«Sei solo un operaio!» Lei lo ha lasciato per i vestiti sporchi, senza immaginare chi fosse veramente
Si dice sempre che labito non fa il monaco, però spesso rischiamo di cascarci e perdere qualcosa di davvero prezioso. Oggi ti voglio raccontare una storia che magari ti farà guardare le persone che incontri con occhi un pochino diversi.
**Scena 1: Limbarazzo davanti al grattacielo di vetro**
Il sole si rifletteva sulle vetrate di un centro direzionale di Milano, di quelli che costano uno sproposito. Allingresso, una donna vestita di tutto punto, elegante dalla testa ai piedi, con scarpe che da sole costavano quanto una rata del mutuo. Ma la faccia? Contorta dal disgusto, pura. Guardava luomo davanti, o meglio, fissava i suoi scarponi impolverati e il caschetto giallo che teneva fra le mani.
**DONNA:** «Guarda come ti sei conciato! Ti avevo detto di cambiarti prima di venire al mio ufficio!»
**Scena 2: La calma contro la rabbia**
Lui, per niente in colpa. Tranquillo, si toglie la polvere dalla giacca di jeans e la guarda fisso negli occhi.
**UOMO:** «Sono venuto direttamente dal cantiere. Abbiamo appena finito di gettare le fondamenta.»
**Scena 3: Lo strappo**
Lei si avvicina e comincia a parlare a voce bassa, alterata ma attentissima a chi li osserva magari qualcuno dei suoi colleghi influenti.
**DONNA:** «Non mi interessa. Sei un semplice muratore. Non posso farmi vedere in giro con uno così. Dimentica il mio numero!»
Poi si gira di scatto per lasciare la scena da vera protagonista, ma proprio in quel momento le porte del grattacielo si aprono di colpo.
**Scena 4: Il colpo di scena**
Esce correndo un uomo, in completo elegante e tablet in mano, palesemente agitato. Ignora totalmente lei e si precipita dal muratore.
**UOMO IN COMPLETO:** «Ingegnere Bianchi! Un attimo! Gli investitori sono già pronti per il giro in elicottero sopra *la sua* nuova torre.»
**Scena 5: La verità**
La donna resta paralizzata. Si gira pianissimo, lo sguardo che cade dal cielo a terra. Ingegnere Bianchi? Proprio lui il proprietario?
Luomo sorride appena, lascia il caschetto allassistente con uno slancio e la guarda senza maschere.
**FINALE:**
La donna fa mezzo passo indietro, la voce tremante:
«Davide io non lo sapevo. Perché non mi avevi detto che era il tuo progetto?»
Davide Bianchi non sorride più. Negli occhi solo delusione, bella fredda.
**UOMO:** «Volevo capire se ti interessava la persona o il mio ruolo. Ora ho la risposta.»
Sistema la giacca, quella che lei due minuti prima riteneva ridicola, e aggiunge:
**UOMO:** «Comunque il mio numero non dovrai cancellarlo. Ti blocco io. Buona giornata.»
Con passo sicuro si dirige verso lascensore che porta alla terrazza, si sente già il rumore del rotore del elicottero. Lei rimane lì sul marciapiede, realizzando che non ha perso un muratore, ma la sua unica chance per qualcosa di vero.
**La morale è semplice:** mai giudicare unanima dagli abiti infangati: dietro scarpe polverose magari cè chi costruisce la città. Dietro una cravatta? Forse, solo fumo.







