Allamo della coscienza
Tu tu come lo sai? la voce di nonna trasalì di paura.
Il mondo non è privo di brave persone, tagliò corto Vera. Detto questo, non ti permetto di rovinare la vita di mio figlio.
Nonna, Tamara Vassilievna, era la padrona assoluta della famiglia una verità che Stefano aveva appreso già da piccolo.
Disobbedirle significava dare il via a scenate epocali e punizioni, come la privazione di svaghi o della paghetta.
Per questo nessuno in casa osava contraddirla, nemmeno sua madre o sua zia.
Fino alla pensione aveva diretto con pugno di ferro una grande sartoria della zona, e la durezza era rimasta anche tra le mura domestiche.
Stefano sospettava che persino il nonno, morto prima che lui nascesse, avesse subito la sua autorità. Figurarsi le due figlie.
La maggiore, Vera, nonna la diede in sposa a un promettente ingegnere di nome Igor, senza preoccuparsi che la figlia non lamasse.
Vera partorì un figlio (cioè Stefano) e visse ancora tre anni nel matrimonio, fino a quando il genero si ribellò alla suocera.
Stefano non seppe mai il motivo, ma dopo poche settimane dalla rivolta i coniugi divorziarono e Igor perse anche il lavoro, con una cattiva reputazione.
Le conoscenze di Tamara Vassilievna erano temibili.
Da allora di suo padre Stefano non ebbe più notizie.
Alla figlia minore, Galina, nonna concesse di sposarsi per amore, con un magazziniere di nome Vitalio.
Quando Stefano compì due anni nacque la cugina Arianna. I due coniugi vivevano felici in un appartamento a parte, obbedienti alla nonna, che era soddisfatta della scelta. Ma Vitalio morì giovane, quando Arianna aveva dieci anni.
Galina e la figlia restarono a vivere lì, sempre sotto locchio vigile della nonna, che aiutava a modo suo.
Stefano notava da tempo che la nonna fosse più indulgente con la minore, meno tirannica, persino affettuosa a volte.
Ma non ci pensava troppo aveva già molte preoccupazioni. Tamara Vassilievna volevano formare di lui un vero uomo e ci si impegnava con tenacia.
Diventerai un grande giocatore di hockey! proclamava. Così Stefano si ritrovò iscritto alla squadra locale.
Dopo poche settimane lallenatore, quasi in lacrime, chiese che lo ritirassero: «Non fa per lui, è troppo fragile, rischia la salute».
Nuotò per ben sei mesi, finché scoprirono che era allergico ai prodotti chimici usati nella piscina.
Poi ci fu il laboratorio di modellismo, quello di ecologia, e altro ancora
Nonna, io voglio disegnare! protestò Stefano un giorno. Perché mi spingi ovunque tranne dove vorrei stare davvero?!
La madre si scandalizzò per tanta audacia, la nonna si rabbuiò e gli mollò uno scappellotto.
Come ti permetti di parlare così? Da questa settimana niente soldi in tasca!
E in più a Stefano, che aveva tredici anni, venne imposto il silenzio familiare. Capì la lezione e divenne docile, preparandosi agli esami per entrare a ingegneria, una vera professione.
Per qualche miracolo (o forse grazie alle conoscenze della nonna) fu ammesso alluniversità e non andava nemmeno tanto male. Ma la fisica, la matematica, la meccanica lo nauseavano.
In segreto studiava design su internet corsi gratuiti, ovviamente, soldi non ne aveva.
Sognava di mollare tutto per diventare illustratore di videogiochi, guadagnare bene Ma non era possibile.
Tamara Vassilievna lo controllava con fermezza, manteneva rapporti personali con i professori.
A sessantacinque anni era robusta, soffriva di affanno, ma si muoveva ancora con energia.
Studia! lo ammoniva. Ho già sistemato tutto con Basilio Petroni: ti prende alla sua fabbrica, avrai un futuro.
Stefano non voleva proprio andarci! Ma non aveva il coraggio di opporsi. E alla fine, al terzo anno, crollò.
Avevano festeggiato piuttosto animatamente il compleanno di un compagno, e Stefano aveva bevuto troppo. La nonna lo avrebbe massacrato già per quello, e lui ci mise del suo.
Lascio luniversità! annunciò con tono di sfida, la voce impastata. Non mi serve a niente! Voglio disegnare, creare E voi, galline, cosa ne capireste?
Quel galline fu eccessivo, ma era troppo tardi per tornare indietro. Nonna e madre lo guardarono sconcertate, la prima gli rifilò uno schiaffo e si ritirò in silenzio, la seconda lo accompagnò a letto, facendo la morale.
Il mattino dopo, ignorando il suo mal di testa, la madre gli ordinò di chiedere scusa alla nonna forse tutto sarebbe passato.
Passato cosa, mamma?! sbottò Stefano, gemendo per la fitta alla testa. Non ti sei stancata di strisciare davanti a lei?! Seguire ogni suo capriccio?! Quanto ancora?!
Il volto della madre si indurì.
Prima di tutto, si dice nonna, lo zittì; poi, più dolce: Senza di lei non ce la facciamo, figlio mio Chiedile scusa ti perdonerà, ti vuole bene.
E uscì dalla stanza.
Ma Stefano era ormai un fiume in piena. Urlò: «Non ci torno più, al vostro dannato ateneo!», buttò qualche vestito nella borsa e se ne andò.
Vissè una settimana dal suo amico, poi la madre lo chiamò.
La nonna è in ospedale, attacco cardiaco. Vieni subito.
Stefano aveva capito di aver esagerato, ma non voleva rinunciare ai suoi piani.
Sperava che le donne cedessero: allora sarebbe tornato.
Ma la situazione era tuttaltra. Alla nonna, in fondo, lui voleva bene; mica le augurava il peggio.
Corse in ospedale, ascoltò il rimbrotto di madre e zia, promise che non avrebbe più fatto nulla del genere
Dopo due settimane Tamara Vassilievna tornò a casa. Appariva in salute, un po pallida solo.
Con aria severa ascoltò le nuove scuse di Stefano, poi tacque e disse:
Mi hai delusa, Stefano Ero pronta a rinnegarti, toglierti dalleredità. Regalare lappartamento che mi ha lasciato la zia ad Arianna
Stefano arrossì contava molto su quella casa.
Ma va bene, proseguì la nonna, vedo che sei tornato sui tuoi passi, hai ripreso luniversità. Bravo! Ma non basta
Stefano e Vera la fissarono con ansia.
Sposerai Arianna e vivrete là insieme. Sarete una coppia perfetta, concluse Tamara Vassilievna.
Nonna, ma che dici?! Stefano rimase scioccato. Come potrei sposarla è mia cugina! cercò aiuto nella madre. Lei abbassò lo sguardo.
Vera, la nonna sospirò stanca, spiegaglielo tu, non ho più forze, poi tornò nella sua stanza con passo pesante.
A quel punto Stefano apprese molte verità sulla sua famiglia.
Scoprì che anni prima Tamara Vassilievna e suo marito avevano adottato Galina, una bambina orfana, figlia di amici deceduti.
Poi erano andati a vivere altrove e nessuno aveva mai saputo nulla.
Quindi Arianna non è tua parente di sangue, concluse la madre.
Non lo sapevo! Lho sempre trattata da sorella! Sì, non eravamo molto vicini, ma non lho mai vista come una possibile moglie.
E poi Ho già una ragazza quasi…
Figliolo, lidea non piace neppure a me, sospirò la madre. Ma non saprei come uscirne.
Stefano nemmeno.
Quella notte si svegliò per delle voci provenienti dalla stanza della nonna.
Si allarmò magari stava ancora male! poi capì che si stavano litigando.
Spiare non era giusto, ma
Mamma, hai sempre preferito Galina, le hai permesso tutto Ma così esageri, protestava sottovoce Vera.
Non inventare! Ho sempre voluto bene a entrambe. Solo che Galina ha avuto molte sofferenze
Davvero? nella voce di Vera traspariva rabbia. O forse cerchi di espiare i tuoi peccati?
Credi che nessuno sappia che frequentavi suo padre di nascosto?
Che eravate amanti, e la moglie di quel Nicola vi ha scoperti? Che dopo lo scandalo sono andati in vacanza insieme per riconciliarsi e sono morti in quellincidente?
Tu come lo sai? la voce della nonna tremava di terrore.
Il mondo non è senza lingua lunga, tagliò corto Vera. Comunque sia la vita di mio figlio non la rovinerai.
Se insisti con questa maledetta idea di nozze, aspettati di rimanere sola.
Stefano fece appena in tempo a rientrare nella sua stanza prima che la madre uscisse dalla camera della nonna, furibonda. Che rivelazioni!
Il giorno dopo tornò dalluniversità in anticipo (lezione annullata) e sentì per caso unaltra conversazione. In questo periodo, sembrava che ascoltasse tutti.
Avevi promesso di aiutare! protestava zia Galina. Sai che Arianna non può abortire! E siamo già al secondo mese dove le troviamo un marito, e per giunta decente, in fretta?
Troverò una soluzione, sorprendentemente, la nonna parlava con tono mellifluo. Non preoccuparti, cara
Stefano non volle sentir oltre, uscì di soppiatto e attese la madre fuori dal palazzo. Durante il racconto, il volto di Vera si indurì sempre più.
Basta! sospirò alla fine.
Quella sera stessa fecero le valigie e dormirono in hotel, poi presero in affitto una casa. Per ora né Stefano né la madre hanno rapporti con Tamara Vassilievna. Forse cambierà idea, ma è difficile…




