Sono crollata sul divano e mi sono addormentata.

Nel sogno apparve la nonna Maria, morta quando io ero piccola. Non avevo idea di come riconoscerla, ma la convinzione era assoluta. Era una figura curva e accigliata, ma il suo sguardo era dolce; sentivo che voleva aiutarmi. Mi guidò in un campo, indicandomi quali erbe raccogliere e mi disse di preparare un infuso per purificare il corpo. Mi avvertì che qualcuno voleva farmi del male, e dovevo combattere per sopravvivere. Il tempo a disposizione era pochi minuti.

Mi sono svegliata sudata, convinta di aver dormito ore, ma il orologio segnava solo pochi minuti. Ho sentito il cigolio della porta dingresso: Luca era tornato. Mi sono alzata e sono andata verso il corridoio; il suo sguardo si è fermato al mio volto.
Che ti è successo? Guardati allo specchio.

Mi sono avvicinata allo specchio. Ieri ancora vedevo il mio volto sorridente; adesso era un volto sconosciuto: capelli arruffati, occhiaie profonde, pelle grigia, sguardo vuoto.
Cosa sta succedendo? ho chiesto a me stessa, ricordando lincubo.

Ho sognato la nonna, mi ha detto cosa devo fare ho riferito a Luca.
Vestiti, andiamo in ospedale. ha risposto.
Non lo farò, la nonna ha detto che i medici non mi aiuteranno.

È scoppiata una grande discussione. Luca mi ha definita pazza per via della febbre e dei sogni. Per la prima volta ci siamo arrabbiati davvero. Ha cercato di trascinarmi con la forza fuori di casa, afferrandomi per il braccio.
Se non vuoi andare volontariamente, ti costringo.
Sono scivolata, ho urtato langolo di una credenza, e lui, furioso, ha sbattuto la porta e uscito. Ho appena avuto il tempo di mandare una mail al capo dicendo che ero malata e avrei dovuto restare a casa per qualche giorno.

Luca è tornato tardi, quasi a mezzanotte, si è scusato, ma io gli ho chiesto:
Portami domani al villaggio dove viveva la nonna.

Il giorno seguente ero più una bara vivente che una persona sana. Luca continuava a insistere:
Non fare la testarda, andiamo in ospedale, non voglio perderti.

Siamo andati comunque al villaggio, anche se non conoscevo il nome da quando i miei genitori avevano venduto la casa di nonna Maria dopo la sua morte. Ho dormito durante il viaggio, senza sapere dove fosse il campo, ma avvicinandoci al villaggio mi sono svegliata e ho detto a Luca:
Siamo arrivati.

Sono scesa dalla macchina, mi sono sdraiata sullerba stremata, sapendo di essere dove la nonna mi aveva indicato nel sogno. Ho raccolto le erbe necessarie e siamo tornati a casa. Luca ha preparato linfuso secondo le mie istruzioni; lo ho bevuto a piccoli sorsi e, ad ogni sorso, mi sentivo più leggera.

Appena entrata in bagno, ho notato che lurina era nera. Non mi ha spaventata, anzi mi ha ricordato le parole della nonna:
Loscurità se ne va

Quella notte la nonna è tornata in sogno, sorridente, e ha iniziato a parlare:
Hai subito il maleficio dellago arrugginito. Il mio infuso ti ridarà le forze, ma solo per poco. Devi scoprire chi lha lanciato e restituirgli il male. Non so chi sia, ma ha a che fare con tuo marito. Se non avessi buttato lago, avrei potuto dirti di più.
Compra un pacchetto di aghi, al più grande pronunziale: Spiriti della notte, udite! Aiutatemi a scoprire la verità, a trovare il mio nemico. Metti quellago nella borsa di tuo marito. Chi ha lanciato il sortilegio si pungerà con il tuo ago, così sapremo il suo nome e potremo restituirgli il male.
La nonna si è dissolta come nebbia.

Mi sono svegliata ancora debole, ma certa che sarei guarita. Luca ha deciso di restare a casa per curarmi, ma ho chiesto di andare al mercato da sola:

Ginevra, non scherzare, sei sul punto di svenire. Vengo con te.
Luca, fammi una zuppa, ho un appetito enorme dopo questa malattia.

Ho seguito le indicazioni della nonna. Prima di andare a letto, lago incantato era già nella borsa di Luca. Prima di dormire mi ha chiesto:
Sei sicura di farcela da sola? Vuoi che resti vicino a te?
Ce la farò.

Il terzo giorno linfuso agiva come antidoto: sentivo il male indebolirsi. Aspettavo impaziente il ritorno di Luca dal lavoro. Quando è entrato, ho chiesto subito:
Come è andata la giornata?
Tutto bene, perché lo chiedi?

Pensavo che fosse tutto finito, ma Luca ha aggiunto:
Ginevra, immagina che oggi Ilaria del reparto accanto ha voluto aiutarmi a prendere le chiavi del mio studio, perché avevo le mani occupate. Ha infilato la mano nella borsa e si è punta con un ago. Da dove veniva quellago nella mia borsa? Lha guardata con rabbia, ho temuto che mi avesse colpito con lo sguardo.
Che cosa centra Ilaria?
Solo tu conti per me, solo tu ti meriti il mio amore.
Era alla tua festa di compleanno al ristorante?
Sì, è una buona amica, nulla di più.

Ho capito finalmente come lago fosse finito nella mia borsa. Luca è andato in cucina, dove mi aspettava la cena. Quella notte la nonna mi ha mostrato come restituire il male a Ilaria, spiegandomi che voleva eliminare una rivale per prendere il mio posto al fianco di Luca. Se non ci fosse riuscita, avrebbe usato ancora la magia. Questa donna non si tira indietro davanti a nulla.

Ho seguito le istruzioni della nonna. Poco dopo, Luca mi ha riferito che Ilaria era andata in malattia, gravemente ammalata e i medici non riuscivano a curarla.

Ho chiesto a Luca di portarmi nel fine settimana al villaggio, al cimitero dove non avevo più messo piede dal funerale di nonna Maria. Ho comprato un mazzo di fiori, indossato i guanti per spazzare lerba secca dal sepolcro. Con difficoltà ho trovato la tomba di nonna Maria. Sul monumento cera una foto: era proprio la nonna che mi aveva visitato nei sogni, quella che mi aveva salvata dalla morte. Ho sistemato la tomba, messo i fiori in un vaso dacqua, mi sono seduta sulla panchina e ho detto:

Nonna, scusa se non sono venuta prima. Pensavo che bastasse una visita allanno, ma mi sbagliavo. Da ora verrò più spesso. Se non fosse stato per te, probabilmente non sarei più qui.

Mi è sembrato che la tua mano mi accarezzasse la spalla. Mi sono girata, ma non cera nessuno, solo una lieve brezza.

Scrivo tutto questo per ricordare che, anche nei momenti più bui, la memoria dei nostri cari può guidarci verso la luce.

— Ginevra.

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Il Ritorno da un’Epica Festa di Compleanno: Una Serata Indimenticabile
Sarò sempre accanto a te