Mi tornai a ricordare, con la lente di chi ha vissuto lungo i binari, quella lunga estate di ventanni
Ciao, ascoltami un attimo, ti racconto Antonella stava uscendo dalla farmacia di via delle Querce e pensava
La valigia era già appoggiata alla porta, e sul fornello il minestrone continuava a bollire, con le focaccine a fianco.
Il tempo era già al terzo giorno di neve continua fitta, pesante, come se non dovesse finire.
Chiamerò papà, dice Ginevra, seduta al primo banco, e stringe il cellulare al petto come se tenesse lultima
Mi ricordo, come se fosse ieri, la lunga tavola imbandita nella casa di campagna fuori Bologna, dove
Caro diario, oggi ho rivissuto nella mente lultima visita di quellappartamento in Via Garibaldi a Milano
Ginevra stava al lavandino, le mani immerse nellacqua gelata. Dalla finestra si intravedeva il crepuscolo
Nella sala dattesa del cardiologo, accanto a me si sistemò un uomo che non conoscevo. Invece del solito
Ciao, ti racconto un po della vita di Ginevra, perché è una storia che mi ha colpito. Da giovane non









