COME VADIM HA PRESENTATO LA SUA FIDANZATA ALLA MAMMA…

– Mamma, questa è la mia ragazza Lucia… Davide cerca di presentarla con tono casuale, ma lagitazione si percepisce lo stesso nella sua voce. E noi vorremmo insomma beh quello
Eh già Quello che vuoi tu lo so da parecchio tempo La mamma osserva con attenzione la scelta del figlio. Ma invece, Lucia, sei sicura di volerlo anche tu? Conosci bene il mio Davide?
Eccome se lo conosco, risponde la futura sposa senza batter ciglio. Lo conosco come le mie tasche.
Come hai detto? La mamma, sorpresa, le dà del lei. Ma le ragazze parlano così?
Che cè di strano? È un modo di dire italiano conoscerlo come le proprie tasche. Ma dai, non parliamo di Davide. Meglio conoscerci tra noi. Magari non ci andiamo nemmeno a genio.
Cioè? Si confonde la mamma.
Nel senso che ci toccherà aspettare insieme Davide quando esce la sera con gli amici, a fare le ore piccole. E ascolteremo pure insieme il suo russare da ubriaco.
E io che centro? La mamma non sa più dove girarsi. Comunque dormirete separati Spero
Ma tanto rimarrete preoccupata dietro la porta. Lo fanno tutte le mamme.
Oh Ma che state dicendo di me? Davide ascolta perplesso questo strano scambio.
Zitto un attimo! esclamano in coro le due donne, ormai complici.
Dunque, signora Maria Rossi, posso sapere se lei ogni tanto perde le staffe? Davide su questo è molto riservato.
In che senso? La mamma sgrana gli occhi. Ma siamo donne, non si alza mai le mani!
E come no, ride Lucia. Alcune mogli con i mariti mica si trattengono, sa.
Madre mia la signora Maria si copre il viso con le mani. Che modi di dire che storie
Ma su, non faccia così Lucia sorride complice alla mamma di Davide. Confessi, non le è mai venuta voglia di dare uno scapaccione a suo marito? O a Davide, da piccolo?
Beh Stavo per ammetterlo Ma no, mai.
Apprezzo la voglia di sembrare raffinata, scherza Lucia, però non ci credo. Comè possibile essere mamma di uno come Davide senza mai aver voglia di dargli uno schiaffetto? Da piccolino lha mai sculacciato?
Mai! questa volta Maria dice la verità.
Ehi riprova a parlare Davide, ma subito sente:
Zitto tu!
Ha sbagliato a essere troppo buona, signora Maria Lucia accarezza Davide dietro. Un sedere così, che non sta mai fermo, qualche punizione la meritava Ma in fondo, Davide è un bravo ragazzo. Si può ancora correggere. Anzi, Maria, che ne dice, ci prendiamo un tè insieme? Con il tè le cose vengono fuori meglio. Ho portato anche una torta
Alla sera, quando il marito rientra dal lavoro, Maria annuncia davanti a Davide:
Amore! Il nostro Davide finalmente si sposa!
Davvero! Non ci posso credere! esclama il papà, raggiante.
Calmatevi, sto solo valutando precisa Davide ai genitori.
No, figliolo, mamma prende subito liniziativa, con tono risoluto questa volta ti sposi per davvero. E se cambi idea, adotto io la Lucia come figlia mia!
Ma mamma, non è mica orfana, ride il ragazzo. I suoi genitori ce li ha.
Non importa, ribatte la mamma. Allora ti restituisco allospedale e dico che mi hanno dato il figlio sbagliato E sono sicura che tuo padre mi darà ragione.
Se serve, lo giuro! risponde il papà, mostrandogli il pugno con aria scherzosa.

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COME VADIM HA PRESENTATO LA SUA FIDANZATA ALLA MAMMA…
Per sei lunghi anni mi sono chiesta: perché mia nuora era così ostile con noi? Per sei anni continuavo a chiedermi: perché mia nuora si comportava così freddamente con la nostra famiglia? Non sento mio figlio Taddeo da sei anni. Non sono nemmeno stata invitata al suo matrimonio. Sapevo che la colpa era di mia nuora, Sara. Non capivo il perché, ma per causa sua ho sofferto tantissimo. Con mio marito abbiamo tre figli, lui ne ha uno dal precedente matrimonio. Amo tutti i miei bambini, ma Taddeo, il maggiore, è sempre stato il mio orgoglio: lo abbiamo tanto aspettato. Sei anni fa Taddeo ha conosciuto colei che sarebbe diventata sua moglie. Fin dall’inizio le cose non sono andate bene. La prima impressione su di lei era stata positiva. Il suo primo pranzo a casa nostra è filato liscio. I problemi sono iniziati la seconda volta: eravamo seduti a tavola e, di punto in bianco, ha detto a Taddeo: “Hai un gusto brutto nel vestire, ti regalerò dei bei vestiti”. Lui ha risposto: “Non serve, ognuno ha i suoi gusti”. L’ho sostenuto. Sara si è imbronciata, senza aggiungere altro. Il giorno dopo Taddeo mi ha dato un bacio, lei nemmeno mi si è avvicinata. All’epoca non diedi peso alla cosa, ma tempo dopo capii che con una sola osservazione mi ero tirata addosso la sua antipatia. nuora Nemmeno un invito al loro matrimonio Dopo mesi di silenzi strani, Taddeo ci invitò al suo compleanno a Bologna – la città di Sara. Io e mio marito pensavamo di soggiornare in hotel, per lasciare i ragazzi liberi, ma Taddeo insisteva che dormissimo a casa di Sara, anche se ci avvertì che difficilmente l’avremmo vista perché impegnata con la bottega dei suoi genitori. Ci saremmo dovuti vedere a pranzo al ristorante, ma lei non venne. Dopo pochi giorni Taddeo mi disse: “Mamma, voglio sposare Sara”. Aggiunse che non voleva una grande festa, solo una cerimonia intima. Non mi disturbò, gli dissi che ero felice per lui. Una settimana dopo mi chiamò e disse che Sara non voleva che andassi al matrimonio. Era invitato solo mio marito. Nemmeno i suoi fratelli erano stati invitati. Impossibile descrivere in parole quello che provai. Passai il telefono a mio marito, che disse a Taddeo che non sarebbe andato senza di me e i ragazzi. Taddeo mise giù nervoso. Nei giorni successivi la nuora provò a contattarmi, ma trovava sempre mio marito. Quando infine mi prese la linea, disse seccata “Finalmente!” Avevo accumulato così tanta rabbia che le risposi: “Sai, non voglio più sapere niente di te!” Quella fu la nostra ultima conversazione. Poco dopo partirono per il Belgio. Per due anni nessuna notizia. Mia sorella li contattò; Sara le rispose: “Taddeo ormai ha una nuova famiglia”. In effetti, mio figlio vedeva solo suo fratello Vittorio, mai noi. Così per sei anni. Qualche mese fa tentai di ricontattare Taddeo: mi mancava troppo. Gli scrissi due lettere di scuse – una a lui, una a Sara: nessuna risposta. Quando morì mia madre, tre anni fa, Taddeo non venne ai funerali. Non si fece vedere nemmeno quando perdemmo mia sorella maggiore. In sei anni ricevemmo solo un breve messaggio di auguri per il compleanno di mio marito. Poi il silenzio. Mi sento morire dentro. Ho saputo per caso che si sono trasferiti, ma non so nemmeno dove. Taddeo è nei miei pensieri ogni giorno. Per tanto tempo ho pensato che Sara lo manipolasse, che volesse tenerlo solo per sé. Continuavo a chiedermi: perché è così ostile con noi? Non l’ho mai saputo: lei non ha mai voluto spiegarsi. Forse ho sbagliato io all’inizio. Come vorrei che tutto fosse andato diversamente! Due mesi fa, io e mio marito abbiamo vinto una breve vacanza in Belgio. Passeggiando in un paesino ci siamo fermati in un parco giochi. Sognavamo di avere dei nipoti… Un ragazzino simpatico è venuto a giocare con noi col pallone. Era proprio come Taddeo da piccolo! Ho sorriso, mio marito ha giocato un po’ con lui… Poi qualcuno ha chiamato: “Emilio!” Non potevo credere a quel caso: davanti a noi c’erano Taddeo e Sara! Ci siamo abbracciati tutti, un fiume di parole per recuperare il tempo perso. Tutti eravamo chiusi in noi stessi, incapaci di comunicare. Sì, ora capisco: se qualcuno mi avesse detto “non voglio più sentirti”, nemmeno io avrei più cercato un contatto. Ma solo ora, dopo tanta lontananza, capisco i miei errori. Anche loro hanno attraversato momenti difficili. E il nipotino un giorno ha chiesto: “Dove sono i nonni?” e questo li ha fatti riflettere. Ormai tutti abbiamo imparato dai nostri sbagli e vogliamo lasciarci il passato alle spalle. Abbiamo lasciato il gruppo turistico e siamo rimasti in quel piccolo paese belga, come se ricominciassimo tutto da capo – cambiati, con il desiderio di capirci davvero. Adesso colmiamo insieme il tempo perso, con ritrovato affetto e rispetto reciproco.