Arrivato allindirizzo indicato, luomo apre lo sportello e infila la mano nella tasca del giubbotto. Invece di tirare fuori i soldi, estrae un coltello e, minacciando, ordina di consegnargli tutto il denaro e di uscire subito dallauto
Luisa, insieme al piccolo figlio Matteo, sta salutando il marito Riccardo in partenza per un lungo viaggio. Riccardo parte per lestero, sperando di migliorare la vita della famiglia.
Prima di partire, Riccardo stringe forte la moglie e il figlio, e con voce gentile cerca di consolare i suoi cari in lacrime:
Luisa cara, perché mi saluti come se fosse per sempre? Un anno passerà in fretta, nemmeno ce ne accorgeremo. Sarò in contatto ogni giorno, non avrete nemmeno il tempo di sentire la mia mancanza! Non dimenticare mia madre, vai a trovarla insieme a Matteo e fatevi delle belle passeggiate. Abbiate cura di voi e dei nostri fedeli amici a quattro zampe, non dimenticate i vaccini. Lo vedete da soli che protettori sono, aggiunge accarezzando con affetto le orecchie tese e nervose di Leone e Poldo, i due cani di casa che sembrano intuire la prossima separazione.
Laereo, splendente sotto il sole primaverile, si alza in volo da Malpensa, sale in quota e, puntando verso lAtlantico, porta lontano da loro Riccardo dallaltra parte del mondo.
Lalta Luisa, Matteo e i due cani seguono in silenzio il volo del gigante argentato finché scompare tra le nuvole. Davanti a loro si apre un lungo anno dattesa
Riccardo ha lavorato nove anni per questo momento. Come biologo ricercatore sentiva di aver raggiunto un traguardo: finalmente aveva firmato un contratto con unimportante ditta americana, e addirittura gli avevano pagato il biglietto in business class come segno di riguardo. Riccardo parte per gli Stati Uniti.
Fra dieci ore sarà appena arrivato a JFK, ma col pensiero già si trova là, sulla soglia di una nuova vita, lasciando dietro di sé la mamma, Luisa, Matteo, gli amici, i cani come se fossero rimasti in unaltra epoca.
Luisa si siede avvolta in una coperta e allimprovviso la casa le sembra vuota dopo la partenza del marito.
La solitudine la sentono anche Leone e Poldo il grande Leone e il piccolo Poldo, che Luisa aveva salvato anni prima per strada. Leone si sdraia ai suoi piedi fissandola negli occhi, Poldo le si accoccola addosso, quasi a consolarla. Matteo, dal canto suo, resta in silenzio, chiuso nella sua stanza a digerire il distacco.
Pensa: Quando arrivano le vacanze, prenderò un po di ferie e andremo dalla suocera in campagna
Giulia, la madre di Riccardo, abita in un altro quartiere, ma nei fine settimana arriva a dormire da loro, dà una mano e fa compagnia a Luisa.
Passeggiano insieme coi cani, portano Matteo a teatro, parlano di futuro e trasloco, sfogliano documenti e vecchie fotografie.
In estate tutti si trasferiscono alla casa di campagna: lavorano nellorto, fanno lunghi giri nel bosco, si tuffano nel fiume. I cani adorano quegli spazi e non si staccano mai dalla loro famiglia.
Luisa torna al lavoro, Riccardo chiama sempre più spesso; racconta quanto gli manchino, è affascinato dallAmerica e si dice certo che il futuro della famiglia sarà radioso.
In autunno Riccardo annuncia di aver trovato casa, ha già dato lanticipo e chiede a Luisa di vendere il loro appartamento e girargli i soldi. Sulla macchina lei non cede: non la venderà. Riccardo desidera che anche sua madre liquidi la casa in campagna: servono fondi per pagare tutto interamente niente mutui.
Lappartamento di Luisa va via in un attimo, con tanto di mobili e pianoforte. Lo stesso acquirente compra anche la casetta di Giulia e il denaro, secondo accordi, finisce subito sul conto americano di Riccardo.
La notte prima della partenza i cani si aggirano inquieti tra le valigie, guaiscono e guardano la padrona. Luisa sente una strana inquietudine che non labbandonerà più.
Dopo il trasloco Riccardo chiama sempre meno lavoro, impegni. Poi, dinverno, un colpo tremendo: con la crisi economica, allistituto dove lavora Luisa ci sono tagli al personale e lei viene licenziata. La situazione in Italia è critica, le pensioni arrivano in ritardo e trovare un nuovo lavoro è quasi impossibile.
Leone comincia a perdere peso manca persino il cibo. Giulia suggerisce di lavorare come lavapiatti portando a casa gli scarti per i cani, ma Luisa preferisce sbrigarsela da sola. Con tenacia, piano piano le cose migliorano: Leone riprende peso, la sera va incontro alla padrona portando le buste della spesa.
Un giorno Luisa si rompe il braccio trasportando una pentola pesante al bar. Poco dopo Giulia comincia a sentirsi male il cuore non regge più. Matteo aveva bisogno di un giubbotto nuovo. Luisa chiama Riccardo.
La risposta è fredda: dopo la casa soldi non ce ne sono, cercherò di inviarti qualcosa.
Luisa scoppia a piangere, Giulia la consola accarezzandole la spalla, sussurrando:
Non preoccuparti, figlia mia. Ce la faremo comunque.
Anche i cani si stringono attorno a lei, come se capissero tutto.
Dopo pochi giorni arrivano duecento dollari. Vanno subito via tra medicinali, spesa e il giubbotto di Matteo.
Luisa prepara un sacchetto con la pelliccia di visone, i gioielli doro e si reca al banco dei pegni, sapendo già che non li riavrà mai indietro. Con la macchina porta a casa sacchi di crocchette e un po’ di cibo per tutti.
Altri soldi, però, non ne arrivano.
Andrò a fare la tassista, dice a Giulia.
Giulia urla dalla paura e cade, ma Luisa non si lascia intimidire. Leone sale sul sedile posteriore e si sdraia in silenzio, come se sentisse che devono rimanere uniti.
Lavorare di notte si rivela sorprendentemente redditizio: in un turno fa più di quanto guadagnava in un mese intero.
La notte successiva torna in strada. Un uomo elegante, il suo ex capo, sale sullauto. È scioccato nel vederla così e le rivela che lha cercata per una settimana: sta aprendo unassociazione nuova e voleva proprio lei come responsabile. Le offre il posto e le lascia il suo biglietto.
Luisa torna a casa quasi felice. Sentendo la sua voce allegra, Leone agita la coda entusiasta.
Durante il rientro nota un uomo fermo da solo sul ciglio della strada. Non devo andare lontano, dice lui. Luisa accetta sperando in una corsa ben pagata.
Arrivati a destinazione, il passeggero apre lo sportello e infila la mano nel giubbotto invece del portafogli tira fuori un coltello.
In pochi secondi la notte si riempie di urla: Leone è già saltato addosso allaggressore, affondando i denti nella schiena. Luomo cerca disperatamente di liberarsi, agita il coltello senza riuscire a divincolarsi dal peso della bestia.
Leone riesce a bloccare il braccio armato anche se si taglia il muso. Vedendo il sangue sulla pelliccia del suo amico, Luisa, dimentica lingessatura, e con tutta la forza colpisce il rapinatore in faccia.
Luomo rotola fuori dallauto con il cane addosso. Luisa, a fatica riesce a tirare via Leone, poi fugge di corsa.
Quella notte Poldo non tocca neppure il cibo aspetta nervoso vicino alla porta. Luisa, per non svegliare nessuno, pulisce e disinfetta la ferita a Leone, lo nutre, poi si addormenta esausta sul divano, abbracciando il suo fedele protettore. Il piccolo Poldo si acciambella al suo fianco, con la testa appoggiata alla sua gamba.
Da quel giorno non hanno più dovuto contare gli spiccioli e, quando Luisa viene promossa, può permettersi unauto nuova.
Intanto Riccardo si fa sentire sempre meno: telefona solo per le grandi feste, ogni volta con una scusa nuova per la sua assenza. Cinque anni dopo, Giulia muore colpita da un infarto. Al funerale il figlio non si presenta, nessun aiuto arriva dallAmerica. Prima di morire, Giulia lascia la casa in eredità a Luisa.
Qualche mese dopo, squilla il campanello con insistenza. I cani si agitano e corrono alla porta. Matteo apre e si trova davanti un uomo in abiti eleganti, con una valigetta costosa e un sorriso forzato che si apre in attesa di un abbraccio.
Allora, figliolo, accoglimi! esclama con tono da attore.
Una cosa sola posso dire: mio padre non lho mai conosciuto e un traditore non voglio vederlo! risponde freddamente il ragazzo. Chiama mamma!
Luisa si avvicina. Dietro di lei, come due sentinelle, ci sono Leone e Poldo.
Cosa vuoi adesso? Un momento apre la borsetta, tira fuori due banconote da cento euro e gliele lancia in faccia con disprezzo. Tieni. Noi i debiti li restituiamo, a differenza tua. Traditore!
Questa casa era di mia madre, è una mia eredità! Andatevene via subito! Riccardo, dimenticando ormai la maschera di italiano allestero, solleva la valigetta, minaccioso.
Ma Leone con uno scatto lo butta a terra, strappa il bavero del costoso cappotto e ringhia mostrando i denti poco lontano dal naso di Riccardo. Poldo, per non essere da meno, si attacca allaltro bavero ringhiando furioso.
Leone! Leoncino! Possibile che non ti ricordi del tuo padrone? balbetta Riccardo, nel tentativo disperato di salvarsi almeno con le parole.
Ma Leone, implacabile, gli strappa anche il secondo bavero.
Luisa, senza aggiungere altro, afferra i cani e chiude la porta. Per sempre.
P.S. Riccardo N. non leggerà mai queste righe. Nellagosto del 1998 è morto improvvisamente dinfarto, senza vedere la nascita del suo nuovo figlio in America. È stato sepolto al Cimitero Ortodosso di Rock Creek, a Washington D.C. DallItalia nessuno è andato a dargli lultimo saluto.




