«Credo che Alice debba restare con noi», afferma con voce ferma Vincenzo, due settimane dopo il funerale, mentre la pioggia scrosciante batte sul tetto di casa sua a Bergamo.
Gianna, la moglie, rimane pallida. «È perché è tua figlia?», esplode, le mani che si stringono attorno al tavolo. «Ammettilo! Non ho più la forza di sopportare tutto questo!»
«Sopportare cosa, Gianna?», chiede Vincenzo, sorpreso.
Gianna e Marina si conoscono fin dalla nascita: le loro madri hanno condiviso il reparto di neonatologia al Policlinico di Milano, e in seguito hanno scoperto che le loro case si trovavano su due vicoli adiacenti del quartiere Isola, dove giocavano nello stesso parco.
Così le due bambine sono cresciute insieme, hanno frequentato lo stesso asilo, la stessa scuola media e, infine, l’Università degli Studi di Padova. Condividevano aspetto e temperamento, solo che Marina era un po’ più testarda, mentre Gianna, secondo sua madre, era troppo dolce.
«È bello avere un’amica così», sospira la madre di Marina, mentre prepara il caffè. «Ti sarà una sorella di cuore.»
«Vale la pena custodire un’amicizia così», ribatte la madre di Gianna. «Non lasciatela mai andare via.»
Le due amiche hanno sempre collaborato, si sono sostenute nei momenti più difficili. Quando alla loro università è arrivata Paolina, non l’hanno subito accettata nel loro piccolo gruppo, ma la sua insistenza seguiva loro come un’ombra ha infine portato a una trottola di amicizia a tre.
Senza Paolina, le due vecchie amiche trascorrevano più tempo insieme, e Paolina, gelosa, si sentiva esclusa. Dopo qualche anno, la terza compagna era scomparsa quando la prima si era sposata e aveva lasciato la città, ma poi era tornata e l’amicizia si era riaccesa.
Gianna si è sposata a venticinque anni con un promettente ingegnere, quattro anni più grande, e insieme a Vincenzo hanno desiderato figli. Non cerano ostacoli medici, ma il desiderio rimaneva un sogno infranto. Tre anni dopo il matrimonio, Marina annuncia, di sorpresa, di essere incinta. Rifiuta categoricamente di rivelare il nome del padre, ma Gianna sospetta fosse Davide, lex fidanzato di Marina, scomparso dopo una lite.
«Io ce la faccio da sola!», proclama Marina con orgoglio. «Mia madre non ha mai visto il nipote, ma io ho i soldi per il bambino e per la tata.»
«Certo, Marina, ti daremo una mano», risponde Gianna, felice per lamica. Paolina alza gli occhi al cielo, ricordando che ogni bambino ha bisogno di un padre e di una responsabilità. «Almeno con il marito avrà il bambino,» commenta, insinuando una nota di rimprovero.
Gianna accetta di diventare madrina di Alice. La piccola vive spesso a casa di Vincenzo e Gianna, che la coccolano come fosse loro. Per un po, la coppia dimentica il problema della procreazione.
Sei anni dopo la nascita di Alice, Marina incontrò luomo dei suoi sogni: Arsenio, un giovane medico brillante, affascinante e premuroso. «Solo il destino non vuole che stiamo insieme», sospira Marina.
«Perché?», insiste Gianna.
«Forse è già sposato», fa beffa Paolina. «O forse ha una madre dal fuoco dellaquila.»
«Niente di tutto ciò!», difende Marina. «Sì, Arsenio era sposato, ma da tempo è separato. Non ha figli, né contatti con la ex. E la signora Elena è una donna meravigliosa.»
«Allora?», chiede Gianna.
«Sta per partire in missione allestero, è fondamentale per la sua carriera», spiega Marina, rassegnata.
«Boh, consideralo perso!», starnutisce Paolina. Gianna la guarda con una smorfia di rimprovero. «E lui non ti porta con sé?», domanda a Marina.
«Ci invita, ma non possiamo portare Alice con noi. Dovrebbe andare a scuola, non conosce nemmeno la lingua» Marina sospira, Arsenio capisce, non mi pressa, ma è evidente che è deluso.
«Scambi la figlia per un uomo?», secca Paolina.
«No», risponde Marina, esausta.
Il giorno seguente Gianna affronta Vincenzo, chiedendo di accogliere Alice definitivamente. «Non possiamo farla sfuggire, è come una figlia per noi», dice. Vincenzo sorride: «Capito, capito. Non ho problemi. Marina è daccordo?»
«Non lo so ancora», risponde Gianna, ma aggiunge: «Sei il miglior marito del mondo», stringendolo forte.
Marina, inizialmente titubante, alla fine accetta, promettendo di mandare dei soldi. «Mica ti preoccupare», ribatte Gianna, ridacchiando. Si salutano con lacrime agli occhi, promettendo di sentirsi ogni giorno. Alice si abitua rapidamente a vivere con la madrina, mentre la madre tornerà presto.
Durante una videochiamata, Paolina appare con una bottiglia di vino, lamentandosi del suo ultimo flirt che non vuole impegni seri. «Sei sempre lì a fare il buon samaritano, ma lei ride di te», commenta, un po ubriaca.
«Di cosa parli?», chiede Gianna, confusa.
«Di Marina. È la mia amica, ma è davvero furba», risponde Paolina.
«Parla chiaro o taci», risponde Gianna. Paolina sbuffa: «Ti dico che Alice è nata da tuo marito. Perciò non è un problema che la bambina viva con voi.»
«Sei ubriaca o cosa?», replica Gianna, disgustata. Paolina, con dignità, si alza e se ne va. Vincenzo, curioso, entra in cucina mentre mette a letto Alice, senza sentire lintera discussione.
«Alcuni devono bere meno», commenta Vincenzo, scrollando le spalle. «E’ chiaro che Paolina è un peso in più, invidiosa e superficiale. Non capisco come ti sei avvicinato a lei.»
Per la prima volta, Vincenzo esprime unopinione su Paolina, lasciando Gianna perplessa ma, nonostante ciò, i semi del dubbio cominciano a germogliare. Ricorda le serate in cui Vincenzo era uscito senza di lei, felice di giocare con Alice.
Gianna nota subito un cambiamento nellumore di Vincenzo, ma non trova prove concrete oltre alle parole di Paolina. Paolina, infine, rifiuta ulteriori discussioni: «Ti ho già detto tutto, apri gli occhi!»
Gianna osserva Alice, trovandola spesso con gli occhi di Vincenzo, il sorriso e persino il modo di tenere il cucchiaio. Il sospetto che la bambina sia sua le grava sul cuore, e comincia a percepire la sua presenza con unallegoria di follia crescente, osservando con disprezzo gli scambi tra Alice e suo marito.
Le discussioni con Vincenzo diventano più frequenti, anche per motivi banali. Una notte, Vincenzo, confuso, le suggerisce di consultare un medico. Passano tre giorni di silenzio, poi arriva la notizia terribile: Marina e Arsenio sono stati coinvolti in un grave incidente stradale. Arsenio ha riportato gravi ferite, Marina è morta sul colpo.
Gianni e Vincenzo spendono una fortuna e le loro forze per far seppellire Marina in Italia, dove la famiglia desidera. Nei giorni più bui Gianna dimentica il sospetto, ma quando il dolore inizia a placarsi, tutto ritorna.
«Credo che Alice debba restare con noi», ribadisce Vincenzo, due settimane dopo il funerale. La piccola è ancora in casa, perché il provvisorio affidamento doveva scadere il mese successivo e occorreva una decisione.
Il tono deciso di Vincenzo irrita nuovamente Gianna. «È perché è tua figlia?», urla. «Ammettilo! Non ho più la forza di sopportare questa menzogna!»
«Sopportare cosa, Gianna?», chiede Vincenzo. «Hai creduto alle bugie di Paolina? Pensavo tu fossi una donna ragionevole!»
«Devi dimostrarlo», ribatte Gianna con i denti serrati. «Deciderò solo dopo un test di DNA.»
Vincenzo, che evidentemente ama ancora Marina, accetta subito lesame. Il risultato conferma che non è il padre di Alice. Gianna sente unondata di vergogna; per fortuna non ha lanciato accuse contro Marina, ma ora dovrà chiedere scusa a unamica che non cè più.
Alice resta con loro. Gianna taglia i ponti con Paolina, pronunciando tutto ciò che pensa senza mezzi termini. Vincenzo finge di non ricordare, perché perché rivangare il passato? E, finalmente, Gianna scopre di essere incinta.






