La Torta del Giubileo Segna la Fine di un Capitolo

Valentina Bianchi sistemò con mano tremante il tovagliolo sotto il vaso di rose e lanciò unocchiata al grande orologio a pendolo. Meno di unora al suono della campanella di porta, e il suo sessantesimo compleanno, levento più importante della sua vita, doveva essere perfetto.

Alessia, sei quasi pronta?gridò verso la cucina, dove si udiva il tintinnio dei piatti.

Sto finendo linsalata, mamma!rispose la figlia, con la voce piena di vita. Fai un controllo a Costantino, doveva andare a prendere lacqua frizzante.

Valentina sospirò, si diresse verso la camera di suo genero. Dieci anni di convivenza sotto lo stesso tetto non le avevano mai fatto accettare la sua lentezza. Ogni cosa per lui era tra un attimo o già arrivo. E ora Costantino era seduto al computer, gli occhi fissi sul monitor.

Costantino, dovevi andare al negoziotentò di suonare dolce, ma il tono irritato trapelò ugualmente.

Sì, sì, suocera, esco subitorepresse il giovane senza voltarsi, continuando a cliccare il mouse.

Gli ospiti arriveranno da un momento allaltro.

Arriverò, non preoccuparti.

Uscì dalla stanza stringendo i denti. Sempre la stessa storia. Se non fosse stata per Alessia, avrebbe già chiesto a Costantino di andarsene. Dieci anni insieme e nulla cambiato: Un giorno compreremo una casa nostra, diceva, ma il futuro rimaneva unombra. Lunico raggio di sole era la nipotina, Ginevra, lunica gioia di Valentina.

Nonna, il dolce arriverà?la bimba chiese, entrando nel corridoio come se avesse letto i suoi pensieri.

Sì, tesoro, arriverà. Tuo papà lo prenderà dalla pasticceria Il Dolce Angolo.

Ginevra increspò le sopracciglia.

E non lo dimenticherà? Ieri ha saltato la mia lezione di nuoto, nonostante la promessa di portarmi.

Valentina accarezzò la testa della nipote con tenerezza.

Non ti preoccupare, gli ricorderò. Ora indossa quel bel vestito che abbiamo comprato la scorsa settimana.

Quando Ginevra corse via, Valentina tornò da Costantino.

Non dimenticare il dolce. Lho ordinato da Il Dolce Angolo, in via Vittorio Emanuele.

Lo ricordo, lo ricordosbuffò. Prima lacqua, poi il dolce. Sarà perfetto!

Quindici minuti più tardi Costantino si alzò, prese la giacca e si avviò verso la porta.

Hai preso i soldi per il dolce?chiamò Valentina.

Non è già stato pagato?si fermò alla soglia.

No, ho solo versato lacconto. Il saldo resta da pagare al ritiro.

Alessia sbucò dalla cucina con una carta di credito in mano.

Mamma, la carta è sul tavolo, prendi quello che ti serve. Costantino è sempre un po a corto di fondidisse, sorridendo imbarazzata.

Valentina prese la cifra necessaria, la porse al genero e lo ammonì:

Non tardare, e non dimenticare lacqua!

Chiusa la porta, tornò a preparare la tavola. Oggi non sarebbero arrivati solo parenti, ma anche vecchi colleghi di scuola. Trentacinque anni aveva dedicato allinsegnamento di italiano e letteratura, era rispettata e ammirata. Ora, a cinquantanni dalluscita dal servizio, non voleva svendere la sua dignità.

Mamma, non ti preoccuparela abbracciò Alessia. Andrà tutto bene.

Non è che mi preoccupi, è solo che voglio che sia degno.

Alessia annuì, confortante.

Sarà, mamma. Tu sei la migliore padrona di casa.

Il campanello suonò. Prima arrivarono lo zio e la moglie, Nicola e Tamara.

Valentina, tanti auguri!Tamara la baciò sulle guance, porgendole un grande pacco. Sei splendida! Sessanta è il nuovo quaranta!

Grazie di cuorerispose Valentina, commossa. Entrate, si cambiate.

Seguivano altri invitati: due ex colleghe, la vicina Irenegonda con il marito, la cugina da una frazione vicina. Lappartamento si riempì di risate, brindisi e canti. Ma Costantino non era ancora tornato.

Alessia, chiama tuo maritosussurrò Valentina mentre gli ospiti si sistemavano.

Alessia si ritirò con il cellulare, poi tornò con un sorriso forzato.

Sta arrivando, mamma. Ha detto che cera una coda al negozio.

Valentina scrollò le spalle, conosceva bene quelle code. Probabilmente era bloccato con gli amici o incollato al telefono.

Allora non aspettiamodisse, cercando di suonare allegrainiziamo il pranzo!

Il tavolo traboccava di prelibatezze italiane: insalata russa, pesce in carpione, cotoletta alla milanese, funghi sottolio, peperoni ripieni e tanto altro. Gli ospiti si servivano con gusto, ma il silenzio di Costantino si faceva sempre più pesante. Alessia, sempre più agitata, usciva più volte a chiedere notizie, tornando con gli occhi più stanchi.

Vi ricordate quando andavamo in Costiera Amalfitana?ricordò Tamara, ridendo. Quella volta che ti sei cotta con listruttore di nuoto?

Shh, non dirlo!scherzò Tamara, facendo arrossire Nicola.

Valentina, per un attimo, dimenticò le preoccupazioni, finché non sentì il campanello della porta dingresso.

È lui!esclamò Alessia, correndo a aprire.

La porta si spalancò, e il corridoio si riempì di voci soffocate. Alessia tornò nella stanza, pallida.

Mamma, posso parlare un attimo?

Valentina si scusò con gli invitati e uscì. Davanti a lei cera un uomo con una grande scatola.

Buonasera, sono dal Dolce Angolo. Avevate ordinato il dolce?

Sìrispose, confusail mio genero non lha ancora preso?

No, siamo quasi chiusi e il dolce è rimasto qui. Lho portato perché il festeggiamento è importante.

Un nodo si formò nella gola di Valentina. Dove era Costantino? Cosè successo?

Quanto devo?chiese, estraendo il portafoglio.

Pagò il corriere, posò il dolce sul tavolo della cucina e tornò da Alessia.

Alessia, dovè tuo marito?

Non lo so, mammalacrime negli occhinon risponde da mezzora.

Allora vai a salutare gli ospiti, io mi occupo del dolce.

Alessia uscì, e Valentina si lasciò cadere su uno sgabello. Dieci anni di promesse non mantenute, di silenzi accettati, di sacrifici per la figlia e la nipote. Oggi, però, Costantino aveva superato ogni limite.

Con mani tremanti, aprì la scatola: un capolavoro di pan di spagna con rose di crema e la scritta Buon Compleanno!. Proprio in quel momento Ginevra entrò nella cucina.

Nonna, dove è papà?

Non lo so, tesororispose sinceramentema il dolce è qui, è bellissimo!

Gli occhi di Ginevra si illuminarono.

Posso portarlo in salotto?

Certo, ma vai piano.

La bambina afferrò il vassoio, uscì con passo deciso, e il dolce arrivò sul tavolo tra gli applausi degli ospiti.

Signor Irenegonda, un brindisi!disse il marito, sollevando il bicchiere. Al compleanno di Valentina!

Allimprovviso la porta spalancò e Costantino entrò barcollando, lalito di birra che gli usciva dalle narici.

Ecco a voi, felice festa a tutti!esclamò, ridendo.

Il silenzio cadde come un velo di ghiaccio. Valentina osservò gli occhi di Alessia, colmi di dolore e di una rassegnazione quasi spettrale.

Costantinosussurrò Alessiadove sei stato?

Che cè?sbuffò, sistemandosi su una sedia. Con un amico, abbiamo festeggiato un po e guarda, il dolce è già sul tavolo! Lho fatto io, eh!

Il dolce lha portato la pasticceria, disse Valentina con voce gelida. Perché non lo hai ritirato tu.

Nessun problemasi lasciò cadere su una sedia. Sono qui, servite!

Gli ospiti si scambiarono sguardi, latmosfera di festa si era incrinata. Qualcuno tossì delicatamente, Tamara raccolse la borsa, pronta a andarsene.

Grazie a tutti per essere venuti!annunciò Valentina, alzandosi con decisione. Ora ho un annuncio importante.

Il silenzio calò su tutta la sala, anche Costantino smise di agitare la bottiglia.

Per dieci anni, mentre mia figlia e mio genero vivono qui, non mi sono intromessa nella loro vita. Ho sopportato mancanza di rispetto, irresponsabilità e pigrizia, tutto per Alessia e Ginevra. Oggi, è il mio compleanno, e mi concedo un regalo.

Si voltò verso Costantino.

Costantino, da domani non abiti più qui. Hai ventiquattro ore per prendere le tue cose e trovare un altro posto.

Cosa?balbettònon hai diritto!

Ne ho, rispose Valentina con calma. Questo appartamento è mio, e chi vi abita è chi io lo permetto.

Costantino si girò verso la moglie.

Alessia! Dì qualcosa a tua madre!

Alessia rimase muta, gli occhi bassi. Le dita che stringevano il tovagliolo erano bianche per lo sforzo.

Mamma, sei sicura?chiese a bassa voce.

Assolutamenteannunciò Valentina. Ho deciso.

Andate via tutti!esclamò Costantino, sbattendo il pugno sul tavolo, facendo vibrare i bicchieri. Mi basta! Non tornerò più qui!

Svanì in fretta, sbattendo la porta dietro di sé. Il corridoio si riempì di un fragore, poi di silenzio.

Una piccola voce interruppe: Posso avere il dolce adesso?

Gli ospiti risero nervosamente, la tensione si allentò un po. Valentina tagliò il dolce, cercando di nascondere il tremore delle mani. Sapeva di aver fatto la cosa giusta, anche se era dura.

Gli invitati, lentamente, cominciarono a congedarsi, comprendendo che la festa era finita. Restarono solo Valentina, Alessia e Ginevra.

Mammadisse Alessia, avvicinandosidevo dirti una cosa

Non parlare, figlia. Capisco tutto.

No, non capiscicontinuò Alessiavuolevo divorziare da Costantino da tempo, ma temeva che tu ti opporresti. Cosa mi consigli?

Valentina la abbracciò forte.

Sei una sciocca, ma capisco il tuo dolore. Anche Ginevra lo sente. Ha bisogno di una mamma felice, non di una famiglia di facciata.

E adesso, cosa facciamo?bisbigliò Alessia, stringendosi a sua madre.

Andrà tutto benerispose Valentina con sicurezzaaffronteremo tutto insieme.

Quella sera Costantino tornò, sobrio e silenzioso. Raccolse le sue cose, lanciando sguardi imploranti verso Alessia, ma lei rimase ferma. Dieci anni di promesse infrante avevano indurito il suo cuore.

Mi ridareste il televisore?mormorò, chiudendo la valigia. Lho comprato.

Con i miei soldirepresse Alessia. Andate via, Costantino. Basta.

Quando la porta si chiuse, Valentina le prese la mano.

Sai, ho dei risparmi. Non molto, ma basta per la caparra di una casa per te e Ginevra. Il resto lo potrai prendere in mutuo, ora che sei capo reparto, la banca ti concederà.

Alessia rimase con gli occhi spalancati.

Davvero? Pensavo che avremmo continuato a vivere tutti insieme

Finché non compriamo la casa vostrasorrise Valentinae poi sarò felice di passare a trovarvi, con Ginevra, quando vorrete.

Mammaesclamò Alessiasei impossibile!

Voglio solo che siate felicicon fermezzae questo compleanno è stato meglio di quanto immaginassi, perché ha segnato linizio di una nuova vita.

Rimasero abbracciate in cucina, mentre fuori il tramonto tingeva di rosso il cielo, lultimo tramonto di una vecchia esistenza. Sul tavolo, ancora intatto, il dolce con le rose di crema e la scritta Buon Compleanno! testimonava la trasformazione.

Sei mesi dopo Alessia e Ginevra si trasferirono in un piccolo appartamento di due locali in un nuovo condominio. Valentina la visitava spesso, aiutava con i lavori e consigliava larredamento. Un anno dopo, alla porta di sua casa apparve Sergio Rinaldi, nuovo insegnante di fisica nella scuola dove Valentina aveva insegnato. Le portò un mazzo di margherite e dei biglietti per il teatro.

I colleghi dicono che amate Chekhovdisse, timidamenteE stasera al Teatro alla Scala cè Il giardino dei ciliegi…

Valentina sorrise, aprì la porta.

Entra, Sergio. Stavo per prendere un tè con il dolce. Unisciti a noi.

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Ma perché sei già a casa così presto?” – dalla camera da letto spuntò un marito spaventato